Parliamo di:

Kyoko #1/#2

Shoko Ikeda e Ryoichi Ikegami Flashbook Edizioni, 2005 - 2 vol. 208+248 pagg. b/n bros. - cad. 5,40euro
Articolo aggiornato il 22/09/2017

Kyoko #1/#2What do you fighting for?
Questo l’interrogativo che gli autori Shoko Ikeda e ci pongono sin dalla quarta di copertina di Kyoko, prima ancora di addentrarci nella lettura di una storia breve ma intensa, durante la quale il rimando ideale a quella domanda sarà continuo. Per cosa combattiamo? Verso quali obiettivi conduciamo la nostra esistenza?
La protagonista di questa miniserie, raccolta in due volumetti dalla , combatte indubbiamente per amore ma anche in nome della verità. Perché Kyoko è certo un manga d’azione, ma anche una storia sul potere con la P maiuscola, quello invisibile eppure onnipresente, quello che s’insinua fino negli aspetti più profondi e personali delle nostre vite e li domina, li guida, li influenza anche se non ce ne accorgiamo. Un Potere che nega la felicità e la verità, in questo caso quella relativa alla morte di Brown, medico militare dell’Esercito Americano venuto a conoscenza di loschi traffici di armi chimiche. Una morte subito cancellata dalle autorità, come non fosse mai successo nulla, come se la vittima non fosse mai esistita. Ordini superiori, come quelli che hanno voluto quella stessa morte.

E allora Kyoko inizia a lottare contro quel nemico apparentemente invisibile, il Potere appunto, perché “non si lotta solo per eliminare qualcuno, a volte lo si fa per giustizia…a volte per amore“. Deve combattere un nemico che non esiste fisicamente, ma che è ovunque; ne siamo circondati, ci siamo immersi dentro, impossibile non farne comunque parte. L’unica possibilità è contrastarlo dal suo interno, e così Kyoko entra a suo volta nell’Esercito Americano ed inizia la sua battaglia, per amore.

separatorearticoloUn manga imperfetto questo di Ikeda e Ikegami, nel presentare forse troppa carne al fuoco nei suoi soli quattordici capitoletti, ma che comunque riesce ad appassionare e trasmettere qualcosa che va ben oltre le numerose (a volte gratuite) scene di violenza, sessuale e non, e cioé un senso di angoscia ed impotenza di fronte ad un potere corrotto che tutto può e che sa uscir fuori con le mani pulite anche dalle situazioni peggiori. è indubbio che sia Ryoichi Ikegami la star della situazione, ed è sui suoi disegni d’un iperrealismo sporcato dall’abbondanza di neri che la Flashbook ha puntato per il lancio della pubblicazione, ma Shoko Ikeda se la cava degnamente riuscendo a mettere in piedi una storia sostenuta da un buon ritmo, pur dovendo condensare i numerosi spunti in un numero di pagine così limitato e limitante. Se proprio vogliamo trovare dei difetti in questo fumetto possiamo dire che risulta senz’altro stucchevole il continuo ricorso al flashback che ripropone all’infinito alcune scene, giustificato tuttavia dall’originaria pubblicazione a puntate. Riguardo ai disegni, invece, una pecca abituale di Ikegami, è quella di far apparire i personaggi un po’ troppo appiccicati su sfondi di chiara derivazione fotografica.

Kyoko #1/#2Di conseguenza il giudizio complessivo non può essere del tutto positivo. Peccato perché l’intenzione di coniugare le esigenze d’intrattenimento di un manga d’azione, con dei contenuti forti che si staccassero dai canoni del genere fino a sfociare nel territorio di una fantapolitica non troppo dissimile dal reale, avrebbero meritato più spazio ed uno sviluppo narrativo più ampio. Un plauso comunque alla Flashbook per la confezione dei suoi albi, eleganti e dal prezzo sostanzialmente contenuto.

Riferimenti:
Il sito della Flashbbok – www.flashbook-edizioni.it

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