Il primo Speciale Tex Willer: “A Christmas Carol” in salsa texiana

Il primo Speciale Tex Willer: “A Christmas Carol” in salsa texiana
Per il primo speciale della testata “Tex Willer”, Mauro Boselli mette in piedi un tipico racconto natalizio regalando di fatto ai lettori quattro storie che spaziano dal western all’horror, tutte illustrate da Marco Ghion.

Sulle selvagge Uintah Mountains, in una gelida notte di dicembre, si incrociano le piste di tre fuorilegge, una ragazza rapita, un gruppo di agenti Pinkerton e un certo cavaliere dalla camicia gialla e la mira infallibile. Nasce così, in mezzo al vento di una blizzard, il primo Speciale della serie Tex Willer che, varata con ampio successo a Lucca Comics 2018, propone le avventure del giovane Tex.

Speciale questo albo lo è davvero. Lo si deduce subito dalla copertina di Maurizio Dotti in cui la polvere e il sole del Sudovest cedono il passo a paesaggi gelati e buie foreste. Le atmosfere invernali sono infatti il punto di forza della vicenda: prendendo spunto dall’usanza anglosassone di raccontare, durante la notte santa, delle storie di paura davanti al caminetto, gioca sugli elementi-simbolo del Natale (la baita, la neve) e imbastisce una fabula solida che avvince e, nonostante un ultimo atto un po’ affrettato, convince.

Boselli – lo ha ammesso a più riprese – si diverte a scrivere questa serie che ha meno vincoli e aspettative di quella storica, quindi, come il giovane Tex, osa. Messi da parte i meccanismi narrativi più convenzionali della saga del Ranger e accantonata l’eccessiva verbosità che spesso gli viene imputata, lo sceneggiatore aumenta il ritmo e guida il lettore al finale senza cali di tensione. Largo merito, sotto questo aspetto, va ai dialoghi riusciti e al taglio cinematografico delle vignette.  

Numerosi sono infatti gli omaggi al cinema: in primis a Il grande silenzio (1968) di Sergio Corbucci, singolare western “ad alta quota”, mentre la seconda parte rimanda senza dubbio al claustrofobico emporio di Minnie, set del tarantiniano The Hateful Eigh (2015). Si dimostra così uno dei teoremi fondamentali della Frontiera: se un buon numero di pistoleri si ritrova in un luogo isolato a causa di una tormenta, in breve tempo volerà del piombo caldo.

Ma il punto di forza di questo Speciale sono le tre storie horror – segnalate graficamente da una efficace bicromia – che scandiscono la narrazione e, per questo, possono essere fruite anche in modo del tutto autonomo. La prima (che racconta la surreale fuga di un bandito) e la terza, con al centro una vendetta, riecheggiano Tiziano Sclavi e il miglior Dylan Dog. La seconda sembra invece uscita dalla penna di Edgar Allan Poe o di Camillo Boito e presenta la tipica struttura della ghost-story ottocentesca, con la scoperta casuale di un manoscritto e una sequenza metaletteraria.
Inserire questi tre quadri nel plot è una mossa che paga e conferma come la struttura ad episodi, sperimentata di recente dai fratelli Coen ne La ballata di Buster Scruggs (2019), sia un’ottima soluzione per un genere, come il western, che vive proprio di scene collaudate e ambienti iconici. Anche su Zagor, tornando al fumetto bonelliano, nel maxi annuale I racconti di Darkwood, ricorrono da ormai tre anni ad un espediente simile con ottimi risultati.

La riuscita dell’albo è merito anche di Marco Ghion, alla sua prima prova con il Ranger di casa Bonelli, che sfodera un buon talento grafico. Lo vediamo infatti alternare un tratto essenziale e dinamico (le tavole della valanga e dell’uccisione dell’orso) a uno più descrittivo e dettagliato per le scene di interni. Il suo Tex, fresco e grintoso, richiama la tradizione, ma è il frutto di una rielaborazione intelligente e personale.

Abbiamo parlato di:
Speciale Tex Willer #1 – Fantasmi di Natale
Mauro Boselli, Marco Ghion, Gianmauro Cozzi (colori)
, dicembre 2019
128 pagine, brossurato, bianco e nero – 6,90 €
ISSN: 97727047580069001

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