Il ritorno di Superman, Scooby Doo aiuta gli esercenti USA

Il ritorno di Superman, Scooby Doo aiuta gli esercenti USA
in questo appuntamento, il futuro ruolo di Superman nell'universo cinematografico DC Comics, Scooby Doo e la Warner aiutano gli esercenti USA e altre news.

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Nei giorni scorsi ha sorpreso la notizia che l’attore Henry Cavill sia in trattative con la Warner Bros per riprendere il ruolo di Superman in futuri film DC Comics.
Il legame di Cavill con il personaggio dell’uomo d’acciaio non è mai stato veramente messo in discussione negli ultimi anni in maniera ufficiale da parte della major, anche se il futuro di Superman all’interno dell’universo cinematografico è rimasto alquanto nebbioso, soprattutto in virtù del flop di Justice League.
Circa due anni fa, in una puntata di Nuvole di Celluloide incentrata proprio su Superman, avevamo evidenziato come le voci riguardanti facessero probabilmente parte di una strategia all’interno di una negoziazione più ampia tra la major e l’attore. Ora che queste impressioni sono state confermate dall’ufficialità è importante capire in che modo l’alter ego di Clark Kent possa dare un contributo (narrativo e di immagine) a un universo cinematografico che, negli ultimi due anni, è riuscito a risollevarsi grazie in primis a pellicole standalone quali Wonder Woman, Aquaman e Shazam ma anche e soprattutto se questa nuova strada intrapresa dal personaggio è da guardare in un’ottica positive oppure negativa.
Da un certo punto di vista, infatti, che Henry Cavill sia stato richiamato a interpretare l’iconica figura è certamente un fattore positivo, in quanto ormai l’attore è riconosciuto appieno in quel ruolo dalla maggior parte del pubblico oltre al fatto che negli ultimi tempi, prima con la sua partecipazione a Mission Impossible: Fallout e successivamente alla serie targata Netflix The Witcher, Cavill sia riuscito a ritagliarsi due importanti successi per la sua carriera.

La questione che invece può portare a elementi negativi è proprio il suo ruolo all’interno del DCEU, in quanto bisogna vedere se le future partecipazioni a film DC Comics rivestiranno una certa importanza a livello di trama, sull’esempio di quello accaduto con Tony Stark in Spider-Man: Homecoming. In questo senso, sarebbe affascinante osservare Superman nel ruolo di mentore, o comunque di una figura di riferimento per altri eroi alle prime armi, ampliando la sua caratterizzazione rispetto a quanto visto in , Batman V Superman: Dawn of Justice e ovviamente il tribolato Justice League.
Anche se l’esempio di Tony Stark potrebbe calzare a pennello, di recente Scott Mendelson di Forbes ha evidenziato come il paragone più esatto da fare sia invece quello con il Bruce Banner/Hulk interpretato da Mark Ruffalo. Come Superman, anche il Golia Verde ha avuto un suo franchise rimasto un capitolo a sè, e così come Hulk è poi stato utilizzato in svariati film dei Marvel Studios, è molto probabile che anche l’azzurrone si appresti a fare la stessa cosa.
Gli elementi negativi in una scelta del genere potrebbero essere quelli di percepire il futuro “nuovo utilizzo” di Superman più che altro come un ridimensionamento, in quanto è ormai palese come la Warner Bros., almeno per il momento, non veda come finanziariamente solido un sequel di Man of Steel e voglia più che altro mantenersi prudente per quanto concerne l’uomo d’acciaio. In questo senso, la formula del team-up con altri eroi ma in chiave meno “action” rispetto a quanto visto con il Batman di Ben Affleck, potrebbe essere la cosa più intelligente da proporre, fornendo non solo una nuova boccata d’aria fresca al personaggio ma permettendogli di  presentarsi al pubblico in un modo alquanto inedito.
Al momento, comunque, qualsiasi ipotesi resta di fatto tale anche alla luce del particolare che le trattative attuali non comprenderebbero ancora cameo di Superman in altre pellicole, a conferma che la vicenda sia tutta in divenire e foriera di ulteriori sviluppi.

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Henry Cavill in Man of Steel. Quale futuro per l’uomo d’acciaio nell’universo cinematografico DC Comics?

Scooby!

Nonostante l’attesa nuova pellicola su Scooby Doo non sia uscita nei cinema, a causa della pandemia di Covid-19, la Warner Bros. nei giorni scorsi ha dimostrato tutto il suo affetto per gli esercenti dei cinema USA, al momento ancora chiusi, condividendo con alcuni le entrate dell’uscita digitale e in PVOD di Scooby!.
La major americana ha infatti realizzato un sistema per il quale tutti coloro che ordinano la pellicola diretta da Tony Cervone tramite il sito Web di un esercente verrà reindirizzato a un altro sito Web in cui è possibile acquistare o noleggiare il titolo. Mentre la Warner Bros. non ha rivelato i termini della quota di compartecipazione alle entrate su Scooby!, alcune fonti hanno rivelato che quei siti web che dirigono il traffico otterranno una quota delle rispettive entrate guadagnate attraverso il loro sito, circa il 10% di ogni acquisto o noleggio effettuato.
Tra i cinema “virtuali” che hanno partecipato all’iniziativa vi sono B&B Theatres, Cineplex Odeon, Alamo Drafthouse, Larry H. Miller Megaplex, Marcus, National Amusements, Studio Movie Grill, Santa Rosa Entertainment, Roadhouse e Cinemagic.
L’evento è di per sè un qualcosa di molto significativo, se si pensa alle recenti polemiche causate dall’uscita in digitale di Trolls World Tour da parte della Universal, che ha visto gli esercenti decidere di non programmare più film della major, ed evidenzia l’importanza che la Warner dà alle sale cinematografiche, anche in vista dell’uscita nelle sale di Tenet e di Wonder Woman 1984.

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Animazione e Covid-19

Lo studio di animazione Curveball Media ha creato un cortometraggio animato per aiutare il Wellcome Trust a raccogliere 8 miliardi di dollari per la ricerca sul COVID-19. Scritto e progettato per attirare persone di ogni nazionalità, l’animazione è stata presentata ai leader globali, responsabili delle politiche G7 e G20, FMI, Banca mondiale, leader aziendali e filantropi nell’ambito dell’evento di risposta globale al Coronavirus della Commissione europea, presentato lo scorso 4 maggio.

Una delle sfide con la creazione di cose come questa è il collegamento emotivo con un gran numero di persone provenienti da una vasta gamma di nazionalità e background – ha commentato il direttore creativo di Curveball, Oliver Lawer – Tutti sono stati colpiti dal virus in diversi modi e dovevamo creare qualcosa che riunisse le persone. Ha fatto loro vedere e sentire il quadro più ampio e l’impatto di ciò che potrebbe essere raggiunto dall’azione collettiva. Il messaggio doveva spostare i dubbiosi da una posizione di “Non finanzierò questo” a “Finanzierò questo”.

Abbiamo chiesto a Curveball di scrivere e progettare un video che rappresenti un caso chiaro e convincente per gli investimenti nella ricerca e in che modo la ricerca è una parte essenziale di qualsiasi risposta alle epidemie – ha dichiarato Lara Clements, responsabile dell’audience e della valutazione di Wellcome Trust – Avevamo bisogno del video per chiarire quali lacune esistano nella ricerca e perché vi sia l’urgenza alla base di questo nuovo invito a finanziare. Quel messaggio doveva anche incoraggiare un senso di speranza riguardo alle soluzioni collettive e ai progressi compiuti. E crediamo che lo faccia molto bene.

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