“La costellazione del cane” di Sergio Tisselli

“La costellazione del cane” di Sergio Tisselli
Presentiamo un'anteprima e un estratto della prefazione dal nuovo volume NPE dedicato a Sergio Tisselli, "La costellazione del cane".

La costellazione del cane_cover presenta un nuovo volume – il settimo – che va ad arricchire la collana dedicata a , fumettista bolognese scomparso improvvisamente nel 2020. La costellazione del cane fu la prima graphic novel pubblicata dall’autore nata dalla sua tesi di laurea, quella che lo fece conoscere al grande pubblico. È proprio grazie a questa pubblicazione che Tisselli entra in contatto con , con il quale avrebbe poi intrapreso un proficuo rapporto di collaborazione, diventandone allievo prediletto e disegnatore dell’unica opera che ha visto Roberto Raviola nei panni di solo sceneggiatore, Le avventure di Giuseppe Pignata.

La peste che colpì Bologna nel XVII secolo era un argomento molto caro a Tisselli, tanto che scelse di dedicargli persino la sua tesi di laurea in Storia Moderna. Partendo da quest’ultima per la stesura della sceneggiatura, dopo essersi a lungo documentato sui dati storici, tradusse in immagini quel triste capitolo della sua città natìa, insieme al mondo di superstizioni che si era creato intorno.

Pubblichiamo di seguito un estratto dalla prefazione del volume, a firma di David Padovani, e le tavole iniziali dell’opera, disponibile in libreria a e fumetteria a partire dal 7 ottobre. Insieme al volume, sul sito della casa editrice, saranno disponibili in edizione limitata anche I dei pellerossa, sempre realizzati da e pubblicati da Lo Scarabeo, 80 carte accompagnate da un librettino di 128 pagine in 4 lingue in cui la conoscenza dei viene abbinata allo sciamanesimo dei nativi americani.

La figura dell’untore,
il segno di un pittore
di David Padovani

è stato uno di quei fumettisti che disegnava col colore.
Un segno espressionista, ma incredibilmente dettagliato, dava forma a paesaggi, ambienti e personaggi attraverso pennellate acquerellate, che talvolta definivano i contorni netti di oggetti e figure e altre volte li scioglievano gli uni nelle altre. Questo elemento distintivo della sua cifra stilistica è sempre stato presente fin dagli esordi, affinandosi con il tempo fino a raggiungere la sintesi estetica e di segno che ritroviamo nei suoi ultimi lavori, nei quali l’espressionismo sconfinava a tratti in un astrattismo giocato con schizzi di pennello, a restituire l’intensità di paesaggi naturali tra i più vari ed eventi climatici estremi.

Ma con La costellazione del cane siamo al principio del percorso artistico di Sergio Tisselli, con una sceneggiatura tratta direttamente dalla sua tesi e, soprattutto, con un segno estremamente “fumettistico” che, se in nuce già possedeva i tratti propri dello stile che verrà, al contempo mostrava influenze e riferimenti che poi si sarebbero diluiti per dare vita al segno originale dell’artista.

Seppur giovane autore, in quest’opera Tisselli ha una intuizione da professionista esperto che sostiene l’intera costruzione narrativa della sceneggiatura: parlare di un evento storico realmente accaduto inserendo al suo interno un elemento fantastico che dia l’innesco al racconto. Nel caso specifico l’idea portante è quella di concretizzare la peste, facendone un personaggio vero e proprio. Così l’untore diventa motore degli eventi, personificando la superstizione che da sempre fa breccia nel genere umano in momenti di crisi e di emergenza e che porta al paradosso di cercare di curare un male reale e concreto con mezzi irrazionali. Una circostanza che, nonostante l’evoluzione umana nei campi scientifici, abbiamo visto palesarsi nuovamente in questi ultimi anni appena trascorsi.

A questa efficace intuizione Tisselli somma la scelta dell’uso di un linguaggio coevo agli eventi narrati, un “volgare” italiano del ‘600, contaminato dal dialetto locale, con cui parlano tutti i personaggi della storia – più o meno correttamente in base all’estrazione sociale – e che immerge ancora di più i lettori in quell’epoca lontana, alla cui visualizzazione contribuisce il dettaglio grafico del pennino e dei pennelli dell’artista.

L’attenzione alla resa dell’ambientazione storica fin nel particolare più minuto, tanto nel vestiario quanto negli ambienti e nelle architetture, ha accompagnato Tisselli per tutta la sua carriera e in queste pagine si palesa da subito in scorci architettonici cittadini e interni di chiese e abitazioni – ricche o povere che siano – che riverberano il periodo storico dell’ambientazione. Queste, assieme alla cura per l’abbigliamento e l’acconciatura dei personaggi, amplificano il grado di realtà del racconto, in quello che a tutti gli effetti appare essere lo scopo ultimo dell’autore: mettere in scena con il linguaggio del fumetto un resoconto storico accurato e approfondito, frutto di studio, in cui la mediazione narrativa dell’elemento fantastico incarnato dall’untore non annacqua la realtà di eventi accaduti.

C’è un altro filo rosso che ha attraversato la carriera del maestro bolognese e che annoda già in quest’opera la sua estremità iniziale: l’attenzione e la sensibilità di Tisselli alla resa su carta delle pulsioni più ancestrali e oscure dell’animo umano, come la violenza, la rabbia e la lussuria. Nella sua tavolozza, il rosso è sempre stato un colore fondamentale e qui non lo è da meno; il sangue è spesso elemento focalizzante di pagine e vignette, così come i gesti e le azioni che ne evocano la presenza. L’attenzione alla condizione umana, anche nei suoi tratti moralmente più riprovevoli, fanno di Tisselli sin da subito un autore capace di esplicitare con il disegno molteplici sfaccettature psicologiche e caratteriali, con il coraggio e l’intenzione di non edulcorare mai niente per il lettore, affinché la pagina possa avvicinarsi il più possibile alla realtà.

 

La costellazione del cane

Edizioni NPE, 2022
56 pagine, cartonato, colori – 17,90 €
ISBN: 9788836270903§
Disponibile in libreria e fumetteria dal 7 ottobre 2022

Sergio Tisselli: marchiato dal diavolo, beffato dal destino



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