
Lo scrittore scozzese prosegue la sua personale rilettura del mito a fumetti americano in chiave cruda e beffardamente iperrealista, concependo una saga dai contorni fanta-politici con esseri tanto sovrumani quanto umanamente imperfetti e disfunzionali, ai limiti dell’autodistruzione. Gli elementi essenziali dei comics della Golden Age vengono usati e ribaltati attraverso il confronto generazionale tra i protagonisti, che rappresenta non solo una contrapposizione differenziale sulla percezione di personaggi appartenenti al fumetto “classico” supereroistico e quello “moderno” antieroistico, ma anche la differenza etica tra idealismo ed egoismo che anima le parti.

Invece la sceneggiatura appare molto asciutta dal punto di vista intimo e psicologico dei protagonisti, focalizzandosi su 4-5 personaggi centrali, costruiti però con una caratterizzazione molto basilare, seguendo canovacci generici e già ampiamente visti altrove: dalla clubber con una vita sfrenata e dissoluta (ma che dentro di lei cova il fuoco della rivalsa) al badboy ribelle ma eroico; dallo stratega crudele e ingannatore al leader predestinato, insicuro e inetto. Si tratta di rappresentazioni funzionali per lo sviluppo della storia, ma senza un sufficiente approfondimento per apparire credibili all’interno sia del proprio percorso di crescita sia nell’evoluzione del racconto, rimanendo confinati in ruoli stereotipati.
Questa mancanza non nuoce all’intrattenimento del lettore visto che, come in ogni loro lavoro, i testi di Millar sono sublimati dallo stile grafico impeccabile e spettacolare di Frank Quitely, suo partner storico dai tempi di The Authority. Il suo tratto è arioso quanto realistico e ruvido, con grande attenzione al character design e all’interpretazione dei personaggi, dei quali gestisce in maniera calibrata le espressioni e il linguaggio del corpo, in pose che rivelano molto del loro stato emotivo e della loro personalità. È impressionante poi come riesca sempre a illustrare scene scandite da vignette simili a fotografie, senza rinunciare a dinamismo e azione cinetica nelle sequenze più movimentate, adottando la struttura classica della tavola da 4 a 6 vignette, ma mutandole di formato a seconda delle esigenze narrative.
Tra i due volumi è certamente il primo quello che presenta una struttura più interessante e ricca di elementi, improntata sul disfacimento e sul cambiamento distruttivo dello status quo individuale e collettivo, mentre il secondo capitolo ha una esposizione più secca nel raccontare la rivincita di alcuni personaggi che assume i contorni di una ricostruzione esistenziale e geopolitica. Come già sottolineato prima, rimangono poco più che accennati diversi dettagli che avrebbero meritato maggiore attenzione a beneficio dello spessore della storia, che si rivela fin troppo semplice e uniforme nell’evoluzione dell’intreccio e soprattutto nella risoluzione, rischiando di apparire addirittura superficiale.
Abbiamo parlato di:
Jupiter’s Legacy Vol.1 – Millarworld Collection
Mike Millar, Frank Quitely
Traduzione di Luigi Mutti
Panini Comics, 2021
136 pagine, cartonato, a colori – 18,00 €
ISBN: 9788891280572
Jupiter’s Legacy Vol.2 – Millarworld Collection
Mike Millar, Frank Quitely
Traduzione di Luigi Mutti
Panini Comics, 2019
136 pagine, cartonato, a colori – 18,00 €
ISBN: 9788891280541









