{"id":176019,"date":"2020-02-13T20:50:32","date_gmt":"2020-02-13T19:50:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/ilmiofumettoquotidiano\/?p=176019"},"modified":"2020-02-13T20:50:35","modified_gmt":"2020-02-13T19:50:35","slug":"il-mio-fumetto-quotidiano-37-daryl-zed-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/ilmiofumettoquotidiano\/2020\/02\/13\/il-mio-fumetto-quotidiano-37-daryl-zed-1\/","title":{"rendered":"Il mio fumetto quotidiano #37: “Daryl Zed #1”"},"content":{"rendered":"\n
Almeno un fumetto al giorno: questo l\u2019impegno che mi sono preso per il 2020\u2026 Non recensioni, ma impressioni di lettura, sensazioni, ispirazioni suscitate da letture che avevo lasciato indietro.<\/em> <\/p>\n\n\n\n Mentre ho cercato di recensire al meglio il Dylan Dog Color Fest<\/em> attualmente in edicola (recensione in breve: andatevelo a leggere!<\/em>), e dopo le 400 pagine del Robocop<\/em> di Frank Miller<\/strong> di ieri<\/a>, ho pensato di rilassarmi con un fumetto pi\u00f9 corto e del quale avessimo gi\u00e0 scritto sul sito, e sono rimasto nell’ambito Dylan Dog. S\u00ec, perch\u00e9 per chi venisse da Alfa Centauri, l’idea alla base di Daryl Zed<\/em> \u00e8 stuzzicante quanto semplice: far “vivere” su carta il personaggio apparso nel numero 69 della serie regolare di Dylan Dog<\/strong>: “Caccia alle streghe<\/em>“.<\/p>\n\n\n\n Quello fu un albo memorabile, amarissimo e disilluso, un atto politico vero e proprio in risposta alle interrogazioni parlamentari di cui fu oggetto anche Dylan Dog, anche se per lo pi\u00f9 indirettamente come “apripista” di una serie di pubblicazioni a fumetti di genere horror che all’epoca uscivano in edicola. Ma Sclavi, attento e sensibile alla societ\u00e0 nel quale pubblicava la sua opera, se ne usc\u00ec con questo albo schierato contro il bigottismo, la censura, l’ipocrisia. Un numero epocale.<\/p>\n\n\n\n Ovviamente, il Daryl Zed che esce in edicola riprende il personaggio dei fumetti che appare tra le pagine dell’albo, riprendendo anche il tono scanzonato e un po’ spaccone che si intuiva dalle poche scene viste in “Caccia alle streghe” ribaltandone completamente la prospettiva: da personaggio dei fumetti ispirato a Dyd a ispiratore del fumetto stesso di Dylan Dog. Oddio, mi sono fatto venire il mal di testa da solo.<\/p>\n\n\n\n Comunque, venendo all’albo, in queste 34 paginette ovviamene assistiamo a una introduzione del personaggio. Niente che mi abbia fatto gridare al miracolo, con strizzatine d’occhio, le solite trite e ritrite battutine sui fumetti per fare i post-moderni, e dialoghi didascalici e con poca diversificazione tra i personaggi. Molto pi\u00f9 divertente quando si passa all’azione, relegata all’inizio e alla fine. Insomma, un’operazione ben pensata, ma che forse manca un poco di sale. Magari legger\u00f2 i prossimi.<\/p>\n\n\n\n Ah, dimenticavo: fighi i disegni di Nicola Mari<\/strong>, che anche per far spazio ai bei colori vintage di Sergio Algozziono<\/strong>, si presenta con tavole pi\u00f9 pulite e meno cupe di quanto visto in precedenza, uno stile che pur se diverso risulta sempre molto efficace e fascinoso. Forse attualmente IL motivo che potrebbe spingermi a continuare.<\/p>\n\n\n\n Su Lo Spazio Bianco ne ha scritto Giuseppe Lamola:<\/p>\n\n\n\n
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