Il riverbero nichilista di “Zankyo” di Tsutomu Takahashi

Il riverbero nichilista di “Zankyo” di Tsutomu Takahashi
Da Tsutomu Takahashi, autore di “Jiraishin”, un manga crudo in cui non sembra esserci spazio per il futuro; eppure tre persone coltivano l’inaspettata speranza di una vita insieme alla ricerca di affetto e riscatto.

In Italia abbiamo conosciuto lo stile di Tsutomu Takahashi grazie a Jiraishin, nel quale già presentava la sua visione nichilista, bruta e disincantata della condizione umana: un noir violento reso ancora più cupo dal tratto nervoso e denso di neri dell’autore.

In  Zankyo – Riverbero, sua più recente opera in patria e tradotta da , le atmosfere si fanno ancora più disperate e crude, l’umanità protagonista ancor più priva di morale e di empatia. E quando qualcosa di diverso, di migliore, sembra spuntare a dare un senso a vite altrimenti vuote, angosciate e apatiche, questo non sembra destinato a durare che il tempo di un colpo di pistola.

Satoru è un ragazzo che non pare avere uno scopo nella vita: passivo, indifferente agli altri, incapace di provare emozioni, annoiato e senza nessuna spinta capace di cambiare il suo essere. Eppure è sufficiente una strana eredità, una pistola donatagli da un ex-yakuza assieme ai segreti della sua vita criminale, a mettere in moto una serie di eventi capaci di dare uno scopo alla sua esistenza. Così incontra Daigo, un bellissimo travestito, trastullo del locale boss della malavita, e il piccolo orfano Kayia: i tre scoprono di poter unire le loro solitudini e disperazioni in una famiglia e di coltivare assieme una vaga idea di  futuro, qualcosa per cui combattere e in  cui riporre speranza anche in un mondo tanto disperato, perverso, respingente e che sembra averli irrimediabilmente segnati e portati al limite della pazzia.

Dietro una storia di vendetta, violenza e regolamento di conti, il rapporto tra i tre protagonisti porta avanti un ritratto assolutamente aperto di famiglia concentrandosi sui sentimenti, sul bisogno di accettazione e di reciproca comprensione indipendentemente dal genere e dai legami parentali. Il tutto senza marcare il concetto, senza sfruttare il canovaccio noir per portare forzatamente avanti un messaggio, ma stupendo piuttosto per la naturalezza con cui delinea questi rapporti e quanto essi risultino convincenti e dolorosamente forti. Questi sentimenti sono di fatto l’unica fonte di umanità e di normalità di tre personaggi altrimenti incapaci di stabilire un rapporto con gli altri, un po’ perché la vita li ha portati a vivere realtà nelle quali questo non è possibile, un po’ perché forse incapaci di socializzare con il prossimo.

Il segno di Takahashi è composto di linee spesse, forti e decise, con un uso abbondante del tratteggio per dare volume e creare ombre. L’incedere del racconto passa da scene rarefatte, lente, ad altre in cui l’azione è maggiormente concitata ma raramente confusa – e in questo spiccano in negativo un paio di scene nel primo volume nel quale sembra che l’autore si sia fatto prendere dalla fretta sfociando in un involontario ridicolo, come nell’attentato fallito al boss Ookuma.

Tutto il fumetto è pervaso di un’atmosfera di scoramento e disillusione, resa attraverso i lunghi silenzi, gli sguardi bassi, le ombre sui volti. Il mondo “altro” rispetto ai tre protagonisti rispecchia nei lineamenti dei visi la stessa grettezza morale che caratterizza le loro azioni e le loro intenzioni.

Con Zankyo – Riverbero Takahashi conferma di trovarsi a suo agio con il noir, con le atmosfere decadenti e con personaggi disperati. Soprattutto, in questi tre volumi dà vita a un racconto compiuto, con personaggi che vivono il proprio arco narrativo in maniera credibile; se per la loro vita e per la loro caratterizzazione forse è difficile immedesimarvisi, quando esternano i loro disperati sentimenti e la loro voglia di una esistenza felice sanno colpire il lettore e restano impressi con dolore e malinconia.

Abbiamo parlato di:
Zankyo – Riverbero #1/3
Tsutomu Takahashi
Traduzione di Asuka Ozuni
Dynit Manga, 2019
192/212/216 pagine, brossurati, bianco e nero – 15,90 € cad.
ISBN 9788833550619/9788833550626/9788833550633

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