{"id":175946,"date":"2020-01-27T17:37:05","date_gmt":"2020-01-27T16:37:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/ilmiofumettoquotidiano\/?p=175946"},"modified":"2020-01-27T17:47:45","modified_gmt":"2020-01-27T16:47:45","slug":"il-mio-fumetto-quotidiano-27-il-corvo-memento-mori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/ilmiofumettoquotidiano\/2020\/01\/27\/il-mio-fumetto-quotidiano-27-il-corvo-memento-mori\/","title":{"rendered":"Il mio fumetto quotidiano #27: “Il Corvo Memento mori”"},"content":{"rendered":"

Almeno un fumetto al giorno: questo l\u2019impegno che mi sono preso per il 2020\u2026 Non recensioni, ma impressioni di lettura, sensazioni, ispirazioni.<\/em><\/p>\n

Il Corvo<\/em> di James O\u2019Barr<\/strong> fu per me un fumetto importante, arrivato come un fulmine in mezzo a letture prettamente italiane o giapponesi. Nelle mie letture adolescenziali il suo tono cupo, greve, ineluttabile rappresentava perfettamente la parte pi\u00f9 nera del mio percorso di crescita. Scoprire la genesi dell\u2019opera fu poi traumatico, immaginare l\u2019autore in preda al dolore per la perdita della sua amata che riversa tutto in un fumetto di odio, di vendetta sovrannaturale pervaso di morte e decadenza: una potenza unica.<\/p>\n

Le future incarnazioni fumettistiche del personaggio a opera dello stesso O\u2019Barr hanno faticato a mantenere la forza della prima incarnazione, anche per ovvie ragioni vista l\u2019unicum rappresentato dalla sua ideazione.<\/p>\n

\"\"<\/a><\/p>\n

Il Corvo Memento mori<\/em> cos\u00ec diventa l\u2019occasione per capire se l\u2019idea originare pu\u00f2 essere subappaltata ad altri autori per tenerne vivo il fascino originario. Ovviamente Roberto Recchioni<\/strong> non \u00e8 James O\u2019Barr, e lo si capisce nel confronto con il breve racconto dell\u2019autore statunitense: meno didascalie, meno enfasi -che a volte sfocia nell\u2019eccesso- nel racconto dello scrittore romano, dialoghi pi\u00f9 diretti e meno divagazioni per seguire la storia principale.<\/p>\n

Distaccarsi dal modello originario \u00e8 in fin dei conti un bene, e ampliare la mitologia del Corvo al di l\u00e0 di Eric Draven offre l\u2019opportunit\u00e0 di declinare una tematica fondamentale della narrativa come la vendetta in varie declinazioni. Memento Mori funziona, \u00e8 cupa quanto basta, violenta e non risparmia un colpo di scena finale piuttosto ben orchestrato, ci presenta un personaggio ambiguo, plagiato in vita dal suo mentore. I disegni di Werther Dell\u2019Edera<\/strong> poi sono il giusto contraltare, oscuri, rapidi, evocativi e violenti, aiutati da Giovanna Niro<\/strong> che compie un ottimo lavoro..<\/p>\n

Ho letto con interesse anche i racconti brevi in appendice che, in poche pagine, cercando di ampliare ancora di pi\u00f9 le possibilit\u00e0 date da uno spirito di vendetta sotto forma di uccello nero che viene a dare una seconda opportunit\u00e0 a chi muore di morte violenta. Ci sono spunti sviluppabili in futuro, ma quello che incuriosisce \u00e8 questa squadra di autori italiani chiamati a fare ci\u00f2 che finora non era riuscito, ovvero dare nuova linfa vitale a un concetto che sembrava aver perso tutto il suo fascino. Non sempre i disegni li ho trovati adatti, ma ho apprezzato i tentativi. All’opera si sono cimentati Matteo Scalera, Davide Furn\u00f2, Daniel de Filippis con Emanuele Ercolani, Micol Beltramini con Daniele Serra e Vinci Cardona.<\/p>\n

Amedeo Scalese ne ha scritto su Lo Spazio Bianco:<\/p>\n

Il Corvo risorge in “Memento mori” di Recchioni e Dell’Edera<\/a><\/p><\/blockquote>\n