Il ritorno di Caput Mundi: Nero

Il ritorno di Caput Mundi: Nero
Nero assume il ruolo di protagonista assoluto e Michele Monteleone e Dario Sicchio ci raccontano una storia dalla forte impronta pulp ambientata nell'universo oscuro creato da Roberto Recchioni.

caput-mundi-i-mostri-di-roma-1-linferno-e-vuoto-e1543760258867_Recensioni L’inferno è vuoto è il titolo del primo numero della seconda stagione di Caput Mundi, l’universo fittizio di stampo horror/pulp ideato da , creato prendendo spunto da una struttura narrativa tanto cara a una moltitudine di comics made in USA, a cominciare dai prodotti Marvel, in cui anche vicende all’apparenza scollegate risultano infine unite da un unico filo conduttore.

L’albo preso in esame, sceneggiato da e , narra le vicende di Nero, un personaggio già visto in precedenza e qui promosso a protagonista assoluto delle vicende, impegnato a debellare i loschi piani de La Mummia, un pericoloso criminale del passato che sembra essere tornato misteriosamente dall’aldilà.

L’incipit, che può essere considerato come una delle parti maggiormente d’effetto dell’opera, mette in scena un concentrato di sesso e violenza capace fin da subito di settare il mood pulp di cui è ammantata tutta la storia; dopo l’inizio esplosivo, il ritmo dell’albo rallenta leggermente, arrivando in alcuni punti a risultare un po’ blando per via di alcune scene di dialogo tirate troppo per le lunghe.

L’opera però, nonostante qualche lieve calo di ritmo nella parte centrale, riesce a risultare godibile, dando il meglio di sé durante le scene action che, seppur non presenti in gran numero, sono state concepite in maniera soddisfacente, anche per merito di una sana dose di cattiveria in grado di incentivare ancora di più il lato folle e sadico di alcuni personaggi, come La Mummia.
Oltre al già citato incipit, i momenti in cui Nero affronta i propri avversari in corpo a corpo (così come quando la sua alleata Lamia sventra brutalmente gli aggressori), risultano ben strutturati e capaci di dare una grande impennata al ritmo.

5-2-e1543760318359_Recensioni Le scene maggiormente violente, mostrate in tutta la loro genuina crudezza, riescono ad ammantare l’opera di influenze stilistiche tipiche degli anni ’80-’90, vicine a storie comparse in albi cult come Splatter.

L’intreccio narrativo, a livello di continuity, pur facendo riferimento (per ovvie ragioni) a vari eventi visti in precedenza, riesce a risultare perfettamente fruibile anche da chi non ha letto i numeri precedenti, soprattutto grazie alla caratterizzazione del rude protagonista, un antieroe tormentato dai propri demoni interiori ma comunque capace, almeno in questo primo numero, di mostrare empatia verso il prossimo e in grado di far appassionare il lettore alle vicende in maniera tanto semplice quanto efficace.

Gli autori hanno poi scelto di fare qualche rimando (anche spassoso) a un certo tipo di elettorato senza però calcare troppo la mano su di un lato politicamente scorretto e/o iconoclasta che non avrebbe sicuramente guastato in una storia di questo tipo.

Il tratto di Francesco Mobili e Pierluigi Minotti risulta solido e privo di sbavature, in grado di supportare al meglio il tono cupo delle vicende grazie anche a un sapiente utilizzo delle ombre; degne di nota poi le numerose splash page presenti, capaci di valorizzare ancora di più la cura per il dettaglio dei vari disegni, sia per quanto riguarda i primi piani, sia per le figure intere.
Ben ricreati anche gli ambienti, rappresentati in modo realistico grazie ad alcuni piccoli particolari, come le numerose crepe presenti su muri, in grado di “sporcare” in maniera credibile tutte le location in cui si muovono i personaggi, accrescendo ancora di più il lato cupo delle tavole.

Caput Mundi è quindi un albo non perfetto ma comunque dalla struttura narrativa solida e in linea di massima godibile, capace di instillare nel lettore la giusta dose di curiosità per i numeri successivi.

Abbiamo parlato di:
Caput Mundi – I mostri di Roma: Nero (L’inferno è vuoto)
Michele Monteleone, Dario Sicchio, Francesco Mobili, Pierluigi Minotti
, novembre 2018
142 pagine, brossurato, bianco e nero – 5,50 €
ISBN: 9788869116537

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