Kairos: la catarsi sanguinaria verso l’indipendenza interiore

Kairos: la catarsi sanguinaria verso l’indipendenza interiore
Attraverso una patina fantasy e combattimenti feroci, Malassagne mette su carta la difficoltà di confrontarsi con le proprie paure e rendersi indipendenti.

In greco, kairos è collegato a chronos, ed entrambi i termini si rivolgono a un unico elemento: il tempo. Ma se chronos ha un’accezione neutra, meramente quantitativa, kairos invece connota il tempo in senso qualitativo: indica il momento giusto, opportuno, decisivo. Kairos, scritto e illustrato da Ulysse Malassagne, edito da a febbraio 2020, è un graphic novel che ha come suo nucleo fondativo proprio questo tipo di momento.

Kairos - Ulysse MalassagneIn una luminosa giornata di sole, Nills e Anaëlle, una coppia di giovani innamorati, raggiungono la vecchia casa di campagna dei genitori della ragazza per una breve vacanza. Lui è un tipo impacciato, timido e soprattutto pieno d’amore per lei, la quale invece è più sulle sue e ricerca l’indipendenza. Quella che doveva essere una pausa di relax immersa nella natura non dura neanche un giorno: infatti, nel cuore della notte, dal camino della casa sbucano degli strani esseri, delle specie di draghi antropomorfi venuti da un altro mondo per rapire Anaëlle. Nills cerca di salvare la sua amata dalle loro grinfie, ma la loro forza è nettamente superiore; tuttavia, riesce ad attraversare all’ultimo secondo il varco e ad approdare in una nuova terra, completamente immersa in un verde ottenebrato dalla notte e la cui unica luce proviene da degli edifici in lontananza: la Città Reale dei draghi. Liberare Anaëlle si dimostrerà un’impresa superiore alle forze di un semplice ragazzo, ma Nills, per la prima volta, è pronto a tutto. Anche a compiere un gesto disperato e sacrificare la sua umanità.

Quella che all’inizio sembra essere una tra tante storie sulle relazioni affettive presto sfocia nel territorio di un fantasy con elementi piuttosto riconoscibili e ben presenti in tante altre narrazioni dello stesso genere: un universo con richiami medievali e arcani; protagonisti umani dall’apparenza anonima ma le cui azioni coinvolgeranno – e sconvolgeranno – un intero mondo; un eroe che deve superare numerosi ostacoli per salvare la sua amata da un tremendo destino; alleati che lo accompagnano nel suo viaggio, qui nei panni di due draghi pacifici – l’allegro e gioviale Koyot e l’altero ma saggio Kuma. Una storia abbastanza rivista, quindi, ma che l’autore riesce a rimodellare e rendere più fresca e matura attraverso una serie di elementi che si rivelano più peculiari e personali.

La componente artistica è una delle caratteristiche che subito risalta all’occhio: la storia è resa sulla carta attraverso linee semplici e dal tratto solo all’apparenza sporco, ma che invece, insieme a una tavolozza di colori mai piatta o banale, conferisce all’universo e alle atmosfere create dall’autore vividezza e chiarezza in ogni passaggio, di spazio e di tempo. Si sente un certo rimando al mondo dei manga, sia nel character design sia soprattutto nelle scene dove l’azione è più frenetica e incalzante, tanto da far ricordare le grandi battaglie tipiche degli shonen più famosi. Le battaglie e i combattimenti, poi, ricordano quasi il progredire di un videogioco d’avventura, in cui più si va avanti e più i nemici diventano potenti e temibili.

Kairos - Ulysse Malassagne

La regia e la disposizione delle vignette è sempre facile da seguire, anche quando il movimento è concitato, così come il disegno è chiaro, preciso, quasi consapevole esso stesso di poter essere da solo sufficiente a veicolare la narrazione, tanto da presentarsi attraverso numerose tavole mute, senza balloon o onomatopee. Inoltre, si alternano con un ritmo fluido gag molto divertenti a momenti più crudi e sanguinosi.

Kairos - Ulysse MalassagneNello specifico della narrazione, dopo l’iniziale momento idilliaco nella campagna, essa procede spedita, con solo pochi momenti a dare fiato al protagonista e al lettore. Gli eventi si susseguono uno dopo l’altro inesorabilmente, prediligendo spesso la velocità a una descrizione più dettagliata del mondo fantastico e dei personaggi. Sebbene l’ambientazione sia molto affascinante e suggestiva grazie ai disegni di Malassagne, di essa vengono dati solo gli elementi più essenziali; così come dei personaggi, pur apprezzabili e capaci di suscitare interesse, viene offerta una caratterizzazione scarna, volta a far capire al lettore lo stretto necessario e non molto altro.

In realtà, solo giunti alla fase decisiva della storia, quando Nills si fa strada con inusitata violenza tra i soldati e i membri della famiglia reale e ha di fronte a sé la perduta Anaëlle, la sua vista si ripulisce dalla polvere del massacro e dal sangue sparso, così come la sua mente. Il fantasy ritorna a farsi storia di relazioni; anzi, ci si rende conto che lo è sempre stata, sebbene nascosta tra le pieghe del fantastico. Si tratta di un amore, quello di Nills, che sembra essere spinto da una profonda sincerità d’animo, ma si rivela solo un’ossessione, un desiderio opprimente di allontanare per sempre la solitudine e di annullarsi nella persona amata.

E nel momento più nero, in mezzo alla distruzione, di fronte agli occhi di una persona ormai distante, ecco che Nills e il lettore vivono appieno il kairos. Sono solo due le possibilità che si possono scegliere in un momento simile: rinunciare a se stessi, e quindi perdere il senno e l’anima per sempre, oppure rialzarsi e muovere i primi passi verso una nuova strada, un nuovo sé, stavolta liberi e indipendenti.

Abbiamo parlato di:
Kairos
Ulysse Malassagne
Traduzione di Francesca Berardi
Edizioni BD, 2020
192 pagine, cartonato, colori – 18,00 €
ISBN: 9788832758443

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