La fotografia di Swamp Thing – Intervista a Fernando Argüelles

La fotografia di Swamp Thing – Intervista a Fernando Argüelles
Vi presentiamo una intervista esclusiva a Fernando Arguelles, direttore della fotografia per la serie "Swamp Thing" del nuovo canale streaming DC Universe, che in passato ha legato il suo nome a serial di successo come "Prison Break".

Lo spagnolo Fernando Argüelles si è laureato presso la Spanish Universidad Complutense of Image Science e all’American Film Institute. Membro della ASC (American Society of Cinematographers) e della AEC (Spanish Society of Cinematographers), ha svolto la maggior parte della sua carriera negli Stati Uniti, lavorando però anche in altre nazioni.
Attualmente lavora principalmente per la televisione e
Lo Spazio Bianco lo ha intervistato sul ruolo di direttore della fotografia per il serial del canale streaming .
Ulteriori informazioni su Argüelles possono essere reperite su
fernandoarguelles.net e su IMDB.

Benvenuto su Lo Spazio Bianco, Fernando.
Nella tua carriera hai lavorato a molti serial televisivi, come Grimm, Prison Break, Hemlock Grove. Quali sono le differenze sostanziali che hai affrontato nel lavorare a Swamp Thing, confrontandolo con queste altre produzioni?
Swamp Thing è uno show molto diverso rispetto a quelli a cui ho lavorato durante la mia carriera. È uno show con protagonista un “supereroe”, non ho mai dovuto lavorare in un ambiente visivo simile. L’idea di un eroe soprannaturale che vive in una piccola città della Louisiana è molto diversa da Prison Break, ad esempio, che è una storia lineare molto umana ambientata in diversi luoghi e prigioni.
Da un punto di vista visivo, l’atmosfera doveva evocare sensazioni di oscurità, suspense e orrore legate a un personaggio soprannaturale che vive in una palude circondata da una foresta per la maggior parte del tempo.

In Swamp Thing la natura gioca un ruolo decisivo nella caratterizzazione del personaggio. Come hanno influito le location sul tuo lavoro? E su che cosa si è basata la scelta di utilizzare una determinata gamma di colori?
Senz’altro la natura è una delle componenti chiave dello show. Uno dei motivi per cui ho apprezzato molto la sceneggiatura è stato per il tema che veicolava sul salvataggio di ciò che è rimasto del nostro pianeta, delle foreste, degli habitat naturali ecc. C’è un continuo messaggio nascosto nello show a riguardo: ogni volta che si verifica un attacco alla natura della palude, c’è una reazione del nostro eroe che cerca di limitare i danni. Le location facevano parte dello schema visivo dello show e hanno sicuramente influenzato il mio lavoro, di fatto ne sono state parte. Avevamo due paludi artificiali, realizzate in due diverse fasi: una grande in cui sono state girate molte scene con vere barche in movimento, un’altra più piccola in cui si trovava il laboratorio di Alec. Poi diversi palchi con set diversi e abbiamo anche girato in una foresta dietro gli studi nella quale abbiamo creato pozze d’acqua, aggiungendo “finti alberi di cipresso ad alto fusto” e altra vegetazione più in sintonia con una palude in Louisiana. Abbiamo anche girato in un lago sempre non lontano dallo studio nel bel mezzo di Willmington, un luogo che aveva un aspetto molto simile a una palude, e che abbiamo usato per grandi inseguimenti in barca e con un molo per l’attracco. Abbiamo avuto un’indicazione generale sul “look” dello show, ma quando si trattava di scelte particolari di colori e tonalità, ho deciso in base alle location. Le paludi avevano sempre un colore dominante blu/verde o semplicemente tonalità fredde, a seconda che fosse notte o giorno. Il resto dei luoghi avevano colori e tonalità variabili in base all’ambientazione.

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Per la serie hai usato come riferimento direttamente il fumetto? E se sì, una versione del personaggio in particolare?
Ho letto i fumetti della saga di Swamp Thing di Alan Moore, ho preso alcuni appunti su come lì veniva usato frequentemente il verde, ma in generale abbiamo creato uno scenario diverso il più delle volte con più tonalità di blu/verde e con una desaturazione dei colori.

Quali delle scelte che hai preso nel tuo lavoro su Swamp Thing sono state influenzate dal regista, dallo script o dal cast?
Qualsiasi lavoro cinematografico o televisivo dipende in gran parte dalla collaborazione nelle fasi di pre produzione e produzione con il regista, i produttori e gli sceneggiatori televisivi. In campo televisivo hai più contatti con lo show runner e con i creatori ed è stato fantastico lavorare con (Aquaman) come produttore esecutivo, Mark Verheiden come produttore esecutivo/showrunner, Deran Sarafian nel ruolo di regista/produttore e Terry Gould come produttore. Con loro si è discusso di problemi visivi e altre questioni relative a come girare gli episodi. Ogni regista chiamato a dirigere gli episodi aveva alcune idee proprie e abbiamo cercato di renderle realtà il più possibile. Tutto dipende però dalla continuità visiva complessiva che è stata stabilita. La sceneggiatura ha un’influenza molto importante sul modo in cui guardi ogni episodio, ogni luogo, ogni azione e personaggio, ecc.

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Quali strumenti e tecnologie hai utilizzato durante il tuo lavoro su Swamp Thing? Ce le puoi descrivere nel dettaglio?
Tre fotocamere Alexa LF con obiettivi Anamorphic Panavision serie T. Ampio uso di pannelli Arriflex Sky, di tutte le dimensioni disponibili per illuminare il set nelle varie fasi. Carrelli Fisher e Chapman. Gru Movie Bird 45′. Sistema di stabilizzazione oculare a tre assi, testa ad artiglio a due assi. Custodia subacquea Hydroflex per telecamere subacquee. Sony A7 per piccoli lavori e riprese subacquee.

Come hai reagito nel sapere che Swamp Thing non avrà una seconda stagione?
Estremamente deluso, tutta la squadra era fantastica e ha lavorato duramente per realizzare uno show molto difficile. La serie ha ricevuto ottime recensioni, ha soddisfatto i fan. Credo davvero che abbiamo fatto un bel lavoro, ma non sapremo mai i veri motivi legati al non rinnovo. Forse il costo di 8,5 milioni di dollari per episodio è stato ritenuto eccessivo oppure dietro ci sono altri motivi a noi sconosciuti, chi lo sa, ma comunque sia è stata una notizia davvero dura.

Ringraziamo Fernando Argüelles per le sue risposte e la sua disponibilità.

Intervista rilasciata via mail a giugno 2019 – Traduzione di Elisabetta Gatti

 

 

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