La Russia di Attilio Micheluzzi tra utopia e fanatismo

La Russia di Attilio Micheluzzi tra utopia e fanatismo
NPE prosegue la collana dedicata ad Attilio Micheluzzi con "Siberia", storia di un nobile che diventa rivoluzionario, attraversando gli anni più importanti della Russia.

Siberia, scritto e disegnato da , uno dei maestri del fumetto italiano, è il nuovo volume proposto da NPE all’interno della collana a lui dedicata. La storia racconta del conte Kovalensky, nobile intellettuale e professore che, indignato dal comportamento e dalla direzione politica intrapresa dallo zar e da una prostrata classe governante russa, decide di sposare la causa della rivoluzione, affrontando così pesanti dilemmi morali e difficili prove di sopravvivenza.

Nel raccontare la vicende del protagonista, partendo dagli ultimi momenti della sua vita e andando a ritroso con un lungo flashback, Micheluzzi adotta una narrazione letteraria, molto vicina ai grandi romanzi storici dell’Ottocento e del primo Novecento, che sviluppa in due modalità: con l’uso delle didascalie, frequenti e abbondanti, e con l’utilizzo di un narratore esterno, che commenta gli eventi che si susseguono, parla con il lettore e addirittura scambia qualche battuta con i personaggi.

Il conte Kovalensky è il perno sul quale ruotano tutti i temi del fumetto.
Il sogno utopico di un mondo più giusto, da raggiungere con ogni mezzo e ad ogni costo, compresa la violenza, viene platealmente infranto, sia a causa dei dubbi che tormentano il protagonista, sia a causa della piega che prenderanno gli eventi dopo la presa del potere da parte di Lenin e del partito comunista. Viene così rimarcato quanto sia sottile la linea tra idealismo e fanatismo, e come l’altra faccia del rivoluzionario sia quella dell’assassino, pronto a lottare per una causa così grande e sfuggente da non riuscire ad afferrarla in pieno.

In mezzo a tutto questo viene anche sottolineato come il tradimento e le inimicizie influiscano sulla vita degli uomini: la fiducia viene così improvvisamente a mancare per le persone vicine e si trova inaspettatamente in quelle lontane, appena incontrate, dove a prevalere sull’opinione e sull’orientamento politico è in realtà il senso di condivisione di un destino comune già segnato, marcato da sofferenza e disperazione indipendenti dalla classe sociale di appartenenza.

Tra le maglie intrecciate di queste tematiche si infiltra prepotentemente l’amore. La relazione con la bellissima Natalia è inevitabilmente travagliata, per sottolineare l’ulteriore patimento dei personaggi. Una sofferenza colpisce in primis la ragazza, perdutamente innamorata di Kovalensky e disposta a inseguirlo fino in Siberia, e poi lo stesso protagonista, distrutto dal senso di colpa per aver dimostrato qualcosa che in realtà non provava veramente o che comunque non poteva mostrare, credendo fermamente nella superiorità del raziocinio su emozioni e sentimenti.

Micheluzzi, molto attento alla documentazione storica ma senza risultare troppo pedante, riesce a fondere invenzione e reale, facendo così interagire in maniera efficace i personaggi di sua creazione con figure realmente esistite e delineando profili psicologici sfaccettati (è da notare, per esempio, come viene caratterizzato Rasputin, ammantato di fascino ed estremismo religioso e in grado di conquistare le masse con i suoi gesti fuori dall’ordinario e le sue parole carismatiche).

I disegni, nell’inconfondibile stile dell’autore, esprimono il suo tratto elegante e raffinato e la straordinaria cura per i dettagli. Notevole la rappresentazione degli ambienti: ai pochi esterni cittadini nei quali risaltano alcuni particolari fanno da contraltare le abbacinanti visioni invernali dei boschi coperti di neve, in cui violente pennellate di nero diventano alberi inquietanti che creano un’atmosfera oppressiva e asfissiante. Gli interni poi sono molto rifiniti: da una parte, ricchi di quell’opulenza aristocratica, fatta di tessuti dalle trame variegate e oggetti resi costosi da un tratto graficamente impeccabile; dall’altra, spogliati di ogni velleità, capanni di legno graffiato e danneggiato, dove pochi elementi tratteggiano l’ostilità della natura e la difficoltà della solitudine.

Interessante inoltre l’uso delle onomatopee, le quali a volte occupano interamente le vignette, evidenziando il caos della vita quotidiana o della battaglia, e certe soluzioni visive d’impatto, come l’impiego di sottili linee bianche, a distanza regolare l’una dall’altra, su sfondo nero, per enfatizzare i momenti di maggior tensione emotiva e narrativa. Un ultimo appunto necessario è dedicato ai colori, tutti ad acquerello, dal tono tenue, quasi pallido, tranne per un rosso sempre accesissimo che denota il sangue e i colori della Russia comunista. L’autore li stende con grande attenzione, donando ad ogni pagina una patina retrò, evocando la colorazione dei vecchi libri illustrati.

Siberia si presenta quindi come un volume importante, sia a livello assoluto, viste le sue qualità artistiche e il suo spessore narrativo, sia nella produzione di Micheluzzi, che mette magistralmente in mostra uno spaccato tra storia, avventura e politica.

Abbiamo parlato di:
Siberia
Attilio Micheluzzi
Nicola Pesce Editore, 2019
144 pagine, cartonato, colori – 22,50 €
ISBN: 9788894818451

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