J. M. De Matteis e Glenn Barr – Brooklyn Dreams

J. M. De Matteis e Glenn Barr – Brooklyn Dreams
Ironico, divertente, rabbioso e realistico. De Matteis racconta la sua adolescenza affidandosi alla molteplicità stilistica di Glen Barr. Il risultato è uno dei graphic novel americani più belli e originali degli anni '90.
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, 2011 (USA, Brooklyn Dreams, 1994)

Mi ricordo, mentre camminavo lungo Coney Island Avenue scusando come un porco… […] Vidi un’intera civiltà costruita unicamente per darsi un senso di importanza, di eternità. Torri di cemento… Simboli fallici motorizzati, lucidi e splendenti… Televisione stupida… Musica idiota. E tutto per cosa, volete dirmelo? PER COSA?
(Carl Santini)

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È uno dei tanti quesiti esistenziali che si pone l’adolescente Carl Santini in questo bellissimo fumetto scritto da J.M De Matteis. Un’opera che sembra staccarsi notevolmente dal curriculum supereroistico del grande sceneggiatore americano, ma che in realtà ha molti punti in comune se consideriamo opere psicologiche come Il Bambino dentro, uno dei capolavori del vasto universo di Spiderman o altre opere molto più ironiche come JLI per .

Perché Brooklyn Dreams è un resoconto autobiografico dello stesso De Matteis che, attraverso il personaggio di Carl Santini, ci racconta il suo ultimo anno delle superiori; e per farlo utilizza una classica struttura della narrazione basata sui ricordi raccontati in prima persona da Carl Santini adulto.

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Il momento dell’arresto di Carl

Brooklyn Dreams è un fumetto che richiede un’attenta lettura, proprio per il modo con cui De Matteis racconta le avventure del giovane Carl che passa la sua infanzia nel quartiere popolare di Brooklyn, con una madre ebrea ansiosa e piena di tic nervosi e un padre italiano cattolico e dal carattere molto diretto. Il giovane Carl cresce, diventa adolescente: prime amicizie, primi amori, prime esperienze con la droga e, soprattutto, prime domande sul senso della vita. Perché se De Matteis da un lato tende a divertirci con le varie situazioni grottesche di Carl e la sua famiglia, dall’altro intraprende (sempre grazie al suo Carl) un personale viaggio per cercare le risposte alle eterne domande che alla fine ognuno di noi si è fatto e continua a farsi: la famiglia, Dio, l’amore e soprattutto il rapporto con la morte.

Tutto questo viene raccontato da De Matteis con un andamento discontinuo, a volte  disordinato: il protagonista adulto racconta la sua adolescenza passando da un fatto all’altro nello stesso segmento narrativo, quasi a voler bombardare il lettore con un racconto nel racconto; avete presente il classico amico che per raccontare un episodio deve raccontarne almeno altri due collegati? Ebbene questo è Carl Santini, descritto da De Matteis come un tizio ansioso di raccontare la sua vita e che per farlo a volte disorienta il lettore raccontando tanti episodi a raffica, ma tutti splendidamente divertenti, ironici, talvolta tristi (l’abbandono del cane che Carl identificherà come un suo angelo custode), talvolta divertenti (tutte le ansie della madre riversate in un tic nervoso in cui si gratta il braccio fino allo sfinimento). E naturalmente senza perdere di vista tutte quelle domande esistenziali che un adolescente si pone ogni giorno.

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Il Carl adulto racconta il Carl bambino

Tutto questo lungo racconto, formato da tantissimi episodi, non poteva essere narrato con uno stile del tutto realistico o completamente umoristico. A questo gioiello narrativo serviva un artista capace di entrare nei personaggi di De Matteis e dargli quella giusta dose di dramma e comicità. E ha centrato in pieno lo spirito di Brooklyn Dreams e come De Matteis, spiazza il lettore con il suo stile che alterna tavole iper realistiche a tavole squisitamente underground demenziali: alcune di esse sono dei veri capolavori di pop surrealismo, corrente di cui Barr è uno dei principali esponenti. Tutti i personaggi sono caratterizzati magnificamente dai due autori: dai due genitori di Carl che sono un concentrato di rabbia, isteria e realismo, alle due zie di Carl, Minnie e Ruth, due pachidermiche spara sentenze che governano la vita della loro sorella minore Ester, mamma di Carl. E come non segnalare al lettore il personaggio di Shane, il miglior amico di Carl e l’opposto di lui: bello, figo, strafottente e per nulla attratto dalle tante domande esistenziali che invece si pone il nostro protagonista, che legge Siddharta, Henry Miller e Dostoevskij.

Ma sono tanti gli episodi che fanno di Brooklyn Dreams un romanzo grafico da leggere e rileggere per coglierne appieno le varie sfumature. Proprio come quelle usate da Barr per disegnare l’adolescenza di Carl Santini, tra amore, nostalgia, trip mentali ed esistenzialismo.

Brooklyn Dreams è ormai un vero cult nel mondo dei comics.

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Shane, il miglior amico di Carl. Il soprannome Shane deriva dall’omonimo film del 1953.

Curiosità

Brooklin Dreams fu pubblicato dalla Paradox Press, una costola della che aveva il compito di pubblicare fumetti più maturi che non avessero niente a che vedere con il mondo dei super eroi. Altre opere famose uscite sotto questa etichetta furono le Era mio padre e A history of violence. Senza dimenticare il fondamentale Capire il fumetto di . La Paradox chiuse i battenti nel 2001.

Edizione consigliata

Al momento l’unica è quella della che raccoglie l’opera in un bel volumone in bianco e nero. La stessa Macis Press aveva pubblicato Brooklyn Dreams in due volumi nel 1994.

 

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