“Il Confine”: la sottile linea rossa

“Il Confine”: la sottile linea rossa
Una breve analisi dell’ambiziosa miniserie edita da Sergio Bonelli Editore all'alba del settimo volume; un'opera precisa nelle dinamiche ma forse povera di emozioni.

1612530322937.jpg--il_confine__l_inverno_che_non_se_ne_vaIl confine è una linea di demarcazione che separa luoghi fisici e metafisici. Un segno evidente sulle pagine cartografate degli atlanti o su misteriose mappe, ma meno chiaro e assolutamente labile nello spazio tangibile del mondo reale. Accade così che spesso ci troviamo ad attraversare questo invisibile margine senza una reale intenzione, sconfinando in mondi e territori inesplorati arrivando a pagare, a volte, inaspettate conseguenze.

Il confine può rappresentare poi la linea di demarcazione tra due stagioni della nostra esistenza, due età che appaiono separate da una solco che viene tracciato dall’inesorabile scorrere del tempo. Una riga che, una volta oltrepassata, ci conduce ad abbandonare il periodo ambiguo e difficile dell’adolescenza per farci approdare all’età adulta. Un età ugualmente insidiosa, ma nella quale la messa a fuoco della nostra personalità e un necessario scatto di maturità dovrebbero garantirci una migliore riuscita nel nostro percorso di vita.

Proprio questo rito di passaggio sembra essere motivo fondante dell’opera di Giovanni Masi e Mauro Uzzeo (coadiuvati da una squadra di autori di punta: LRNZ alle copertine, per il character design, ai layout e Fabrizio Verrocchi per la grafica) che, sotto un intreccio nel segno thriller e del mistery, nasconde una complessa rete di fili narrativi. Un intricato e stratificato reticolo di storie che garantiscono una lettura multi livello, alimentando in superficie il fascinoso gioco autoriale che porta il lettore a ipotizzare e ricercare la soluzione del fitto mistero, attraverso l’analisi degli indizi e delle tracce disseminate nel racconto. Un esercizio ludico che rappresenta solo il packaging della vicenda, riservando ai più attenti e volenterosi il cuore segreto dell’opera.

Costante punto di contatto tra gli autori e il lettore, in una realtà finzionale nella quale il tempo sembra non scorrere mai in modo regolare, troviamo Laura Denti ed Antoine Jacob. Personaggi e voci principali di una storia che muove dalla misteriosa scomparsa sul confine italo-francese di un gruppo di adolescenti in gita scolastica, la cui dolorosa assenza diviene scintilla ed essenza della storia. Un racconto corale nel quale, cambiando l’angolo dove viene posizionata la macchina da presa si esalta l’ apporto narrativo dei diversi personaggi.

Attraverso lo sguardo duro e cinico dell’agente dell’Interpol Denti, viviamo l’ossessiva ricerca dei ragazzi persi, filtrata attraverso lo spirito duro ed indomito di una guerriera piena di demoni interiori. Lo sguardo utilizzato da Antoine Jacob, esperto di montagna, è invece più focalizzato sullo studio e sulla soluzione del mistero che il confine racchiude, relegando in secondo piano la ricerca dei ragazzi. Due vedute antitetiche che segnano un diverso approccio all’indagine e che giungono a tracciare una profonda linea di demarcazione tra i personaggi, rappresentando un ulteriore confine del quale la vicenda sembra parlarci. Quel che ruota attorno ai due protagonisti è la vita, il dolore e lo sgomento di una comunità intera chiamata a confrontarsi con una disperante assenza. La scioccante mancanza di giovani figli, che sono il tempo presente e anche quello futuro, inghiottiti dai sassi, dalla vegetazione e dagli anfratti di un confine roccioso. Una mancanza che sembra sottendere anche a una trasformazione dei ragazzi, inghiottiti da un passaggio segreto che conduce verso una nuova vita o età, rendendoli invisibili perché trasformati dallo scorrere del tempo.

confine interno 1bisComplice una narrazione fatta di flashback e segmenti narrativi che seguono storie che appaiono come secondarie, la sceneggiatura si dimostra ricca di snodi e contenuti, figlia di una attenta scrittura e della successiva codifica in uno storyboard propedeutico alla realizzazione finale del fumetto. È forse a causa di questa articolata fase preparatoria, fatta di una costante limatura e messa a punto dei contenuti, come dichiarato dagli stessi autori e testimoniato dai solidi incastri del puzzle narrativo, che l’aspetto emotivo della storia sembra scemare fino ad essere relegato sullo sfondo.

Una impeccabile macchina narrativa che destinata ad oltrepassare il confine del medium fumetto per divenire serie tv per i tipi di , ma che restituisce una freddezza diffusa, figlia dello studio rigoroso della messa in scena, a discapito dell’enfasi e delle emozioni dei protagonisti, che recuperano punti grazie a un impianto grafico affidato ad autori diversi per ciascuna uscita. Nomi quali , Cannucciari, , , Francesca Ciregia e Alessandro Giordano, per arrivare a Fernando Proietti e Andrea Olimpieri per la sesta uscita.

I disegnatori sul confine

confine interno2bisA Giuseppe Palumbo è stata affidata l’iconografia del numero d’esordio che, grazie al suo magistrale tratto dinamico e rigoroso, è risultato improntato alla pulizia e alla chiarezza grafica. Figure plastiche rappresentate con uno stile immediatamente riconoscibile e pieno di personalità, inserite in tavole ad ampio respiro e dal forte dinamismo, sottolineano la versatilità artistica dell’autore che ben si adatta ai diversi stili e codici narrativi.

La seconda uscita, illustrata da , ci ha mostrato disegni dalla forte impronta realistica, capaci di cogliere i toni cupi della storia lanciando uno sguardo obliquo e grottesco a personaggi ed ambienti. Alla perizia grafica del Maestro Carlo Ambrosini è stata affidata la terza uscita, segmento narrativo incentrato su vicende accadute nell’Italia dei primi del Novecento, teatro degli eventi della prima guerra mondiale. Il lavoro del disegnatore, impegnato a raccontarci per immagini misteriosi fatti del passato racchiusi in un episodio flashback, ha trovato la sua cifra stilistica in un tratto dal gusto e dalle linee classiche, contaminato da suggestioni metafisiche, espresse in tavole intrise di un’atmosfera enigmatica, che porta alla luce una forte tensione e una grande inquietudine di fondo.

è la scelta di Masi e Uzzeo per i disegni del quarto numero. La disegnatrice dal tratto realistico e caratterizzante che ben si pone nella tradizione bonelliana, non tradisce le aspettative, dimostrando grande cura per i personaggi e gli ambienti e un forte dinamismo visivo nella realizzazione delle tavole. A Francesco Ciregia e Alessandro Giordano passa il testimone per la realizzazione del quinto volume. Il primo esprime il suo talento in immagini ricche di sfumature che donano profondità ai personaggi, ritratti come figure misteriose e ambigue. Le matite di Alessandro Giordano, improntate ad una riuscita sintesi visiva, si dimostrano improntate ad uno stile tagliente e raffinato, utile a ben rappresentare le emozioni complesse e contrastanti dei protagonisti.

Infine Fernando Proietti e Andrea Olimpieri, portatori di un tratto denso, spigoloso e caratterizzante, sembrano vicendevolmente completarsi, risultando il primo maggiormente adatto a scene corali dal grande impatto visivo, mentre il secondo maggiormente a proprio agio nella rappresentazione della espressività dei personaggi.

Puntare in alto

Masi e Uzzeo puntano realmente in alto con questa miniserie edita da , un editore in forte mutazione e rinnovamento. Una storia a fumetti dal grande formato che propone temi adulti e toni espliciti. Un fumetto ascrivibile al mistery che poi approda alle tinte accese del horror e del fantastico, facendosi ponte tra i generi e i medium, andando a travalicare l’ambito letterario e fumettistico per approdare sui lidi del linguaggio cinematografico e seriale-televisivo. Un esperimento che mostra il fianco sia per l’incapacità di trasmettere emozioni e sia per la mancanza di una vera identità del progetto, contenitore di tante anime e suggestioni che nel gioco della somma delle parti non arrivano a creare, fino a quanto visto finora, un insieme con una personalità chiara e convincente.

Abbiamo parlato di:
Il Confine (6 voll., in corso)
Giovanni Masi, Mauro Uzzeo, AAVV
Sergio Bonelli Editore, 2020/2021
80 pagine, cartonato, colore – 16,00 € cada

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