Il mio fumetto quotidiano #41: "S.O.S. Felicità"

Il mio fumetto quotidiano #41: “S.O.S. Felicità”

Almeno un fumetto al giorno: questo l’impegno che mi sono preso per il 2020… Non recensioni, ma impressioni di lettura, sensazioni, ispirazioni suscitate da letture che avevo lasciato indietro.

S.O.S. Felicità è un grande esempio di bande dessinée‘, un’opera capace di fare critica sociale mirata, precisa e chiara pur nell’ambito della pura fiction, non fancendosi mancare momenti di soffocante angoscia o di azione, con spunti fantascientifici e elementi quasi da romanzo giallo.

Originariamente nata come soggetto per una serie TV, Jean Van Hammeuno dei più importanti sceneggiatori d’oltralpe autore di grandi opere e successi come XIII, Largo Winch, Thorgal e I Maestri dell’Orzo – la riadatta per il fumetto immaginando sei storie brevi incentrate ognuna su personaggi diversi e su diverse storture di una società dittatoriale. Nascondendosi dietro la scusa del “cercare la felicità per tutti” lo Stato è diventato sorvegliante, medico, magnate, giudice e giuria infallibile. Anche perché il fallimento, l’ingranaggio sbagliato, viene fatto sparire, negato, non esiste, nemmeno può essere pronunciato. Una distopia che presenta tanti, troppi elementi familiari e che in certi casi sembra lontana da noi di un’elezione appena.

Fondamentale il contributo di Griffo con il suo stile realistico, sempre chiaro e leggibile, e la grande espressività dei personaggi che sfocia quasi nel caricaturale.

Insomma, inquietante, avvincente, pessimista fino al midollo anche nel finale, una storia unica più lunga che fa incontrare tutti i personaggi dei precedenti racconti brevi portando verso una risoluzioneapparentemente positiva per i normali cittadini ma che noi, lettori onniscienti, siamo costretti a vedere per quello che realmente è, sentendoci impotenti e sporchi.

Il problema di questi racconti è che, oggi, possono diventare non tanto elemento di riflessione e agire politico, quanto benzina per complottisti, populisti, sovranisti e rivoluzionari da tastiera. Questo è il problema, ed è una riflessione amara perché S.O.S. Felicità può essere oggetto di ben altre riflessioni e azioni. D’altra parte anche nel fumetto appare piuttosto chiaramente che, se i protagonisti sono pronti a ribellarsi al sistema, la maggior parte preferisca vivere chiudendo gli occhi e accettando di buon grado la perdita della libertà – di avere sogni, ideali, aspirazioni, vizi, ambizioni – pur di continuare ad avere la propia vita senza scossoni e senza pericoli.

Su Lo Spazio Bianco ne ha scritto David Padovani:

S.O.S. Felicità: una richiesta di soccorso per la libertà