Madre

La madre di tutti gli orrori

13 Dicembre 2018
Andrea Cavaletto e Simona Simone realizzano con “Madre” un interessante storia orrorifica che va a indagare la mostruosità del male nell’età fascista della nostra nazione. Un orrore estremo e divisivo, dotato però di un forte taglio personale.
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Madre di Andrea Cavaletto, ben supportato dai disegni di Simona Simone, è un interessante fumetto dello sceneggiatore torinese, nel solco delle sue opere più gore e raccapriccianti, a cui ci ha abituato nei numeri più estremi del suo Paranoid Boyd. Anche la Simone è una delle matite in forza alla EdInk dove è di casa l’orrore di Cavaletto (e non solo).

Decisamente efficace la copertina pittorica ed essenziale di Elia Bonetti, messa in risalto dalla grafica di Luca Canale Brucculeri (che si occupa anche del lettering): non anticipa ancora gli orrori che troveremo all’interno e produce quindi tensione, con la carnalità sottilmente malata di un dettaglio di nudo femminile.

Anche l’esordio è graduale, come spesso tipico dell’autore. La Milano fascista sotto una cupa cappa pluviale è ben rappresentata da una elegante mezzatinta. Brevi note storiche ci collocano – senza citare date precise – nel 1936: siamo nell’anno che segue l’invasione dell’Etiopia, nei tempi dell’avvicinamento hitleriano e poco prima dell’avvio delle persecuzioni razziali.

La narrazione procede per ampie splash page, spesso con inserti di vignette più piccole a strutturare il racconto, e con frequenti primi piani che consentono alla Simone di tratteggiare l’inquietudine trasmessa dai volti degli inquilini. Cavaletto crea così un crescendo di erotismo sottilmente malsano, supportato dal disegno del corpo della protagonista che trasmette il senso di una bellezza malata e sfiorita. Il montaggio, che procede per ellissi visive invece di seguire la scansione di closure regolari, conferisce il senso desiderato di un vagabondare onirico per le stanze vuote.

In questa alternanza di réverie, ricordo, momenti reali, si compie infine la manifestazione dell’orrore, come il lettore si attende. Dopo un crescendo di disturbante violenza resa in modo piuttosto realistico, il colpo di scena finale è efficace in quanto spiazzante, col rischio di essere quasi riduttivo rispetto alla riuscita atmosfera da incubo che si è creata.

Questo orrore integrale, verso cui Cavaletto ha un indubbio penchant, è sicuramente non per tutti i palati, ma presenta un approccio interessante e coerente nella produzione dell’autore, che va contribuendo con un apporto personale alla generale rifioritura dell’orrore a fumetti.

Abbiamo parlato di:
Madre
Andrea Cavaletto, Simona Simone
Umberto Soletti Editore, ottobre 2018
48 pagine, cartonato, bianco e nero – 14,50 €
ISBN: 9788885557048

Lorenzo Barberis

Lorenzo Barberis

(Collaboratore esterno) Nato a Mondovì nel 1976, laureato in Lettere a indirizzo artistico presso l’università di Torino (2000), insegna italiano e storia alle superiori. Scrive per Culture Club 51, la rubrica di cultura del settimanale di Mondovì L'unione monregalese. Il suo blog personale è, dal 2008, fumettismi.blogspot.com. Si occupa di arte visiva, letteratura e fumetto e del rapporto tra i tre ambiti; con Wundergammer.com (2010-2012) ha anche partecipato a un esperimento seminale di critica d’arte del videogame. Collabora al progetto CuNeoGotico (2013-2016), dove ha curato i testi del catalogo per la parte relativa al fumetto, e al progetto DKMO della casa editrice Il Girovago, per cui ha realizzato la prefazione alla parte letteraria del volume. Per il blog network de Lo Spazio Bianco cura dal 2016 il blog Come un romanzo, dedicato al rapporto tra fumetto e letteratura.

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