
In questa cittadina sull’Adriatico, però, ci sono anche splendidi esempi di quella meglio gioventù resiliente che si trova in ogni città accartocciata su sé stessa e che sboccia come quei fiori gialli che spuntano tra le crepe del cemento. Non mancano, per esempio, le associazioni culturali, tante, che negli anni ho visto nascere, provarci, morire e rinascere dalle proprie ceneri, accanto ad altre che hanno resistito e si sono fatte e si stanno facendo belle e forti.
T.eS.L.A. – Tempi e Spazi Liberamente Attivi è una di queste. Nata nel dicembre 2013 da un nucleo direttivo di ragazzi di età compresa fra i 17 e i 25 anni, T.eS.L.A. ha voluto far fronte ai bisogni comuni dei suoi fondatori: quello di spazio – mentale, materiale, condiviso – e quello di riappropriazione del proprio tempo, con le sole armi della cultura e della condivisione.
Tante sono state le iniziative di T.eS.L.A. in questi anni, con uno stop di dodici mesi dovuto a un riassetto interno anche in seguito a un cambio fisico di sede. Ma quella di cui tengo qui a raccontare è l’esperienza del PULP Fest, un festival di arte, illustrazione e fumetto che è stato organizzato in modo del tutto sperimentale per la prima volta un anno fa, dando vita a una serata – quella del 30 dicembre 2018 – dal grandissimo successo.

Durante la sua prima edizione il PULP ha ospitato ventidue artisti pugliesi impegnati nell’area market e a esibirsi in una lunga sessione di live painting, un concerto dal vivo, un Dj set, mostre, proiezioni di cortometraggi e soprattutto un incontro che si è reso indimenticabile per la sua portata non solo culturale ma anche emotiva, soprattutto con i mesi a venire. Il PULP infatti, lo scorso anno, ha ospitato Coma Empirico e AkaB23. Gabriele è rimasto, per i ragazzi di T.eS.L.A. il padrino del PULP. Quella sera li ha incoraggiati ad andare avanti ed è quello che è stato fatto.
Quest’anno ovviamente e purtroppo Gabriele non era su quel palco dove dodici mesi prima aveva parlato, davanti a un teatro strapieno, del mestiere di fumettista e del suo lavoro artistico e concettuale, come in un flusso di coscienza di pensieri e parole che nessuno voleva finisse. Ma è stato ricordato – impossibile non farlo – e alla sua presenza hanno fatto seguito altri tre grandi nomi della scena artistica italiana: i suoi amici e colleghi del progetto Stigma Pablo Cammello e Spugna, e Fabio Magnasciutti.
Quando qualche mese fa Serena Brattoli, altra giovanissima molfettese dal grande talento artistico (per noi ha realizzato un iconico Immagina Lo Spazio Bianco), che del PULP è la direttrice artistica, mi ha chiesto di occuparmi del talk con i tre ospiti, non ho potuto dirle di no. E non l’ho fatto per coccolare la mia parte un po’ egocentrica ed esibizionista con una presenza su un palcoscenico e una platea di 200 persone e nemmeno perché conosco Serena da quando era una ragazzina – lei come tanti altri degli artisti e giovani tanto più giovani di me che erano presenti, dei quali mi considero un po’ la zia e la madrina (ecco il mio egocentrismo a briglia sciolta!).
L’ho fatto perché mi sono divertita e perché mettermi a disposizione di una realtà così bella e viva, collaborare per settimane con queste persone e veder prendere vita una creatura così importante che tanto, pubblico ha attirato in uno spazio come quello della Cittadella degli Artisti, che fino a qualche anno fa sembrava destinato all’oblio per cattiva gestione e non curanza delle amministrazioni comunali… Beh, fare tutto questo ricarica di energia, speranza, bellezza e voglia di fare anche in posti, come Molfetta, che a volte sembrano più grigi del suo mare quando a dicembre soffia la tramontana.

Così il 29 dicembre 2019, ultima domenica dell’anno, il PULP Fest è stato più esplosivo della sua prima edizione. Il format si è ripetuto fedele a un anno, fa, semplice, pulito, lineare: le mostre degli artisti presenti allestite nell’area bar, il teatro a disposizione per la visione dei cortometraggi e per il talk, l’area mercato per assistere anche al live painting, al concerto di K-Ant Combolution e al Dj set di Dj Puppet, dalle 18.00 fino a oltre la mezzanotte, per una serata di arte, musica e divertimento.
“Un’organizzazione della madonna e tutta gente bellissima”, ha scritto su Facebook Cammello – che per il PULP 2019 ha anche realizzato la bellissima illustrazione della locandina a tema ambientalista. Una serata che è sembrata una festa, con la musica fino a tardi e la coda chilometrica al bar, ma che non ha avuto sbavature come un festival serio e importante che si rispetti.
Quando ho pensato di scrivere questa cronaca sentimentale e poco precisa le ho anche subito dato il titolo che leggete. Ma ora mi domando se sia giusto parlare del PULP come di un “piccolo miracolo”. Il PULP Fest non è un miracolo né piccolo né grande: è una realtà, fatta da persone reali, fatta di impegno, dedizione, tempo speso in riunioni, infiniti scambi di mail e chat confuse su WhatsApp, tempo sottratto allo studio, al lavoro e agli affetti, stress, tensione, paura e poi l’incendio finale dell’infinita gioia e del risultato che ripaga di tutto, dei mesi di lavoro spesi e di quelli che ancora si spenderanno per l’edizione che verrà, a cui già i ragazzi di T.eS.L.A. stanno già pensando e che io non vedo l’ora che arrivi!
E sono, siamo certi che Gabriele sia molto contento di tutto questo.
