“Inside Out”: da Pixar, cinque emozioni al comando

“Inside Out”: da Pixar, cinque emozioni al comando
Da Pixar un film d'animazione in cui Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Paura non sono solo emozioni ma attori nella mente della giovane protagonista.

Una nuova proposta vincente inizia a inside_out_disney_pixar_posterprendere forma in casa : s’intitola Inside Out ed è il nuovo film d’animazione che sarà distribuito in Italia da settembre (e la cui regia è firmata da Pete Docter, già impegnato nei precedenti Monsters& Co. e Up). Con la consueta maestria e inventiva grafica, gli Studios californiani realizzano per l’occasione un’indagine puntuale e molto divertente sulle difficoltà della crescita e sul modo in cui le emozioni ci guidano nell’affrontare quotidianamente ostacoli e nuove esperienze.

La trama – lineare ma mai banale – parte da un’intuizione semplice dal sapore “alleniano”: dare corpo e voce alle emozioni, immaginando la mente come un meccanismo vivace e strutturato in sezioni e comparti. Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Paura sono le personificazioni delle cinque emozioni che guidano il percorso di crescita della piccola Riley; dal loro Quartier Generale, manovrando tramite un desk le reazioni della protagonista alle esperienze di tutti i giorni, seguono la ragazzina fin dalla nascita. Dall’infanzia felice nel Midwest, fra pattinate sul ghiaccio, giochi, ricordi domestici e prime amicizie, si passa però al trauma del trasloco di tutta la famiglia in città, una grigia San Francisco in cui Riley – che intanto ha compiuto 11 anni – fa fatica ad ambientarsi. Tutto ciò, ovviamente, si ripercuote nella cabina di regia della sua mente, mettendo in moto una girandola di episodi e avventure fra le creature che la abitano e che sono costrette a fare i conti con i primi grandi scogli nell’evoluzione del carattere della ragazza.

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Si ride molto, fino alla fine, ma la narrazione è attenta a lasciare il giusto spazio anche alla nostalgia (ben rappresentata ad esempio da Bing Bong, chimerico e strampalato amico immaginario che riempiva i giochi e i momenti di solitudine creativa di Riley). L’accento dato a questo sentimento – nel quale confluiscono gioia e tristezza – diventerà allora, nel film, il gradino in più conquistato da Riley nella sua crescita, il bagaglio con cui affacciarsi sulla soglia dell’adolescenza, qui solo adombrata.

insideout 3Punto di forza di Inside Out è la stratificazione delle possibili letture. Il film riesce infatti a soddisfare le esigenze di un pubblico differenziato per cultura e livelli d’età, forse ancor meglio di quanto si sforzasse di fare il pur affascinante WALL-E, probabilmente meno commestibile nelle sue implicazioni più profonde agli spettatori di età inferiore. Ai più piccoli è lasciata ora la possibilità di seguire il plot avventuroso e dinamico, ambientato in un mondo fantastico (ma ben documentato) e organizzato in settori interconnessi come una fabbrica viva ed efficiente, cromaticamente ben strutturata e nello stesso tempo bizzarra. Ma è ad un pubblico adulto, forse, che il film riserva le sorprese maggiori: con i più grandi, infatti, Inside Out stabilisce un dialogo continuo attraverso rimandi al proprio vissuto personale, l’infanzia lontana nel tempo, e alle precise dinamiche che si attivano in rapporto alle difficoltà e alle sfide di tutti i giorni.

Il character design non presenta grandi novità. I personaggi, comunque di facile presa perché funzionali e accattivanti, confermano e in un certo senso stabilizzano lo standard (già) elevato cui ci hanno abituato le altre opere dei Pixar Studios, e questa è forse una delle poche criticità dell’intero progetto.

Assolutamente riuscite sono invece le ambientazioni e le soluzioni escogitate per tradurre in elementi funzionali e di agevole lettura le complesse dinamiche mentali e immaginative che guidano la vicenda: i ricordi, come palle da bowling, sono sfere dal preciso valore cromatico, più o meno luminose a seconda della tipologia a cui appartengono; la memoria a lungo termine è un intricato labirinto in cui convivono migliaia di queste sfere su infiniti e variopinti scaffali. C’è posto anche per un set cinematografico in cui prendono vita i sogni, mentre in un candido padiglione luminoso si materializza il pensiero astratto.

Intuizioni brillanti e tanta ironia, con un occhio attento alle implicazioni psicologiche e scientifiche: elementi, questi, che fanno di Inside Out uno dei prodotti più riusciti degli Studios di Emeryville.

Abbiamo parlato di:
Inside Out
Regia di Pete Docter
Prodotto da Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
USA, 2015
94 minuti
Uscita italiana: 16 settembre 2015

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