Il commiato dei Guardiani, Il MCU e le sfide della Fase 5

Il commiato dei Guardiani, Il MCU e le sfide della Fase 5
In questa puntata, uno sguardo al trailer del terzo capitolo dei Guardiani della Galassia, e alle prossime mosse di Marvel Studios, DC Studios e IDW.

Il commiato dei Guardiani della Galassia

Con la diffusione del primo trailer ufficiale al CCXP in Brasile, è iniziata ufficialmente la campagna promozionale di Guardiani della Galassia Vol. 3, ultimo capitolo della saga scritto e diretto da James Gunn. Sono passati ben cinque anni dal precedente film, e durante questo tempo non solo il gruppo di eroi Marvel ha fatto la sua comparsa in un paio di pellicole slegate dal franchise, ma soprattutto la figura del suo deus ex machina è quella ha compiuto una decisa maturazione verso un ruolo di rilievo a livello cinematografico.
Guardiani della Galassia Vol. 3 è, come si evince dal trailer, la pellicola del commiato non solo di questi bislacchi e divertenti eroi, che hanno saputo emozionare con ironia e sentimento, ma soprattutto il definitivo addio di James Gunn al Marvel Cinematic Universe, visto il suo predominante ruolo come CEO di assieme a .
Il trailer costruisce attorno all’atteso film una atmosfera fatta di promesse, rivelazioni, ritorni e addii mentre introduce rispettivamente le figura dell’Alto Evoluzionario (Chukwudi Iwuji) e di Adam Warlock (), riprendendo con quest’ultimo quella sotto-trama svelata al termine del secondo capitolo, ma che per vicende alterne ci ha messo ben cinque anni per vedere finalmente la luce.
Questo fattore sottolinea che, nonostante il passare del tempo, il regista e sceneggiatore ha sempre avuto chiaro in mente quali fossero i piani per il terzo e conclusivo film del franchise, confermando ancora una volta la sua indipendenza creativa, che certamente troverà sbocchi interessanti nei prossimi mesi con il suo lavoro di rilancio dell’Universo DC Comics al cinema.

Il Marvel Cinematic Universe e la fine della Fase 4

Con l’uscita nelle sale di Black Panther: Wakanda Forever, la lunga e introduttiva Fase 4 del Marvel Cinematic Universe si è conclusa, confermando con la sua scena dopo i titoli di coda la particolarità di una Fase che ha visto principalmente la realizzazione di sequenze facenti parte di una propria narrazione individuale, collegate perlopiù ai singoli franchise in cui si svolgevano piuttosto che a un quadro generale del prossimo futuro.
Vista la natura della pellicola di Ryan Coogler, che aveva una grande eredità da salutare e una importante perdita con cui fare i conti, la scelta di una scena post-credits dalle atmosfere commoventi era perfettamente giustificabile, oltre che in un certo qual modo prevedibile.
Questo lascia per la prima volta un enorme senso di mistero da qui a Febbraio, quando l’uscita nelle sale di Ant-Man: And The Wsap Quantumania aprirà ufficialmente la porta della Fase 5, facendoci entrare in quella che sarà la Saga del Multiverso, ma anche e soprattutto ci farà comprendere se (e soprattutto come) i Marvel Studios sapranno rispondere alla “fatica” che la Fase 4 ha provocato in parte dei fan, divisi equamente tra esausti e soddisfatti.
Secondo quanto sostenuto da Adam B. Vary in un articolo di Variety, nei giorni scorsi, i Marvel Studios hanno usato la Fase Quattro per suggerire gentilmente che i suoi fan non hanno più bisogno di guardare tutto quanto quello che riguarda il Marvel Cinematic Universe, visto che alcuni progetti come ad esempio  e la Leggenda dei Dieci Anelli o Eternals non solo hanno collegamenti minimi con il resto dell’universo cinematografico, ma hanno zero connessioni (almeno fino ad ora) con quella che sarà la prossima saga.
E’ possibile che la scelta di minori collegamenti sia stata fatta per rilassare in parte gli appassionati dopo la sconvolgente saga dell’Infinito, ma è anche vero che la produzione di ben 18 progetti tra film, serie Disney+ e speciali non ha aiutato a fare percepire questo obiettivo primario. Più di una volta, su questa rubrica, abbiamo sottolineato come la Fase 4 sia stata introduttiva e diretta alla creazione di un nuovo status quo, ma quest’ultimo elemento doveva forse essere trovato in maniera meno ampia, focalizzandosi su determinate storie senza dare quella sensazione di pesantezza che vi è stata alla fine.
Da questo punto di vista, è probabile che il ritorno di Bob Iger alla Disney possa portare a una riduzione delle produzioni, soprattutto quelle in streaming (anche e non solo per una questione di costi), e a una sorta di rallentamento delle finestre di uscita per quanto concerne film e serie tv, magari più diluite nel tempo, cosa questa che potrebbe in qualche modo giovare in generale e fare ritrovare al pubblico quel mix di curiosità e attesa che è stato per i primi dieci anni il fulcro del successo dei progetti Marvel sul grande schermo.

DC Studios

Mentre Warner Bros. Discovery continua la sua ristrutturazione, con James Gunn che quotidianamente stuzzica i fan per quanto riguarda i piani a lungo termine della nuova fase narrativa dei progetti DC su grande e piccolo schermo, nei giorni scorsi vi sono stati movimenti interessanti alla 6th Idaho, la casa di produzione del regista , attualmente impegnato nel sequel di  e su una serie di progetti correlati al mondo del pipistrello di Gotham per la piattaforma HBO Max, tra cui l’imminente The Penguin.
La produttrice cinematografica e televisiva, ed ex dirigente dello studio Lynn Harris è infatti entrata a far parte della società del regista come partner di produzione.
La Harris ha un curriculum molto vasto che l’ha vista coinvolta in numerose produzioni da Oscar come King Richard con , mentre in passato per la Sony Pictures ha prodotto successi commerciali quali Le pagine della nostra vita e About a Boy. Dal 2004 al 2014 alla Warner Bros. ha legato il suo nome a importanti pellicole quali Gravity e Scontro tra Titani, mentre recentissimo è il suo coinvolgimento con Hocus Pocus 2, che è risultato uno dei film più visti per la piattaforma Disney Plus.
L’entrata della Harris alla 6th Idaho Productions potrebbe dare un impulso significativo soprattutto al sequel con Robert Pattinson, vista la notorietà acquisita in questi anni a Hollywood. Quando nel 2014 lasciò la Warner, ci furono speculazioni in merito a un suo trasferimento alla Disney come dirigente di alto livello, poi mai avvenuto.
La Harris ha acquisito negli anni una solida esperienza, costruendo ottimi rapporti con i registi, a partire dalla sua collaborazione con personalità del calibro di David Fincher, e Paul Thomas Anderson, facendosi riconoscere nell’avere una mano decisa per quanto riguarda i dietro le quinte della produzione cinematografica.

IDW sul piccolo schermo

Nei giorni scorsi, IDW Publishing ha annunciato una nuova serie di progetti per il piccolo schermo basati su fumetti e graphic novel della stessa casa editrice.
Gli adattamenti in lavorazione sono Bacchus, scritto e prodotto da Will Davies e Chloe Moss e basato sul fumetto di , che immagina cosa potrebbero fare gli déi dell’antica Grecia tra i comuni mortali nella realtà odierna.
Altro progetto è  Dragon Puncher & Spoony, che vede coinvolta Holly Huckins come showrunner, basato su Dragon Puncher di , che narra di un gattino carino ma piuttosto spietato che indossa la sua eroica tuta da battaglia corazzata mentre combatte dei draghi malvagi insieme al compagno Spoony.
Max e Adam Reid saranno gli showrunner e Patricia Riggen dirigerà il thriller psicologico Lodger, basato sul graphic novel di David e Maria Lapham, incentrato su di una giovane donna decisa a vendicarsi contro un serial killer che lei incolpa dell’omicidio di sua madre e dell’incarcerazione di suo padre. Tutti e tre saranno i produttori esecutivi della serie insieme a Matt SoloLydia Antonini.
Infine, Will Pascoe è stato nominato showrunner/produttore esecutivo e Jude Weng regista per l’adattamento della serie Satellite Falling, basato sui fumetti di Steve HortonStephen Thompson e Martin Morazzo, ambientati in uno squallido futuro di tecnologia radicale, alieni senzienti e pregiudizi familiari.

satellitefalling

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