Intervista a(b)braccio a Tuono Pettinato

Cosa c’è di più umano del raccontare storie? Quattro chiacchiere, un abbraccio e un momento imbarazzante con Tuono Pettinato.

Cosa c’è di più umano del raccontare storie? Il mondo del fumetto è un ambiente professionale, regolato da leggi di mercato, concorrenze, gerarchie e persino tasse. Ma il suo solo aspetto fondamentale sono le storie: raccontate e disegnate da autori che si divertono, si impegnano, si arrabbiano, si imbarazzano, sono, insomma, umani.

Con un abbraccio e qualche domanda si prova a ricordarlo.

Intervista a(b)braccio a Tuono Pettinato, alias Andrea Paggiaro, è nato a Pisa nel 1976. Ha iniziato la sua carriera illustrando libri per ragazzi per la casa editrice Campanila e realizzando fumetti per le riviste XL e Animals, oltre che per antologici come Canicola e Mono: alcune delle sue prime storie sono state raccolte da Coniglio Editore in Apocalypso! Gli anni dozzinali (2009). Con il collettivo fumettistico dei Superamici (ora Fratelli del cielo) ha inoltre fondato nel 2007 la rivista Hobby Comics, giunta a naturale conclusione nel 2013.
Tuono Pettinato ha narrato le biografie di Galileo (Galileo! Un dialogo impossibile, su testi di Nadia Ioli Pierazzini, Francesca Riccioni e Vittoria Balandi, Felici Editore, 2009), Garibaldi (Garibaldi. Resoconto veritiero delle sue valorose imprese, ad uso delle giovani menti, Rizzoli Lizard, 2010), Alan Turing (Enigma. La strana vita di Alan Turing, testi di Francesca Riccioni, Rizzoli Lizard, 2012), Kurt Cobain (Nevermind, Rizzoli Lizard, 2014); si occupato del concetto di tempo con OraMai (CNR edizioni, 2014); ha raccontato la sua autobiografia dal 1981 al 1990 nel volume Il magnifico lavativo (Topipittori, 2011). In Corpicino (GRRRzetic, 2013) ha invece affrontato il tema spinoso del giornalismo di cronaca nera.

Ciao Tuono! Questa è la prima intervista con abbraccio, quindi sono un po’ in imbarazzo… Cominciamo. Come è iniziata la tua relazione con il fumetto e perché hai deciso di proseguirla?
Ho cominciato da piccino a fare i disegnetti, e di lì in poi ho continuato a disegnare come hobby. Leggevo i fumetti che avevo in casa, i Peanuts e Asterix. A scuola facevo i ritratti dei miei compagni di classe, la satira degli insegnanti, il giornalino di classe… ci ho preso gusto man mano! Arrivato il momento dell’università ho cambiato città e ho scoperto che i miei fumetti divertivano anche gente che non conoscevo. Di lì sono passato alle autoproduzioni, facendo storielline brevi che sono state notate dagli editori, che poi mi hanno chiesto di pubblicarle.

Intervista a(b)braccio a Tuono Pettinato

Qual è l’origine del tuo nome, “Tuono Pettinato”?
Quando ho cominciato a fare fumetti con Ratigher, eravamo entrambi d’accordo che ci servissero dei nomi d’arte, per avere quell’alone di anonimato che ti permette di fare qualsiasi cosa… finché ovviamente qualcuno scrive “Tuono Pettinato (Andrea Paggiaro)” e si perde tutta la magia. Io ero un grande lettore di Borges: in un suo racconto, La biblioteca di Babele, c’è una biblioteca che contiene tutti i libri del mondo, anche quelli inesistenti, e fra i titoli citati uno è Tuono Pettinato. Dovrei averlo preso di lì, solo che poi mi sono dimenticato completamente di avere letto Borges. Ho scelto questo nome pescandolo dal cervello, e in un secondo momento mi sono trovato citato nel racconto di Borges!

Intervista a(b)braccio a Tuono PettinatoDeve essere stata una bella sorpresa!
Veramente sì, mi sono sentito onoratissimo!

Nei tuoi fumetti racconti storie molto differenti: vai dalla storia alla scienza, hai anche scritto una tua autobiografia da piccolino, nelle autoproduzioni tratti questioni più leggere o personali… c’è qualche argomento che ti interessa di più o ti piace proprio spaziare?
Alcuni libri li faccio soprattutto sotto la spinta della curiosità. Per esempio quelli sulla scienza, di cui io di solito non capisco nulla nonostante io abbia fatto il liceo scientifico… sono storie che scelgo perché trovo curiose da raccontare. Altre volte si aggiunge un valore catartico, liberatorio. Nel caso di Corpicino, mi sentivo bersagliato da orrendi programmi televisivi sui delitti e volevo usare il fumetto quasi come arma di difesa psicologica.

In casi come questo pensi che il fumetto possa avere una funzione sociale?
Direi di sì… anche perché usa toni e registri diversi. Si possono passare messaggi importanti con storie molto leggere o popolari, oppure fare invece dei fumetti più ostici, underground. Si possono raccontare storie o scrivere piccoli saggi… con il fumetto ci si può permettere di fare tutto.

Intervista a(b)braccio a Tuono PettinatoEditori o autoproduzioni?
Entrambe le cose. Devo dire che nel mio periodo di autoproduzioni ciò che mi pesava era il fatto di andare in giro con le scatole, sollevare pesi… una serie di sforzi fisici! L’editore al contrario arriva con tutte le scatole già pronte, i libri già sul tavolo, tu hai poco da fare e ti portano anche da bere… lo trovo molto interessante. Seriamente, riguardo le autoproduzioni mi piace sapere che c’è uno spazio in cui posso raccontare tutto quello che mi pare, senza sia per forza qualcosa di commercialmente vendibile. Invece dell’editore mi piace che lui si occupi di tutto il resto: sollevare le scatole e far arrivare i fumetti in libreria, promuoverli in un modo che io non riuscirei a fare… e questo mi consente di dedicarmi interamente alla storia.

Ultima domanda: il tuo momento più imbarazzante come fumettista.
Uno imbarazzante, ma comunque subito divertentissimo, è successo a Cesena, in una fumetteria in cui mi trovavo per firmare i miei libri, che erano in bella vista sul tavolo. Arrivano due ragazze e fanno: “Ma sei te! Incredibile! No, ma davvero??” “Eh sì, sono io, sono io…” “Ci possiamo fare una foto assieme?” Facciamo la foto assieme e poi… “Oh, l’autografo! Mi firmi il tuo fumetto?”
E mi passano Rat-Man. Io ho provato a dire “No, ma non sono io”, “Ma sì che sei te, dai non fare il modesto!”
Vabbe’, è finita che ho dedicato un Rat-Man.

Ahahah! Ma hai usato il tuo nome o quello di Ortolani?
Il mio, ma ho scritto che ero un intruso!

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