Il mio fumetto quotidiano #2: “Una stella tranquilla”
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Il mio fumetto quotidiano #2: “Una stella tranquilla”

Almeno un fumetto al giorno: questo l’impegno che mi sono preso per il 2020…

Primo Levi è stato uno scrittore importante e apprezzato, in particolare ma non solo per la sua opera di testimonianza per la deportazione che ha subito nel campo di concentramento di Auschwitz. Pietro Scarnera, in questo Una stella tranquilla (Comma 22, 2014) realizza una biografia in movimento, come se rendesse partecipe il lettore del suo stesso viaggio nei luoghi e nella storia di Levi, e scegliendo di raccontare la sua vita dopo il lager, di raccontare soprattutto il Levi scrittore – per quanto ovviamente questo aspetto spesso fosse strettamente correlato alla sua esperienza di vita.

Il libro evita così un eccessivo didascalismo, si legge rapidamente pur essendo molto scritto – tra la didascalie di Scarnera e le citazioni di Levi, e dona un ritratto dello scrittore stratificato e lontano dalle semplificazioni.

Questo è probabilmente il pregio maggiore che imputo all’opera: pur concentrandosi sullo scrittore, la figura dell’uomo che ne esce è ricca e complessa, rendendola così credibile e affascinante. Le figure grigie di Scarnera hanno una loro poetica che si riflette nel ritmo lento, pacato e meditato dell’opera, aiutando a immergermi tra le pagine.

Qui recensione e intervista all’autore sul libro:

Pietro Scarnera: la vita del dott. Primo Levi, scrittore

Pietro Scarnera e la sfida di raccontare vite

BONUS: Comics & Science The Leonardo issue.

La collana Comics & Science è un’iniziativa lodevole, che utilizza il fumetto per diffondere conoscenza. Questo numero speciale parla ovviamente di Leonardo Da Vinci e lo mette al centro di una breve indagine poliziesca della sua epoca, nella Milano dei canali dove visse per anni.

Scrive Giovanni Eccher, disegna Giuseppe Palumbo: un divertissement veloce e piacevole, che ricostruisce senza essere pedante la Milano del 1400. Palumbo è un maestro e anche quando appare un po’ tirato via resta sempre un piacere da vedere. Non mi ha fatto impazzire la colorazione digitale, che punta a dare una certa atmosfera d’epoca alle tavole ma a volte risulta un po’ troppo piatta e coprente.

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