Il Muro: il “Fury Road” mediterraneo di Mario Alberti

Il Muro: il “Fury Road” mediterraneo di Mario Alberti
Star Comics presenta il primo dei tre volumi che andranno a comporre “Il Muro”, serie fantascientifica post apocalittica di Mario Alberti, in veste di autore unico.

IlMuro1Le prime pagine di Homo Homini Lupus, primo episodio della serie Il Muro, catapultano il lettore in uno scenario già visto in vari fumetti e film e già descritto in molti romanzi di stampo fantascientifico. L’ambientazione è quella post apocalittica di un mondo collassato e stravolto dai cambiamenti climatici, completamente desertificato – finanche nel Mar Mediterraneo – in cui la civiltà è scomparsa e l’umanità vive un’esistenza nomade, misera e violenta tra rovine abbandonate.

Se dunque il contenuto della narrazione non appare una novità, quel che invece colpisce immediatamente dall’inizio del racconto è la capacità di Mario Alberti di metterlo efficacemente in scena tanto da un punto di vista grafico quanto, soprattutto, per il taglio narrativo scelto.
Alberti catapulta il lettore fin dalla prima tavola in un mondo di cui non si forniscono coordinate per decifrarlo. Ci troviamo subito davanti al giovane protagonista, Solal, esperto in meccanica e fratello della piccola Eva, afflitta da una malattia cronica e che necessita costantemente di medicine sempre più difficili da trovare. Per questo Solal ha un obiettivo: superare il muro che circonda Ed3n, l’unico paradiso tecnologico rimasto sulla Terra e dove, si racconta, che salute e benessere siano ancora garantiti.

In poche tavole l’autore chiarisce immediatamente il percorso della storia e lo fa attraverso i dialoghi dei personaggi, senza trasformarli però in spiegoni didascalici. Il lettore apprende progressivamente le informazioni necessarie alla decodifica degli eventi che gli si parano davanti agli occhi ed è chiamato a farlo attraverso un impegno e un’attenzione nella lettura da porre tanto verso i disegni quanto verso il testo.
Alberti chiede, in altre parole, un lavoro attivo da parte del lettore e in cambio offre una trama dinamica senza pause e tempi morti, anche nelle tavole che funzionano da stacco tra le varie sequenze del racconto.

Il Muro_int_01La parte artistica è, come sempre quando si parla di Alberti, di qualità notevole. La struttura compositiva delle tavole è quella tipica del fumetto franco-belga, con una griglia a cinque strisce che il disegnatore a volte “decostruisce” in vignette di varie dimensioni che si sovrappongono a un’immagine di fondo più grande oppure si appoggiano l’una sull’altra. In alcuni casi, in pagine dove la gabbia è ben chiara ed evidenziata, una singola vignetta si stacca e si sovrappone alla struttura della pagina, a evidenziare un passaggio narrativo importante.
Le tavole a doppia pagina sono centellinate, riservate a momenti topici e anch’esse comunque utilizzano l’impostazione in vignette più piccole che portano avanti la trama e un’immagine di fondo, più grande, che trasmette il mood dell’ambientazione ambientazione.
Questa impostazione è ormai un marchio di fabbrica di che ha portato anche nel fumetto bonelliano, come nei cartonati alla francese di Tex Frontera e Cinnamon Wells e nel primo volume di Senzanima, la serie più adulta di Dragonero.

Anche lo stile dell’autore triestino è inconfondibile, un tratto realistico composto da linee nervose, segmentate e tratteggi sui quali va appoggiarsi il colore acquerellato che modula ombre e volumi.
L’ispirazione per ambientazioni, veicoli e abbigliamento dei personaggi in questo primo episodio de Il Muro rimanda a film come Fury Road: una tecnologia che nasce dall’assemblaggio di parti meccaniche dismesse e provenienti da oggetti di natura disparata e un paesaggio costantemente desertico, arido, polveroso in cui dominano i toni di giallo e di ocra nel terreno come nel cielo e in cui le notti sono un velo grigio privo di luce.
Nelle sequenze ambientate attorno al muro che chiude Ed3n balza agli occhi quello che sembra un rimando agli Eva di Evangelion nelle forme e nel design del gigantesco Cerberus e del drone posti a guardia della cittadella.
Il finale all’interno della cittadella crea un cliffhanger efficace in attesa del secondo volume e un cambio grafico evidenziato dall’arrivo nella palette cromatica di verdi, bianchi e azzurri e da un’ambientazione asettica, fantascientifica e aliena, ma non meno terrificante della precedente.

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Questo primo volume de Il Muro dunque, portato in Italia da sempre più attenta alle migliori proposte del mercato del fumetto franco-belga, è un buon viatico per una serie che se non completamente innovativa nei contenuti narrativi e in un certo modo derivativa anche per ambienti e scenari, è comunque capace di veicolarli stessi in modo accattivante e non banale e permette di scoprire un Mario Alberti sceneggiatore bravo quanto lo è come disegnatore, a ben due decenni di distanza dalla sua prima esperienza risalente alla fine degli anni ’90 con Legs Weaver Speciale #4 – L’immortale.
L’attesa è per i prossimi volumi e per vedere come si evolve la vicenda.

Abbiamo parlato di:
Il Muro vol #1 – Homo Homini Lupus
Mario Alberti
Traduzione di D. G. Caci
Edizioni Star Comics, 2020
48 pagine, cartonato formato 21×28, colore – 13,90 €
ISBN: 9788822617415

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