Isaac il pirata: l’avventura senza freni secondo Christophe Blain

Isaac il pirata: l’avventura senza freni secondo Christophe Blain
Torna in un’edizione di grande pregio con capitoli inediti per Oblomov “Isaac il Pirata”, fumetto che ha fatto conoscere a tutti il talento di Christophe Blain.

IsaacIlPirata_CoverIl primo capitolo delle avventure di Isaac il Pirata, Le Americhe, esce in Francia nel 2001. all’epoca era un autore già molto apprezzato, che aveva lavorato con alcuni dei più grandi fumettisti francesi contemporanei, come . (su La rivolta di Hopfrog) e Joann Sfarr e (su quel capolavoro, attualmente in fase di ristampa in Italia per , che è La Fortezza). Nel 1999 pubblica Il Riduttore di Velocità, prima opera lunga da autore unico, in cui riversa la sua esperienza giovanile (in particolare il servizio militare sulla fregata Tourville) e che gli vale il premio come autore rivelazione al Festival international de la bande dessinée d’Angoulême. Ma è proprio l’inizio dell’epopea di Isaac che lo consacra definitivamente nel novero dei grandi autori della BD, suggellato dal premio Meilleur album ad Angoulême.

Dopo quel primo capitolo, Blain ha scritto altri episodi del personaggio fino al 2005, anno di uscita del quinto tomo: dopodiché l’autore ha lasciato Isaac per spingersi nel western sentimentale, comico ma anche emozionante di Gus, nella satira della politica francese dei Segreti del Quai d’Orsay, nella rielaborazione di uno dei grandi personaggi della BD, ovvero Blueberry (insieme con Joann Sfarr).

Un’opera incompiuta, Isaac il Pirata, che forse proprio per questa sua natura ha vissuto, nel nostro paese, una pubblicazione parziale e a intervalli irregolari: solo nel 2021, venti anni dopo il suo esordio, pubblica l’edizione integrale di tutti i capitoli finora prodotti, inclusi due inediti in Italia. Un’edizione, lo diciamo fin da subito, curata nei minimi particolari, bella da vedere, da toccare, anche da annusare, di quelle cui questo editore ci ha abituati, con tavole di grandi dimensioni, carta di grammatura pesante, contenuti extra per un prezzo non esoso: tutti elementi che rendono onore alla grande avventura creata da .

Il viaggio del pirata: il fumetto è un’avventura

IsaacIlPirata_1Occhietti piccoli e neri, testa squadrata, naso a punta: così si presenta al lettore il protagonista della storia, Isaac, pittore talentuoso e squattrinato, che vive a Parigi con la sua innamorata, la bellissima Alice, ma che sogna in grande, grandissimo. Questa ambizione lo spinge a imbarcarsi su una nave che solo dopo scopre essere capitanata da Jean Mainbasse, pirata. Ha inizio così un viaggio picaresco, che porta Isaac dalla Francia fino all’Antartide e ritorno, mentre il mondo attorno (e i personaggi che lo abitano) cambiano insieme a lui. E proprio gli elementi tipicamente associati al viaggio, ovvero l’avventura e la crescita, sono gli assi principali della narrazione di Blain. Isaac il pirata è infatti, prima di tutto, un distillato purissimo di avventura: miscelando i classici del genere (da Stevenson a Salgari) con uno stile brillante, tagliente, ironico e dissacrante, Blain costruisce (soprattutto nei primi tre capitoli) una storia che corre velocemente, passando da una tavola organizzata in tre strisce orizzontali a una divisa in quattro, che si riempie sempre più di vignette man mano che il ritmo aumenta o che la situazione si fa più concitata. 

Con un tratto ruvido, cartoonesco, spesso ridotto a linee essenziali, Blain riesce sempre a stupire il lettore con paesaggi esotici mozzafiato e squallide ma vivide città portuali, con dettagli affascinanti che animano la vita a bordo così come sulla terraferma, con una modulazione del segno che sfrutta sfumature e chiaroscuri quando le vicende diventano più drammatiche, per poi tornare alla sintesi quasi caricaturale dei momenti più comici. Alcune scene del viaggio in mare, come quella della tempesta notturna del secondo capitolo, o quelle dell’ammutinamento, coinvolgono il lettore in un vortice di azione e tensione che non permette di staccare gli occhi dalla pagina, grazie ad un fitto tratteggio e alla ruvidita’ sporca e materica delle pennellate.
L’apporto dei coloristi Walter & Yuka è essenziale per creare le giuste atmosfere di ogni scena: i colori caldi dei tramonti, quelli bigi della città, quelli accesi delle foreste rigogliose, quelli plumbei della notte, tutto si sposa con il tratto di Blain, esaltandone l’espressività.

I capitoli inediti, ambientati al ritorno a Parigi, segnano una cesura abbastanza forte con la prima parte, quasi improvvisa: senza per questo abbandonare mai del tutto l’azione, che diventa in alcuni frangenti ancor più spassosa, caciarona e quasi slapstick (i furti del compagno di disavventure Jaques, le lotte con banditi e sette di ladri, le scorribande sessuali), il ritmo della seconda parte cala leggermente e la narrazione diventa più intima, mentre il paesaggio, passando alla fredda e sporca Parigi, diventa meno affascinante.

Ritorno a casa: la cura dei personaggi

Il cambio di passo tra prima e seconda parte, se da un lato vede ridursi la componente avventurosa e la magnificenza paesaggistica, risultando in generale un po’ piu’ stanca e meno ispirata, dall’altro presenta elementi di un certo interesse, in particolare quando si parla di sviluppo dei personaggi e delle loro psicologie. Sin dall’inizio della storia, il viaggio non è solo un modo per vivere esperienze, ma anche per riflettere su come queste ci possano cambiare: la partenza di Isaac mette in moto una serie di eventi che portano lui e altri personaggi a trasformarsi. Il pittore, in principio sognatore e irresponsabile, acquista con il tempo uno spessore diverso, inizia a riflettere sulle proprie priorità e in particolare sull’amore che prova per Alice, decidendo di tornare da lei per riprendersela, magari per farsi perdonare di averla lasciata. Pur restando un tipo collerico, facile al vizio e poco paziente, le esperienze provate sulla propria pelle lo fanno crescere e mutare.

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Parallelamente, anche Alice vive le proprie avventure e cambia a sua volta, scoprendo un mondo diverso, incontrando un nuovo amore e trovando un nuovo scopo nella vita. A loro due, nel corso della storia, si aggiunge Jaques, un pirata e ladro che pian piano acquista sempre più rilievo, fino a prendersi la scena nel quinto capitolo (il cui titolo è proprio il nome del personaggio). Forse è proprio lui, più di tutti, a mettere in luce le capacità di Blain di delineare i personaggi, di giocare con il loro aspetto e la loro personalità. Jaques è brutto, ha il nasone, è tarchiato, insomma, il tipico pirata: a lui, spalla di Isaac, sono affidati molti momenti comici, ma anche violenti, in cui l’autore dà libero sfogo alla bravura nel creare scene d’azione veloci e energiche. Eppure anche in lui c’è spazio per la fragilità, forse per l’amore: la sequenza muta in cui, vestito di tutto punto, si intrufola nella stanza di una nobildonna nuda e dormiente (che già aveva visitato per derubare, ma di cui si era subito innamorato) e il loro primo approccio, è una scena che unisce poesia, erotismo, mistero, che mette a nudo un animo fino ad allora mai visto, con poche semplici vignette.

Questo trattamento è riservato ad altri personaggi, financo ai comprimari più secondari, che ruotano attorno ai protagonisti principali: a ognuno di loro, Blain dona un’espressività e una voce unica, personalizzata da dettagli impossibili da confondere con altri. Dettagli e finezze che non possono essere raccontati dalla parola scritta, ma che valgono la pena di essere ammirati su carta.

Pur non avendo ancora trovato una conclusione, Isaac il Pirata è un’opera da leggere e rileggere, per emozionarsi, per farsi una risata, per scoprire uno dei più grandi autori del fumetto mondiale.

Abbiamo parlato di:
Isaac il pirata – l’Integrale
Christophe Blain, Walter & Yuka
Traduzione di Stefano Sacchitella
, 2021
264 pagine, cartonato, colore – 32,00 €
ISBN: 978-88-3145-9303

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