Il crowdfunding secondo Radium

Stefano Ascari, responsabile comunicazione del progetto Radium, ci svela qualche informazione tecnica sul crowdfunding.

, nato nel 2014 come Progetto Atomico, è riuscito nel giro di un anno a vincere la scommessa di produrre due serie a fumetti tramite il crowdfunding, e , oltre a iniziare la campagna di finanziamento di Zeroi.
, che con l’agenzia Intersezione gestisce la comunicazione delle varie iniziative di Radium, ci svela alcuni retroscena sul mondo del crowdfunding e sulla gestione delle campagne di finanziamento dal basso.

Il crowdfunding secondo Radium

Daniele Orlandini – Pinup per Rim City stampata in tiratura limitata, firmata e timbrata per tutti quelli che hanno scelto di ritirare il volume a mano

Radium, un anno appena compiuto tre campagne: due riuscite e una in corso. Un primo bilancio?
Un primo bilancio positivo. Radium era a Lucca un anno fa ad annunciare tre progetti e ci è tornato un anno dopo con due libri pubblicati per un totale di cinque edizioni. Senz’altro la proporzione tra fatica e risultato si può ancora migliorare: una campagna come quella di Rim City richiede una mole notevole di contenuti e una grande attenzione anche nella fase di follow up. Gestione dei dubbi dei funders, consegne, imprevisti…
Personalmente ho imparato molto sugli strumenti di comunicazione più indicati e sulla necessità di pianificare davvero tutto con grande anticipo.

Quali strumenti avete usato e con che modalità vi siete mossi?
Siamo partiti dalla pagina Facebook e dal portale del progetto. A contorno Pinterest, Google+ e Twitter. Abbiamo fatto anche prove su altri canali più atipici come Linkedin e Instagram con risultati alterni.

Ad esempio?
Facebook è ovviamente lo strumento più immediato: gli appassionati di fumetto (come quelli di tecnologia) sono presenti online, hanno network di follower molto focalizzati sul tema. I numeri principali li facciamo lì, ma al tempo stesso gli altri network, meno usati o meno presidiati, possono rivelarsi percentualmente più efficaci.
Deviantart, su Rim City, ad esempio ci ha portato un paio di bellissimi omaggi. E una trentina di interazioni molto determinate. Su più di mille finanziatori può sembrare poco… ma quante persone poi hanno ‘scelto’ Rim City incuriosite da quei due omaggi?
Su Twitter abbiamo dei risultati sempre emozionanti: soprattutto in termini di relazioni che producono interventi su altre piattaforme. Ma a volte è più facile essere “ascoltati” su Twitter o Linkedin che non su Facebook dove il flusso di informazioni è più intenso e caotico. Potendo sarebbe bello usare sempre tutti gli strumenti nella giusta proporzione, poi per motivi pratici si fanno delle scelte (su Quebrada ad esempio abbiamo spinto molto sui gruppi FB e su Twitter trascurando Pinterest e Deviantart).

Il crowdfunding secondo Radium

Lorenzo De Felici – sketch per la cover di Zeroi #1

Qualè il momento più difficile e quello più esaltante in una campagna di crowdfunding?
Il momento più difficile è la dannata “piana di Leng”, il momento in cui ti sembra che tutto sia fermo, che nessuno sia interessato. In realtà è proprio in quei momenti (che sono l’80% dei giorni della campagna) che si costruisce quel pubblico che poi, nel rush finale, è capace di portarti un 25% della campagna in 48 ore. Comunicare questo tipo di progetti è un lavoro martellante: non è questione di insistere o di convincere, è questione di intercettare la persona quando ha la voglia, la disponibilità economica e\o di tempo per fare quei 3 click che la separano dalla donazione. E questo può avvenire alle tre di notte o al sabato mattina. Ma è sempre il frutto del lavoro costante dei giorni precedenti.
Il momento più esaltante per Radium è ovviamente il rush finale: a un certo punto, anche se non lo ammetti per scaramanzia, vedi che le donazioni prendono velocità e che si è innescata l’onda e senti che ce l’hai fatta. Fai refresh ogni sette secondi fino a quanto arrivi al risultato. E poi inizi a tirare verso gli stretch goal.
In realtà per me i momenti più emozionanti sono due: quando vedi che nelle prime 24 ore la campagna supera il 10% del budget (che nella cabala di Indiegogo è considerato un primo indizio di possibilità di successo della campagna) e quando, a circa tre settimane dalla fine, iniziano a piovere omaggi, pin up, tavole… e la pagina letteralmente esplode.

Avete distillato una ricetta per questo tipo di finanziamento che oggi viene visto da molti come una possibilità concreta di trovare un proprio pubblico?
No, anzi credo che la stagione “due” di Radium sarà all’insegna della novità dal punto di vista dei formati e delle strategie. Abbiamo visto che alcune cose non vanno, che altre invece vanno sfruttate meglio… Ci sono alcuni fondamentali che sono indispensabili ma detti così suonano banali: avere una struttura informatica adeguata (sito e gestione dei perk post vendita), fare un business plan attento e curato, conoscere i canali social e studiare gli altri progetti analoghi. E poi mettere in pratica, giorno dopo giorno, per 60 e rotti giorni le buone pratiche suggerite da Indiegogo e dai vari canali. Tutte queste cose da sole non bastano ma sono direi una condizione di partenza che comunque non tutti osservano.

Il crowdfunding secondo RadiumPunti cardine del progetto?
Pagare gli autori e tutte le figure professionali coinvolte necessarie secondo lo staff di Radium a fornire un prodotto di qualità (dagli sceneggiatori, ai disegnatori, ai coloristi, ai letteristi e agli editor e via dicendo). Offrire una soluzione di minima a prezzo ultra contenuto (i 5 € del primo perk digitale). Su questo è stato sviluppato tutto il business plan con tutte le asimmetrie e le correzioni di rotta in corso d’opera.

Errori che non ripeterete?
Mettere due campagne “in stecca” come fatto con Quebrada, che è partita prima della fine di Rim City. Avevamo ipotizzato che ci potesse essere un effetto positivo di traino a iniziare qualcosa mentre un’altra stava ‘andando’ e pensavamo di poter promuovere insieme due serie alla volta con eventi e simili. Il rush finale di Rim City (e le celebrazioni successive) hanno calamitato la nostra tentazione per diversi giorni, togliendo fiato e un po’ di attenzione mediatica a Quebrada, che poi ha recuperato, ma è stato più impegnativo di quanto avrebbe potuto. Non è stato così. Il pubblico ha bisogno di riprendersi dallo stress emotivo della campagna (e anche noi) e di riposare mouse e portafoglio tra una campagna e l’altra.
Abbiamo anche sicuramente molto da migliorare sulla gestione delle spedizione e del rapporto con le fumetterie che ci hanno supportato in termini di tempi e modalità: con Rim City ci ha messo seriamente in difficoltà la concomitanza di Lucca Comics 2015, della chiusura dei volumi (i primi che mandavamo in stampa) e con la raccolta fondi dal vivo di Zeroi… ma ne stiamo uscendo e per Quebrada – Seconda Caduta stiamo giocando molto, molto d’anticipo.

Quali soddisfazioni e quali limiti?
Soddisfazioni, per noi come agenzia, l’aver portato a casa due campagne per un totale di quasi 80.000 € e quindi aver soddisfatto il mandato che Radium ci aveva affidato (di Zeroi non parliamo per scaramanzia visto che è ancora in corso). Come gruppo di lavoro credo l’entusiasmo di chi ci ha sostenuto e di scoprire un pubblico attento, intelligente e comprensivo che non ci ha fatto mancare osservazioni e complimenti. Limiti pochi. Una certa difficoltà a fare rete e la mancanza forse di occasioni di dibattito sul tema del crowdfunding visto in un’ottica più professionale e meno “sentimentale”.
Il ‘cuoré credo sia giusto che rimanga nella scrittura del fumetto, nella sua realizzazione, nel rapporto col pubblico: nel contesto del panorama editoriale forse bisogna iniziare a pensare in modo oggettivo a questo tipo di strategia come uno dei tanti modi per mantenere il settore dinamico e aperto. Un esempio: anche se non abbiamo ancora dati precisi sembra che i volumi di Rim City e di Quebrada (la ristampa della Città delle Maschere) siano andati molto bene a Lucca. Parlo dell’edizione SaldaPress (non delle copie destinate ai finanziatori che sommate sono comunque un buon numero) venduta insieme agli altri titoli della casa editrice. Mi piace pensare che la campagna di crowdfunding sia servita anche come gigantesca campagna pubblicitaria per quei titoli: quali altri albi oggi come oggi vengono promossi online per quasi sei mesi consecutivi (considerando la campagna vera e propria e tutto il follow up)?

Il crowdfunding secondo RadiumCome lavoro di comunicazione in senso stretto, come ti sei trovato a gestire questo progetto?
Un massa infinita di post e di contenuti da dosare e programmare e un’attività invece piuttosto standard di community manager. Diciamo che avere alle spalle una struttura completa di agenzia (Intersezione – ndr) aiuta molto a non impazzire su un lavoro che a volte richiede delle accelerazioni impreviste su più fronti.

Come ha reagito “l’internet” a Radium?
Bene, ma vogliamo che migliori. Il profilo di Radium è sempre stato aperto e collaborativo. Sono stati promossi progetti di altri team che ci sembravano interessanti e\o in linea con la filosofia del progetto. Ogni soluzione è stata pensata per entrare in sinergia con gli attori del mercato (lettori, fumetterie, editori)… quindi in ottica positiva. Di trasformazione certo, ma costruttiva. Questo sicuramente ha pagato in termini di toni e modi della comunicazione, poi il pubblico del fumetto (e non solo) si muove in modi imprevedibili, quindi non sono mancate le critiche, alcune motivate, altre meno.

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