Josephine Yole Signorelli immagina “Lo Spazio Bianco”

Cos’è “lo spazio bianco”? Com'è possibile riempirlo? La risposta a queste domande è affidata in questa puntata a Josephine Yole Signorelli.

Quale concetto migliore per esaltare l’inventiva di un artista? Quale tema più liberamente interpretabile dello spazio bianco può esistere, a parte forse il suo opposto, l’oscurità?

Per questo abbiamo dato vita a uno spazio dove gli autori possano dare forma alle proprie idee e interpretazioni e, allo stesso tempo, a una piccola celebrazione del nostro sito, che intorno al concetto di “spazio bianco” è nato e che vedeva nel contorno vuoto delle vignette un non-luogo “dove i fumetti sono tutti uguali”.

Ospite di questa puntata è Josephine Yole Signorelli con la sua illustrazione “Nello spazio bianco nessuno può sentirti urlare”. Buona visione.

Nello spazio bianco nessuno può sentirti urlare

Josephine Yole Signorelli immagina "Lo Spazio Bianco"

Josephine Yole Signorelli

Josephine Yole Signorelli, in arte Fumettibrutti, nasce a Catania il 10 dicembre 1991. Frequenta e si diploma all’istituto statale d’arte di Catania nel corso di grafica pubblicitaria. Nel 2010 si iscrive all’accademia di belle arti di Catania nel corso pittura. Nel 2013 si licenzia con il massimo dei voti. Attualmente frequenta il corso magistrale “Linguaggi del fumetto” all’accademia di belle arti di Bologna.

Josephine Yole Signorelli immagina "Lo Spazio Bianco"

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3 Commenti

3 Comments

  1. Valeria

    11 ottobre 2017 a 18:02

    Salve, seguo ogni tanto la vostra pagina e le vostre recensioni, e ho deciso di lasciare un commento perchè trovo davvero fuori luogo questa immagine che avete scelto. Ci ho riflettuto bene prima di scrivere, ma mi sembra in maniera inequivocabile uno stupro, immagine rafforzata dal terribile titolo “nello spazio bianco nessuno può sentirti urlare”.
    Mi dispiace molto vedere una immagine del genere associata ad uno spazio in cui ho speso ore piacevoli. E ripeto, questo commento lo scrivo a freddo. Avreste potuto riflettere un po’ di più prima di pubblicare una immagine simile in questo contesto (ci possono essere ovviamente altri contesti in cui avrebbe senso, non sto invocando la censura, sia ben chiaro).
    Valeria

    • la redazione

      la redazione

      12 ottobre 2017 a 14:27

      Cordiale Valeria,

      Grazie per averci scritto e per la tua schiettezza. Stiamo discutendo anche in redazione su questa immagine che ha colpito anche alcuni di noi e, per quanto non tutti l’abbiano interpretata così, ci spiace veramente che possa esser stata vista in questo modo e abbia suscitato sensazioni sgradevoli nei nostri lettori e lettrici. Non c’è ovviamente da parte nostra nessuna volontà di dar risalto in senso positivo a violenze e soprusi di alcun genere.
      Nei prossimo giorni contiamo di coinvolgere l’autrice per contestualizzare l’opera e spiegare il messaggio che voleva trasmettere.

      Speriamo quindi di trovare una soluzione che possa mettere d’accordo tutti e magari offrire un’occasione di riflessione.

      Cari saluti e speriamo di leggerti presto.

    • Josephine Yole Signorelli

      12 ottobre 2017 a 18:29

      Ciao Valeria, sono l’autrice dell’illustrazione “nello spazio bianco nessuno può sentirti urlare”.
      Per prima cosa, mi spiace che l’immagine ti abbia colpita in senso negativo, non era quello il mio intento. Per chi conosce Fumettibrutti, pseudonimo con cui mi firmo, sa che tratto tematiche forti, scomode, ed è proprio per quello che si chiamano “brutti”, perché sono cattivi, marci, e tocco tabù di cui si sente parlare molto poco nonostante viviamo nel 2017. La redazione non c’entra nulla con la mia idea, e li ringrazio per avermi dato totale libertà nell’esprimermi. Infatti, il titolo e il disegno si riferiscono a una necessità.
      Mi è stato chiesto di illustrare cosa fosse per me (solo ed esclusivamente per me) lo spazio bianco dei fumetti. Trovo che fare i fumetti sia un bisogno, che mi impone di esprimermi solo e soltanto quando disegno e rientro nelle vignette. Al di fuori sono niente, per questo scrivere riesce a salvarmi. Il paragone col sesso è voluto, ma non mi è mai passato per la testa di disegnare uno stupro, e anche per questo sono rimasta colpita dalla tua lettura, poichè non ci vedevo nulla di simile.
      Il titolo così crudo mi serviva per turbare, mi chiamo Fumettibrutti anche per questo. Ti invito a dare un occhio ad altri miei lavori, gioco spesso con le parole e con i contrari per dare spunti di riflessione, d’altronde il mio libro preferito è Alice.
      Spero di averti tranquillizzata.
      Josephine

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