“Indagine su un fantasma” prepara il terreno per il futuro di Nathan Never

“Indagine su un fantasma” prepara il terreno per il futuro di Nathan Never
Il capitolo finale de Le origini del male, firmato da Vigna, Bastianoni e Giardo, si conclude con tante rivelazioni e possibilità di sviluppi futuri.

nathan_never_670_coverCon Indagine su un fantasma, scritto da  e disegnato da  e , si chiude Le origini del male, primo dei tre cicli dedicati alle origini di Aristotele Skotos. Il cattivo per eccellenza della saga neveriana tornerà infatti sulle pagine della serie regolare la prossima estate, con altri tre albi divisi ciascuno in due episodi, a riproporre la soluzione narrativa sperimentata in questa mini serie nella serie.

Nella prima parte dell’albo, sempre ambientata nel presente di Nathan, Vigna tira le fila dell’indagine sul passato di Skotos, svelando infine le vere origini della Chiesa della divina presenza e, con una soluzione brillante e corrosiva, la genesi del cognome Skotos. La figura del malvagio predicatore inizia a ricongiungersi e a sovrapporsi a quella del bambino Aris Slamor, anche se rimangono molte zone d’ombra che saranno rischiarate nei prossimi cicli.
La storia si sviluppa fra Nova Praha, dove Skotos sembra abbia vissuto da ragazzo, e la città Est: nella vecchia Nathan, grazie all’incontro con l’ex capitano Shepard – che merita una menzione per la bella caratterizzazione e per essere un ultracentenario – acquisisce dettagli preziosi per il colpo di scena finale; nella città Est sono invece all’opera Legs e May, che indagano sulla Nuova chiesa della divina presenza.

Il lavoro di Vigna risulta certosino nel disseminare la trama di numerosi ganci narrativi da sviluppare in futuro: da una potenziale nuova villain legata alla rinascita del culto in precedenza capeggiato da Skotos, all’ormai imminente rivoluzione interna all’Agenzia Alfa (il numero 373 della serie si annuncia fondamentale), passando per l’apertura della sede di Tropical City, che potrebbe condurre a un allontanamento fra Branko e May Frayn e al riavvicinamento emotivo fra quest’ultima e Legs.
I disegni di Bastianoni, in una gabbia classica con numerose doppie orizzontali o verticali e in una storia priva di scene d’azione, puntano a esaltare i dettagli. Sia nella resa dei personaggi, con primi e primissimi piani molto espressivi e grande cura per abbigliamento e accessori (come la maschera di un nuovo leader religioso), sia nelle architetture, grazie alle quali è possibile apprezzare differenze sostanziali fra Nova Praha e la Città Est.

nathan_never_670_int_02Nella parte dedicata al giovane Aris ci si cala nel profondo del personaggio e si affronta per la prima volta e in modo letterale quell’origine del male che trasforma Slamor in Skotos. Il ragazzino rivela ciò che si nasconde dietro un carattere all’apparenza innocente e a tratti perfino dolce: una genialità priva di empatia, forte di una memoria eidetica, ma ben presto destinata a degenerare.
Anche in questo caso Vigna distribuisce vari cliffhanger che si svilupperanno nel secondo ciclo in cui sarà sviscerata l’adolescenza del personaggio.
Giardo sceglie un’inchiostrazione molto accentuata, utile a rendere più cupa l’intera storia e ad affrontare alcuni passaggi che tendono all’horror. La gabbia è più movimentata: quasi ogni tavola è costruita intorno a un’illustrazione a tutta pagina con vignette regolari sovrapposte, soluzione spesso apprezzata in Dragonero.

A ciclo concluso merita un commento la scelta di separare gli albi in due parti, di cui avevamo anticipato pregi e difetti nella recensione al primo episodio. La compressione narrativa dovuta al numero ridotto di pagine è un fatto, dimostrato anche qui quando Nathan interrompe frettolosamente, quasi troncando la sequenza, l’interessante incontro con Shepard. Ma l’intreccio fra presente e passato, via via sempre più fitto, sembra guadagnare dalla divisione perché impone al lettore non solo il desiderio di scoprire le connessioni fra le due linee temporali, ma anche riflessioni a un livello più profondo: quanta parte della nostra vita può raggiungere il futuro, e in che modo? Con uno scatto? Un oggetto conservato? Un cimelio? Quanta verità può sopravvivere al corso del tempo, oppure essere scoperta esaminando i beni personali di un defunto?
Questo secondo livello di lettura di Le origini del male risulta coinvolgente perché ricorda situazioni comuni, come trovarsi insieme a un parente anziano che, davanti a una vecchia fotografia, racconta ricordi e segreti che quell’immagine da sola non può trasmettere.
Un’impostazione più tradizionale del nuovo ciclo dedicato a Skotos avrebbe inoltre richiesto di gestire il passato di Aris in flashback. Una soluzione forse meno efficace perché avrebbe consegnato al ragazzino un ruolo di secondo piano rispetto alla linea narrativa in tempo presente. La divisione in storie a sé stanti ha permesso invece ad Aris di recitare un ruolo di protagonista più congruo allo spessore del personaggio.

nathan_never_670_int_01Altro discorso va fatto sull’inserimento de Le origini del male all’interno della serie regolare. Come visto in passato, ad esempio con AnnozeroGenerazioniRinascitaDeep Space o Missione Giove, anche questo e i successivi cicli avrebbero tutte le caratteristiche per essere autonomi, senza alternarsi sulla testata principale con il rischio di creare una scomoda dilatazione temporale nella lettura. Al riguardo c’è da dire che l’intero mondo dell’agente Alfa sta cambiando e, in quasi tutti gli ultimi albi, sono presenti elementi che si sommano a una trama orizzontale che porterà alla rivoluzione legata all’abbandono di Elania Elmoore come direttrice dell’agenzia. Così, anche ipotizzando che Le origini del male fosse nata come miniciclo slegato dalla serie regolare e poi reintegrato in essa per motivi ascrivibili a scelte editoriali (fattore da non sottovalutare è l’aumento del prezzo della carta), va detto che Vigna è riuscito a tenere alta l’attenzione sul futuro dell’universo neveriano anche parlando del passato di Skotos.

Viste le tante novità in arrivo è infine difficile non interrogarsi proprio sul futuro di , inteso sia come personaggio, sia come testata in forze a Editore. Sul fronte puramente letterario, il mondo in cui si muove l’eroe dai capelli bianchi si è fatto via via meno popolato, con un’operazione di sottrazione che prosegue da anni: la moglie di Nathan non c’è più così come la figlia, le nuove compagne, l’amico robot e i tanti colleghi e amici tragicamente persi per strada perché morti, traditori o catapultati in un altro tempo. Perfino i cattivi sono via via scomparsi, in ultimo Mister Alfa, e dopo il tentativo non completamente all’altezza con Omega, l’eroe è al momento privo di un valido antagonista. La sensazione è che in qualche modo l’Universo Alfa (non a caso si intitolava così lo spin off semestrale pubblicato dal 2007 al 2018) andrebbe ripopolato, per offrire nuova linfa e nuovi spunti a una pubblicazione di fantascienza che ha sempre fatto della varietà – di personaggi ma anche di generi e sottogeneri – la sua caratteristica.

Sembra agire però in direzione contraria la scelta editoriale di sospendere, o almeno di ripensare, le pubblicazioni al di fuori della serie regolare, nonostante i buoni risultati qualitativi (ma resta il dubbio su quelli di vendita), ottenuti negli ultimi anni con le varie miniserie proposte.

 

Abbiamo parlato di:
Nathan Never #370 – Indagine su un fantasma
, ,
Editore, marzo 2022
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 4,40 €
ISSN: 977112157300100370

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna su