Intervista: Lise VS Talami – 15 anni per finire un libro

Intervista: Lise VS Talami – 15 anni per finire un libro
Quella che segue è una particolare e sincera intervista sulla longeva carriera di Alessandro Lise e Alberto Talami, duo di fumettisti attivi da inizio 2000, scaturita dalla lettura di "LISLATAMISE - Gli avanzi della muffa".

e sono un duo di fumettisti attivi da inizio 2000. Nel 2011 vincono il premio “Nuove strade” al Napoli Comicon per il volume autoprodotto Morte ai cavalli di Bladder Town! (libro la cui gestazione è durata 8 anni). Decine sono le loro storie pubblicate per fanzine e riviste e in parte riportate sul loro blog e su Facebook, inclusa la serie a cadenza quasi annuale Eschaton (disponibile su Retina Comics). Inoltre per Beccogiallo hanno pubblicato Quasi quasi mi sbattezzo (2009) e Saluti e bici (2014).

Quella che segue è una particolare e sincera intervista sulla longeva carriera dei due autori, realizzata singolarmente (senza che uno sapesse le risposte dell’altro) in merito al loro ultimo lavoro LISTALAMISE – Gli avanzi della muffa, un libro che dopo aver letto mi ha confuso e compiaciuto a tal punto da chiedere un’intervista ai due fumettisti. Nell’intervista è presente anche una tavola in anteprima del loro prossimo libro.

LISTALAMISE parte dalla fine di Saluti e Bici del 2014. Cosa è successo in questi 4 anni?
LISE: Ah ah, come se me lo ricordassi. Fondamentalmente abbiamo cercato di chiudere il nuovo libro, Il futuro è un morbo oscuro, dottor Zurich (detto confidenzialmente “Zurich”). Ci lavoriamo credo ormai da 15 anni, ma è nato in modo caotico ed è rimasto caotico finché non abbiamo trovato un editore disposto a rischiarci sopra. A fine 2014 Alberto ha ultimato le tavole che avevamo finito di sceneggiare. Io mi sono trasferito a Mestre per questioni di lavoro (di mia moglie). A dicembre 2015 ho chiuso la prima stesura dei dialoghi. Poi è nata Ada, e lì è imploso un po’ tutto. Perché la prima stesura era veramente incomprensibile, piena di buchi, momenti fiacchi, scene inesplicabili nel contesto generale, e ci voleva una revisione drastica per rendere il libro pubblicabile. Io già sono lento a scrivere, ho bisogno di leggere e rileggere, tornare sulle battute finché non mi convincono, ecc.: ma con l’arrivo della bimba mi sono completamente bloccato.
Tieni conto che sia io che Alberto eravamo un po’ “smonati” riguardo al fare fumetti, perché ci era sembrato che le nostre ultime cose fossero passate inosservate: anche (e soprattutto) per colpa nostra, eh, che non siamo capaci di autopromuoverci, e che facciamo fumetti per un pubblico molto ristretto. Però ci sembra ancora che Eschaton 3 sia una delle cose migliori che abbiamo pubblicato, e anche tra le più leggibili, ma vabbeh, che te lo dico a fare?
Insomma, tra fine 2017 e inizio 2018 avevo iniziato a sistemare Zurich, anche grazie all’intervento risolutivo di Alice Milani, che ci sta facendo da editor per Beccogiallo (con cui il libro uscirà). Contemporaneamente dovevamo partecipare all’ultimo numero di Inner Space, una rivista curata da Maurizio Ercole. Io però non avevo idee, avevo altri pensieri, e Alberto ha iniziato a inviarmi alcune pagine nuove, vagamente ispirate al manga Enomoto. Da lì, poi, lui ha continuato a inviarmi tavole ogni settimana, alcune già dialogate, una vera e propria trollata. E così è nato Listalamise (mentre io sono ancora invischiato nel libro da finire, Alberto è già all’opera sul secondo volume: Lislatamise).
TALAMI: Una manciata di storie brevi (vedi allegato 1,2,3,4) Eschaton 3 (2016 digitale 2017 in cartaceo vedi allegato 5) e LISTALAMISE (2018 vedi allegato 6)   Dal 2016 in poi ho perso interesse per il fumetto, sia da lettore che da autore. Ho passato un anno circa in cui ho fatto solo qualche illustrazione. Poi grazie all’interesse di alcuni amici abbiamo deciso di riprendere con delle storie che poi sono finite in LISTALAMISE.  Nel 2015 ho finito di disegnare il nostro prossimo libro. Sto ancora aspettando i testi.

L’idea di questo volume si basa sul blocco artistico. In che modo avete affrontato i vostri blocchi?
LISE: Più che sul blocco artistico Listalamise si basa sul “blocco” economico… Comunque, per rispondere alla tua domanda, di solito quando abbiamo delle scadenze ci troviamo a chiacchierare. Magari uno dei due ha un’idea vaga, spesso Alberto ha un’immagine in testa e da lì ci costruiamo una narrazione intorno. E’ abbastanza facile superare i blocchi, anche perché Alberto veramente ha un sacco di idee bizzarre.
TALAMI: In piena crisi mi sono chiesto  la mia vita sarebbe stata migliore o peggiore senza il disegno?” ; ho interrogato l’I Ching (su consiglio di un amico) e come responso ho avuto L’Assillo, che conteneva frasi tipo “Natiche assillate da un mazza di legno… “. LISTALAMISE, in parte, è un esperimento per gestire questa crisi, in parte fare cose che ci divertono in poco tempo . Tipo di recente ho letto Morire in piedi di Tomine (ne abbiamo parlato qui – ndt) e mi è venuta istantaneamente voglia di farne una parodia

Collaborate da 17 anni, qual è il segreto di una così longeva collaborazione?
LISE:  Non saprei dirti. Ti potrei rispondere in vari modi. Il primo: perché ci vediamo poco (ah ah ah). Il secondo: perché ci piacciono molto i fumetti e ci piacciono a grandi linee gli stessi fumetti. Terzo: perché, mi pare, si sia instaurata tra di noi fin da subito un’affinità ideologica e poetica molto forte. Ma forse la vera ragione, che riassume tutte le altre, è che in fondo siamo due disadattati con tendenze sociofobiche.
TALAMI:  Non avere grossi obiettivi, fare delle gite.

Quando vi ho chiesto, quale colonna sonora sta bene per leggere il vostro fumetto, mi avete consigliato i “The Residents” che mi hanno turbato e compiaciuto insieme. Quanto è importante la musica nei fumetti e quali gruppi ascoltate per trarre ispirazione?
LISE: Bah, questa è una domanda imbarazzante. Non sono un grande appassionato di musica, e spesso non la capisco, o proprio non mi piace. Ascolto di tutto, ma se la faccenda si fa troppo elaborata mi annoio. Per esempio, capisco che Trout mask replica sia un grande disco, ma se ne ascolto più di cinque minuti penso che una morte violenta potrebbe non essere così male, in confronto. Non sono in grado di concepire la musica come attività intellettuale, non ci arrivo. Quando scrivo non ascolto musica, al massimo faccio partire  un film o una serie televisiva e ne seguo la trama distrattamente (come i vecchi che hanno sempre la televisione accesa). Mi piace la musica che si consuma, i ritornelli facili, i testi che mi sorprendono con due trucchi da poco.
TALAMI: Penso che la musica sia la cosa più figa e che in alcuni casi vada pensata/assorbita come progetto artistico. I The Residents ne sono un esempio, ma anche il vulcano Frank Zappa dopo che lo hai sentito non puoi essere più lo stesso. L’ascolto più importante degli ultimi 10 anni è stato Henry Threadgill, poi amo Captain Beefheart, Talk Talk , i primi Autopsy, i primi Carcass, molto death metal, Eric Dolphy, Booker Little, Bartok…

(Edgar J. Tuna  – l’antagonista de Morte ai cavalli di Bladder Town – ,  sei tu? ndT)

Cosa fate quando non fate i fumetti? Avete dei progetti paralleli?
LISESono uno scrittore flemmatico, ho diversi progetti aperti, quasi nessuno concluso.
TALAMIFaccio il dog sitter e mi piace cucinare. Suono con alcuni amici (Dead Tongue) e con un amico (Owl in the Boiler) .

Cosa non sopportate l’uno dell’altro?
LISE: Alberto è troppo metodico: io mi inguaio, ho bisogno di tempo per decidere, ho sempre troppe cose da fare che mi sovrastano e dalle quali non so districarmi. Lui è un panzer: ogni giorno si mette al tavolo e disegna. Mi ha portato layout da valutare in qualsiasi situazione possibile, compreso il mio matrimonio.
TALAMI
La lentezza di Lise non è descrivibile, ma ha i suoi lati positivi.

E cosa invece adorate?
LISE: Sarebbe veramente molto facile ripetere la risposta precedente. E invece ti parlerò dell’immaginario di Alberto, che è come un pozzo senza fondo pieno di liquami misteriosi che sobbollono e che, quando eruttano, sono in grado di produrre oggetti di una bellezza atroce. La cosa pazzesca è il contatto diretto che lui ha con questo immaginario, quasi fosse uno scaffale infinito, una sorta di coerentissima biblioteca di Babele, da cui estrarre qualsiasi idea sia necessaria.
TALAMI:  Adoro (che termine!) il modo in cui riusciamo a – – (non è un errore, questa è la risposta dataci – ndr)

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Allegato 7

In ogni vostra opera analizzate un costume della società come la religione, il maoismo o la vita universitaria che si trasforma in pizzeria di copertura ma che voleva essere apicoltura (Ulmer). Quanto c’è di autobriografico in tutto ciò? Ci potete raccontare qualche aneddoto che poi è diventato una vostra storia?
LISENon è molto originale, ma tutte le nostre storie derivano da qualche stimolo autobiografico: qualcosa che ci è successo, qualcosa che abbiamo letto o esperienze di amici. Alle volte ci mettiamo in competizione con altri autori e cerchiamo di parodiarli, per imparare quello che fanno o semplicemente per prenderli in giro. Insomma, niente di trascendentale, le solite cose che fanno tutti.
Per farti due esempi: l’inizio di Eschaton 3 è una parodia de La Strada di Cormac Mc Carthy, un libro che evidentemente non ho capito e che mi è sembrato, a differenza di altri romanzi dello stesso autore come Meridiano di Sangue o Oltre il confine, furbetto, fastidioso e scritto con una lingua pseudopoetica;  su Lislatamise (cioè Listalamise 2), invece, c’è una storia che mi è venuta in mente dal densista, e che risponde alla domanda: “dove va a finire tutta la saliva che l’igienista aspira?”.
TALAMI: Da giovane, con gli amici, mi piaceva entrare nelle case abbandonate. Un giorno un vecchio ci ha sorpresi uscire da una di queste e ha minacciato di chiamare la polizia.
Io mi sono tirato giù i pantaloni e gli ho mostrato il culo. Lui ha cominciato ad urlare   come un pazzo e in ciabatte ci ha rincorsi come se volesse morire. Questo è stato rimiscelato in un racconto uscito nell’antologia Home (Delebile) (vedi allegato 7)

Qual è la più grande soddisfazione in campo professionale da quando fate fumetti?
LISE: Credo che sia stata quella volta che partecipammo al Lucca Project Contest. In giuria c’era Dana Schutz, editor che aveva lavorato con Eisner, Miller, Dave Sim. Il nostro progetto le piacque e provò, inutilmente, a farlo approvare in Dark Horse.
TALAMI: Aver conosciuto quando muovevamo i primi passi Marco Corona e l’editor Dana Schutz.  E l’abbraccio con Maicol e Mirco dopo che aveva letto Morte ai cavalli di Bladder Town!

A che punto sono i lavori del vostro nuovo libro, il seguito apocrifo di Morte ai Cavalli di Bladder Town? Dovremo aspettare ancora parecchio?
LISE: Se tutto va bene (ma andrà tutto bene?) uscirà per Lucca.
TALAMISe tutto fila liscio a fine settembre dovremmo avere pronto il nuovo dal titolo Il Futuro è un Morbo Oscuro, Dottor Zurich!

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Tavola in anteprima del nuovo libro di Lise & Talami

Se per ipotesi un giorno dovreste separarvi, qual è l’ultimo progetto a cui vorreste lavorare insieme?
LISE: Abbiamo in mente da un po’ di tempo un fumetto sulla storia della morte che potrebbe essere un ultimo progetto degno. Insieme all’esplosivo finale di Eschaton.
TALAMI: Eschaton n. 666  AH AH AH!!

Intervista realizzata via mail e Telegram
Illustrazione di copertina tratta dai disegni di Lise & Talami e di Cristina Portolano
Potete acquistare i libri di Lise & Talami contattandoli dalla loro Facebook Page

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