James Gunn e la Warner, Ryan Coogler e i Marvel Studios

James Gunn e la Warner, Ryan Coogler e i Marvel Studios
In questa puntata dei dietro le quinte dal pianeta cinecomics, le figure di James Gunn e Ryan Coogler al lavoro sui film DC Comics e Marvel, le mosse dei Mythos Studios e altre news.

e Suicide Squad

La settimana appena trascorsa, ha visto protagonista la notizia inerente il regista James Gunn, in trattative con la Warner Bros. per scrivere, ed eventualmente dirigere, il sequel di Suicide Squad il quale, comunque, è annunciato come una sorta di reboot.
L’annuncio ha ovviamente sorpreso gli appassionati che speravano ancora in un ritorno di Gunn alla Disney, magari con un diverso franchise, mentre da parte degli addetti ai lavori la mossa era in un certo senso prevedibile visto che pochi giorni dopo il licenziamento era circolata l’indiscrezione che numerose major si stavano contendendo il regista, e che questi stava ormai guardando avanti per quanto concerne la propria carriera professionale.

La scelta di passare alla Warner e di mettere mano a uno dei franchise più forti dal punto di vista promozionale, ma ancora debole da quello narrativo, è ottima perché Gunn sceglie una modalità a lui più vicina e congeniale, ovvero quella del film di gruppo dove sono i personaggi e le loro caratterizzazioni a essere la fonte primaria della trama, e in cui possono essere affrontate diverse tematiche come il fare squadra, la convivenza tra diversi caratteri e i rapporti personali, elementi che in un film come Suicide Squad, che vede protagonisti dei supercriminali, possono essere sviscerati diversamente rispetto ad altri film di supereroi.

A Gunn viene data la possibilità di andare oltre la versione cattiva, ma ben presto annacquata dalla trama stessa, vista nel primo capitolo diretto da (che ebbe diversi problemi in fase di produzione con la major), e di tentare qualcosa di nuovo, forse cercando di effettuare un reboot soft.

In molti sensi Suicide Squad è la properties ideale da affrontare per Gunn – sottolinea Graeme McMillan su The Hollywood Reporter – Dopo tutto, ha già raccontato una variazione di questa storia nei suoi film sui Guardiani della Galassia;  non dovrebbe sorprendere nessuno che abbia visto il primo capitolo del 2014 di quel franchise che Gunn sia interessato alla storia di un gruppo di disperati che si uniscono nonostante le loro differenze per salvare il mondo quasi a dispetto di se stessi. Semmai, Suicide Squad è probabilmente più in sintonia con la sensibilità di Gunn perché non c’è nulla nella storia del fumetto che richieda che i protagonisti imparino a diventare eroi nel processo. Sono letteralmente dei cattivi che finiscono col fare la cosa giusta contro la loro volontà, costretti dal governo degli Stati Uniti, il loro interesse personale e la minaccia di far esplodere la testa se non lo fanno.
Ciò che Gunn eredita dal primo film di David Ayer, poi, è più o meno una lavagna pulita, con il cliffhanger finale del primo film che verrebbe ignorato del tutto – qualcuno si aspetta davvero di vedere il Joker di di nuovo, specialmente con Leto che ora interpreterà Morbius per la Sony? – e separato dal Birds of Prey prodotto da e previso nelle sale nel 2020, che vedrà l’attrice riprendere il suo ruolo di Harley Quinn completamente separato dal team Suicide Squad. Tutto ciò che deve davvero affrontare è il formato molto semplice e molto flessibile di “Ragazzi cattivi costretti a fare cose per il bene più grande, forse” che funge da idea centrale in ogni versione fino ad oggi.
Quel “forse” potrebbe offrire un sacco di potenziale se Gunn volesse inseguirlo; l’elemento moralmente discutibile, politicamente oscuro di molte delle missioni fumettistiche della Suicide Squad era un’area del tutto inesplorata nel film originale e offre molte opportunità per molte storie se Gunn sta cercando di fare una dichiarazione sul genere post-Marvel.

McMillian sottolinea come possa essere l’occasione per Gunn, ma anche per il genere di supereroi, di creare qualcosa di nuovo e rimettere in piedi quella possibilità mal sfruttata da David Ayer nel primo film. Attraverso inoltre la modalità di una versione reboot rispetto al primo capitolo è possibile che il regista e sceneggiatore scelga un team di personaggi differente, lasciando da parte quelli poco sfruttati o comunque per niente importanti dal punto di vista narrativo o poco interessanti da caratterizzare, per soffermarsi su nuovi character con potenzialità più inclini al suo modo di scrivere e dirigere. Difficile dire comunque se e Margot Robbie torneranno nel sequel, anche se è lecito pensare che la major voglia comunque sfruttare lo star power dei due (più quello della Robbie che quello di Smith), ma non è da escludere la possibilità di un cast del tutto nuovo, con due differenti nomi di peso a fare da magnete per il grande pubblico. Bisognerà vedere come il progetto si svilupperà nelle prossime settimane e se la Warner intenda dare una accelerazione produttiva o meno al sequel, visto anche il coinvolgimento di quello che, fino a poco tempo fa, era il deus ex machina di uno dei migliori franchise Marvel.

e Black Panther

Altro annuncio, in linea con quello riguardante James Gunn, è stato quello sul ritorno di Ryan Coogler per il sequel di Black Panther per il quale, come nel caso di Gunn, il regista sarà coinvolto nella stesura della sceneggiatura.
La conferma di Coogler arriva dopo mesi di attesa sulle mosse dei dopo il grande successo avuto dal primo capitolo, che ha guadagnato nel mondo 700 milioni di dollari segnando anche uno spartiacque culturale per il genere dei film di supereroi.

Black Panther ha dimostrato, come abbiamo avuto modo di sottolineare più volte, la potenza di un eroe e del suo mondo che lancia un messaggio al pubblico non solo afro-americano ma del continente africano stesso, evidenziando come sia importante rimanere legati alle tradizioni ma anche aprirsi e sfruttare le proprie risorse per migliorare. E’ lecito chiedersi ora quale possa essere il futuro narrativo di Black Panther nell’universo Marvel e soprattutto del regno di Wakanda, dopo i fatti narrati nel primo capitolo e i luttuosi eventi visti nel recente Avengers: Infinity War.

E’ probabile che il sequel affronterà il peso e le conseguenze (positive ma anche, forse, negative) che l’apertura del Wakanda al mondo può avere avuto, visto che la conoscenza che quel paese africano racchiude potrebbe essere vista da minacce esterne come qualcosa da sfruttare per fini non propriamente altruistici. Da un altro punto di vista, è importante chiedersi anche quale sarà la minaccia che l’alter ego di T’challa dovrà affrontare e quale sarà il villain che Ryan Coogler intenderà utilizzare nel sequel. La Rogue Gallery di Black Panther è di certo variopinta ma non famosa come quella di altri eroi Marvel, anche se personaggi quali King Cadaver, Achebe, White Wolf solo per citarne alcuni, potrebbero fornire interessanti sviluppi sul grande schermo, dopo l’interessante Killmonger interpretato da .

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Mythos Studios

Mythos Studios, la nuova società di produzione inaugurata all’inizio di quest’anno, ha annunciato Andrew Swett come vice-presidente di produzione e sviluppo.
In precedenza Swett aveva lavorato alla Lord Miller Productions come dirigente di produzione e sviluppo, venendo coinvolto in film quali The Lego Batman Movie e l’imminente Spider-Man: Into the Spider-Verse. Nella sua nuova posizione, Swett riferirà direttamente al presidente di Mythos, David Maisel.

Siamo entusiasti di dare il benvenuto a Andrew nel team di Mythos Studios – ha detto Maisel in una nota – Il suo lavoro su tanti film, specialmente su recenti progetti di animazione, è l’esperienza ideale per aiutarci a portare nel mondo la magia di Cupid, Fathom e Soulfire.

Andrew è un ragazzo eccezionale con un gusto impressionante. È una stella nascente, i suoi contributi sono inestimabili e non si arrende mai. Tranne il tempo in cui ha smesso di lavorare per noi. Oltre a questo, non smette. Siamo davvero felici per lui per aver colto questa opportunità – hanno dichiarato invece Phil Lord e Chris Miller.

Mythos è stata fondato lo scorso marzo dall’ex presidente di Marvel Studios Maisel e dal manager del cantante Justin Bieber, Scooter Braun. La società, che ha acquisito il 50% della casa editrice Aspen Comics, sta attualmente sviluppando le proprietà Aspen di Soulfire e Fathom, oltre a un film animato sulla figura mitologica di Cupido, inteso come veicolo per Bieber.

Cinebrevi

Metro Goldwyn Mayer ha chiuso un accordo con Evolution USA e il suo partner locale australiano, JW Brand Consulting, per la di gestione di licenze e brand management in Nuova Zelanda e Australia.
Attraverso l’accordo, JW Brand identificherà i partner locali in tutte le categorie, compresi abbigliamento, accessori, calzature, articoli di cancelleria, editoria, regali, novità, casa, accessori auto, giocattoli e oggetti da collezione e altro per il portafoglio di film e personaggi della MG. L’accordo vedrà anche una spinta per il merchandising del prossimo film d’animazione, La Famiglia Addams, che sarà presentato in anteprima nella regione nel 2020.

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