Il Tex di Ruju: quando il Western si tinge di Noir

Il Tex di Ruju: quando il Western si tinge di Noir

Pasquale Ruju e Alfonso Font realizzano una storia di Tex dall'ambientazione bianca e dalle tinte nere
1704968430423.jpg La Pattuglia Scomparsa Tex 760

Con i numeri di Tex #760 e #761 di gennaio e febbraio 2024 Pasquale Ruju ha festeggiato vent’anni di militanza nella serie (la sua prima storia, Nella terra dei Klamath, fu pubblicata nell’Almanacco del West del gennaio 2004) e, nello stesso tempo, tagliato il traguardo delle 10.000 tavole sceneggiate per il personaggio, tra la serie regolare, la nuova collana Tex Willer e i vari collaterali da edicola (fonte: Tex Willer Forum, n.d.r.). Un numero importante, che lo colloca tra i più prolifici scrittori di sempre del Ranger, dopo il patriarca Gianluigi Bonelli e i veterani Claudio Nizzi e Mauro Boselli, e che lo conferma come l’attuale capitano “in seconda” dell’ammiraglia texiana dopo lo stesso curatore Boselli.

Poco a suo agio, secondo chi scrive, con l’horror moderno e intimista di Dylan Dog (per cui pure ha prodotto moltissime pagine), lo sceneggiatore di origine sarde si è invece immediatamente ambientato nel Far West di Tex, che si è dimostrato fin da subito più nelle sue corde di scrittore fondamentalmente crime e noir (come testimoniano le miniserie bonelliane Demian, Cassidy e Hellnoir e i romanzi con protagonista il reporter Franco Zanna per le Edizioni e/o).

Ruju fece il suo esordio nella serie con alcune storie particolarmente riuscite (come La prova del fuocoMezzosangue!  e Le catene della colpa), con cui inquadrava il personaggio da una prospettiva personale e originale, filtrata dal cinema e dalla narrativa noir, e nelle quali inseriva molti degli elementi distintivi di questo genere narrativo: il passato che ritorna, l’ineluttabilità del destino, l’impossibilità della redenzione, la predestinazione alla sconfitta.
Successivamente, per propria disposizione o su indicazioni editoriali, si è calato maggiormente nel classico canone western del personaggio, ma con questo suo ultimo lavoro sembra recuperare quel particolare ed efficace “Tex-noir” degli inizi.

La Pattuglia Scomparsa Int

Con il co-protagonista di questa storia, il tenente delle Giubbe Rosse Louis Lagarde, Ruju affronta un altro dei nuclei tematici del noir: la perdita della memoria, le amnesie, la rimozione degli eventi traumatici e la frammentarietà dell’io, che lo accomunano ad altri personaggi tormentati e perseguitati dal passato da lui ideati per la collana come il ranger Jack Loman, il bandito redento Guillermo Blanco e il meticcio Makua.
Come a fare da contrasto ad atmosfere così cupe, la storia viene calata in una ambientazione totalmente bianca e innevata, che richiama classici del cinema western come La notte senza leggeIl grande silenzio e The Hateful Eight.

La sceneggiatura è costruita efficacemente intorno a diverse linee di trama che vengono fatte poi convergere nel finale, una struttura narrativa utile a non fare mai calare la suspense. Tra gli altri meriti dello sceneggiatore c’è poi anche quello di riuscire a giostrare in modo corretto e appropriato la coppia Tex/Carson, una dinamica che non riesce a tutti gli scrittori della serie che spesso scadono in una rappresentazione del “vecchio cammello” eccessivamente logorroica e lamentosa.

Il Gelo E La Furia Int

Le criticità della storia sono nell’utilizzo di alcune scorciatoie narrative eccessivamente facili (ad es. Carson che si fa scappare fuori scena Big Frank, un escamotage che nell’economia della vicenda ci può stare ma che andava orchestrato in maniera più credibile) e nell’impossibile sincronismo con cui tutti gli eventi alla fine si incastrano temporalmente tra di loro. Intendiamoci, l’arrivano i nostri finale è un classico della narrativa avventurosa, ma Ruju tende ad abusare dei “salvataggi dell’ultimo secondo”, che fanno indubbiamente aumentare il climax del racconto, ma tendono anche ad abbassare pericolosamente la soglia della sospensione dell’incredulità.

L’inconfondibile “linea latina” del disegnatore catalano Alfonso Font è il notevole valore aggiunto di questi due albi: il suo bianco e nero stilizzato ma quanto mai espressivo, oltre a essere uno spettacolo per gli occhi, si attaglia perfettamente all’ambientazione gelida e alla carica emozionale della sceneggiatura, ed è perfetto sia nella rappresentazione degli ambienti, che nella caratterizzazione dei personaggi.

Font, uno dei riconosciuti maestri del fumetto internazionale, collabora a Tex dal lontano 1998 (esordì con il Texone Gli assassini, uno dei più apprezzati della serie) ed è ormai uno dei veterani della testata. Ha realizzato in particolare molte avventure ambientate nel Grande Nord (la più celebre delle quali è sicuramente Nei territori del Nord-Ovest) e dopo una lunga collaborazione con Mauro Boselli, ultimamente lavora spesso su sceneggiature di Ruju, per le quali ha dato vita a dei villain magistralmente delineati (ricordiamo, tra gli altri, il protagonista della storia Wolfman).

Abbiamo parlato di:
Tex #760 – La pattuglia scomparsa, #761 – Il gelo e la furia
Pasquale Ruju, Alfonso Font
Sergio Bonelli Editore, gennaio/febbraio 2024
110 pagine, brossurato, bianco e nero – € 4,90 cad.
ISSN: 977112156104640760, 977112156104640761

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