Il nuovo Batman e la strada della Warner

Il nuovo Batman e la strada della Warner
In questa puntata, parliamo del nuovo film di Batman senza Ben Affleck, dll'estetica di Birds of Prey e dei problemi di Bryan Singer e del film su Red Sonja.

La notizia annunciata nei giorni scorsi riguardo la data di uscita ufficiale di The Batman, e la conferma che non sarà il protagonista della nuova pellicola diretta da in quanto incentrata su un giovane uomo pipistrello, ha di fatto chiuso una querelle che durava da troppo tempo (e che aveva stressato lo stesso Affleck) e confermato la nuova direzione intrapresa dalla Warner.

La scelta di optare per un nuovo Batman, più giovane, e soprattutto su un film che catturi l’aspetto da detective del personaggio, evidenziando un elemento mai esplorato pienamente nei film precedenti, è la conferma che la major americana ha ormai costruito una strategia che punta su tre livelli.

In primis, la realizzazione di film facenti parte dell’universo cinematografico ufficiale, ma non per questo collegati tra loro da riferimenti onnipresenti (il recente conteneva un solo accenno a Justice League), la presenza di pellicole che presentano i personaggi in contesti non attuali (The Batman e il film sul con ) e infine l’opportunità di offrire al pubblico differenti piani di intrattenimento, mantenendo alta la libertà creativa dei registi e puntando sugli script giusti.

Il nuovo film su Batman è forse la scommessa più forte di questa nuova direzione, in quanto è il primo, vero personaggio di un certo peso e titolare di un franchise a essere praticamente rilanciato in una versione più giovane, mentre solo pochi mesi fa lo stesso personaggio veniva presentato in quella impersonata da Ben Affleck. Ovviamente, in questa decisione ha certamente pesato la non buona accoglienza riservata a Batman V Superman: Dawn of Justice e Justice League, che hanno visto maggiormente colpito proprio il Bruce Wayne di Affleck.

Resta da vedere se l’attore abbia comunque definitivamente appeso il costume al chiodo, in quanto il suo personaggio, ovvero il Bruce Wayne disilluso e invecchiato che ha combattuto Superman e in seguito formato la Justice League, esiste ancora nell’universo cinematografico DC. Da questo punto di vista, potrebbero non essere impensabili brevi cameo di Affleck, anche se il tutto resta una mera ipotesi poco realista che cozza con quella che sembra l’opzione Warner. Una opzione che sarebbe al momento quella di fare sparire lentamente il Batman di Affleck e ricreare un immaginario sull’uomo pipistrello presso il pubblico, poco importa se su un altro livello temporale.

Un immaginario da ricostruire a cui punta fortemente il regista Matt Reeves, che già con alcune dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi, ha stimolato l’interesse dei fan e del pubblico nei confronti della nuova pellicola. Il ruolo da detective dell’eroe di Gotham che il regista vuole riscoprire, fa sì che questo progetto possa essere visto in una ottica nuova per il genere dei film tratti dai fumetti, e per il genere supereroistico in generale. Reeves ha già lasciato trasparire che il genere a cui guarda è quello noir e che all’interno del film ci sarà più di un villain facente parte della rogue gallery di Batman.

La curiosità quindi riguarda il modo in cui questi supercriminali saranno utilizzati nel contesto di una pellicola che guarda all’esplorazione del lato da detective di Bruce Wayne, piuttosto che a un mero confronto, fatto di tecnologia e pugni, tra il pipistrello e i suoi avversari. In questo contesto si racchiude un’altra scommessa per la Warner, che potrebbe sorprendere pubblico e addetti ai lavori, andando quindi oltre il lavoro compiuto in anni recenti da Christopher Nolan.

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Birds of Prey

Nei giorni scorsi sono ufficialmente iniziate le riprese di Birds of Prey (and the Fantabulous Emancipation of One Harley Quinn), lo spin-off di Suicide Squad che vedrà tornare nel ruolo della folle Harley Quinn l’attrice Margot Robbie. L’avvio della lavorazione è stato annunciato attraverso un video ufficiale della durata di pochi secondi, che ha velocemente presentato alcuni dei personaggi presenti nella pellicola diretta da Cathy Yan, tra cui ovviamente Harley Quinn.

Quello che ha subito colpito del video (che tra l’altro stimola il pubblico a tenere desto l’interesse verso la pellicola) e che alcuni addetti ai lavori hanno evidenziato, è la sua estetica visiva, puramente debitrice degli anni ’80. Un fattore questo sottolineato da Richard Newby su The Hollywood Reporter:

Il primo sguardo su Birds of Prey presenta questi personaggi non come supereroi e supercriminali, ma come rock star. Indipendentemente dalle critiche che Suicide Squad ha ricevuto per la sua estetica, ha evidenziato una forte identità visiva, con rimandi sia al materiale di origine dei fumetti che alla moda hip-hop punk. Yan, pur apparentemente impiegando un po’ più di sottigliezza in alcune delle scelte nei costumi, sembra aver utilizzato un’identità di moda per questi personaggi che non li rimuove dal mondo di Suicide Squad. Mentre siamo ancora lontani dal vedere come questi attori impersoneranno queste icone fumettistiche, i look mostrati in questo filmato ci danno qualche indicazione su cosa possiamo aspettarci dalle loro caratterizzazioni.

In questo caso il lavoro dei costumisti assume un significato importantissimo nel marketing iniziale riguardante Birds of Prey, dandoci un primo assaggio delle possibili caratteristiche dei personaggi, mentre ci toccherà aspettare per capire quale sarà il tono narrativo di questo film, possibile nuovo successo dell’attuale rilancio DC al cinema.

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, Red Sonja e Milllennium

Dopo la conferma del regista Bryan Singer alla regia dell’adattamento cinematografico di Red Sonja, in seguito a nuove accuse di molestie, l’attenzione si è spostata sul produttore Avi Lerner e sulla Millennium Films.
The Hollywood Reporter ha infatti pubblicato un interessante reportage riguardante proprio Lerner e il suo studio, i quali starebbero cercando di limitare i danni (cosa già fatta attraverso un comunicato) e un possibile boicottaggio del progetto su Red Sonja da parte dell’establishment hollywoodiano.
Secondo l’articolo, al momento la Millennium, nonostante abbia ricevuto numerose mail e telefonate che minacciavano di ostacolare la pellicola, non pare veda un pericolo imminente, come rivelato dallo stesso Lerner.

Nessuno mi ha chiamato, non da un’agenzia. Ho ricevuto il sostegno dal capo di uno studio che mi ha detto: ‘Ben fatto, Avi. Rimani fedele a ciò in cui credi, le persone dovrebbero essere innocenti finché non saranno dichiarate colpevoli’. Nessuno mi ha detto che non ha intenzione di lavorare con me.

Questo atteggiamento, secondo THR, sarebbe in gran parte dovuto al grande successo riscontrato da Bohemian Rhapsody, che non solo si è rivelato un trionfo al botteghino, ma ha ottenuto numerose candidature agli Oscar e a vari premi, e a quanto pare vedrà il regista ricevere un compenso che si aggira sui 40 milioni di dollari, anche se la 20th Century Fox starebbe studiando con i suoi legali opzioni per non effettuare il pagamento.

Lo stesso articolo comunque sottolinea che le varie agenzie di Hollywood non nascondono un certo nervosismo nei confronti di un progetto cinematografico messo in produzione così rapidamente poco dopo la diffusione di accuse così gravi. Un nervosismo evidenziato da alcune dichiarazioni fatte in forma anonima alla rivista di spettacolo.
The Hollywood Reporter fa notare che il problema più grande potrebbe rivelarsi quello del casting, che con una pellicola il cui budget si aggira sui 70/80 milioni di dollari, dovrebbe quasi certamente puntare su grandi nomi, soprattutto star femminili.
Nell’era del movimento #MeToo, è possibile che alcune attrici o attori possano rifiutare di prendere parte a una pellicola il cui regista è sotto particolare osservazione, ma non solo lui.

Il sito evidenzia infatti che anche lo stesso Avi Lerner potrebbe trovarsi di fronte a una attenta valutazione dei suoi comportamenti passati. Il produttore, nel 2017, avrebbe affrontato una causa legale (poi risolta lo scorso autunno) da parte di una ex dipendente, la quale aveva affermato di essere stata sottoposta a un ambiente di lavoro discriminatorio, molesto e misogino. L’evento più importante, però riguarderebbe le accuse fatte dall’attore Terry Crews davanti al Congresso degli Stati Uniti, il quale avrebbe riferito di minacce da parte del produttore riguardanti una causa contro Adam Venit, agente di Sylvester Stallone, durante le riprese di Mercenari 4.

Una situazione quindi, quella di Red Sonja, che non si ferma soltanto a Bryan Singer, ma che potrebbe avere un effetto più ampio. L’inizio della lavorazione della pellicola è previsto in Bulgaria in primavera, e solo nelle prossime settimane vedremo se le accuse nei confronti di Singer avranno in qualche modo intaccato un film che, già da qualche anno, veleggia nel limbo produttivo per svariate ragioni.

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