La processione funebre di K: un’opera teatrale a fumetti

La processione funebre di K: un’opera teatrale a fumetti
Il manga di Maki Kusumoto rivela molte anime, con un intreccio da classico giallo in un contesto grottesco sospeso tra ironia e dramma. Chi ha ucciso il signor K dell’appartamento 301?


LA-PROCESSIONE-FUNEBRE-DI-KK viveva in uno strano condominio, popolato di altrettanto strani individui. C’è il signor Wanibuchi, tuttofare e responsabile dello stabile, un ingegnere che va in giro vestito da preste. L’addetto al ritiro dei morcufara, piccoli oggetti che compaiono negli appartamenti senza un ben chiaro scopo o utilizzo. Il macellaio al primo piano, che gira per gli appartamenti a offrire la sua merce. Il signor Uozomi, che passa le giornate nella sua vasca da bagno e indossa sempre degli occhialini da nuoto. La donna al terzo piano che costruisce manichini, e altri ancora.

Il signor K è morto, o almeno tutti sanno bene che è morto, anche se non c’è nessun cadavere da seppellire.

Maki Kusumoto mette in scena un dramma teatrale fatto e finito, popolato di personaggi bizzarri che si muovono per lo più in tavole bianche, appena introdotte dagli elementi scenici che ne identificano l’ambientazione; il parallelo viene naturale fin dalla divisione del racconto, piccoli capitoli corrispondenti ognuno a una diversa scena, a una diversa locazione, come se tra uno e l’altro calasse il sipario, si cambiassero gli elementi di scena e poi si riaprisse su un nuovo atto con nuovi personaggi. Ma anche la recitazione dei personaggi, i loro dialoghi così impostati e ritmati in un passaggio di battute quasi freddo, didascalico; i personaggi intenti a guardare spesso verso il lettore, ritratti da soli a mezzo busto occupando vignette vuote a sottolineare la loro maggiore importanza rispetto all’ambientazione, anzi chiamati essi stessi a dare l’idea delle stanze in cui si trovano. O il loro essere in certi passaggi quasi delle maschere, con i lineamenti che scompaiono lasciando il volto bianco, intangibile, il disegno fatto di bianchi e neri netti, contrastanti in maniera quasi violenta. O ancora il segno algido, distaccato, le linee sottili e fragili che donano a tutto l’aspetto di una messa in scena.

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La processione funebre di K si snoda con un meccanismo da racconto giallo, alla Agatha Christie per certi versi, con un omicidio del quale si accumulano indizi contrastanti e del quale a turno tutti sembrano colpevoli, risolvendosi in un dramma dai toni quasi lynchiani, dipanandosi con una lentezza greve e pesante alleggerita appena dal bianco che riluce dalle pagine e nel quale emergono le figure in maniera quasi evanescente. Eppure, se è innegabile un senso di inquiuetudine strisciante, altrettanto importante è la presenza di una sorta di ironia che sfiora il non-sense grazie a personaggi fuori dagli schemi e caratterizzati da vizi, comportamenti e reazioni esasperate e assurde e al continuo rimbalzare da una ipotesi all’altra, sempre più curiosa e sempre meno realistica.

Processione-funebre-K_p3Le tavole della mangaka sono popolate di quelle figure efebiche e androgine, caratterizzate ognuna da un modo personale di vestire, da accessori talmente peculiari da assurgere quasi a caratteristiche fisiche, personaggi dotati di un proprio fascino misterioso. Uno stile leggermente patinato, molto curato, molto attento all’impatto visivo e a una certa ricercatezza quasi pretenziosa ma che qui è piegata perfettamente a donare una costante sensazione di rarefazione e inquietudine a un racconto che sembra muoversi tra una realtà grottesca e un sogno molto vivido. Appare piuttosto evidente da queste pagine il debito di una autrice certo più nota al grande pubblico come Ai Yazawa nei confronti di Kusumoto.

Sebbene sia il lungo racconto centrale a dare il titolo al volume, sono presenti altre storie brevi che però nei confronti di questo fungono da introduzione ed epilogo, evidenziandone la centralità ma anche una certa complessità nella creazione del dramma che caratterizza il finale e lo svelamento del mistero della morte del signor K.

Un volume unico che racchiude un manga di difficile catalogazione, capace di apparire allo stesso tempo leggero e carico di significati e di riflessioni filosofiche, con un intreccio da romanzo di genere in una ambientazione sospesa tra reale e immaginario. Kusumoto è abile nel giocare con il lettore, tenendolo costantemente sospeso in mezzo a questo insieme di toni e tematiche apparentemente in contrasto tra loro ma riuscendo a coniugarle insieme in maniera intelligente e intrigante.

Abbiamo parlato di:
La processione funebre di K
Maki Kusumoto
Traduzione di Yupa
, 2020
256 pagine, brossurato, bianco e nero – 17,90 €
ISBN: 9788822618986

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