I Pensieri di Pippo, ovvero, la filosofia di uno strambo sognatore

I Pensieri di Pippo, ovvero, la filosofia di uno strambo sognatore
La Panini ripropone quattro classiche, fondamentali, storie per approfondire la mitica e indispensabile spalla di Topolino.

I Pensieri di Pippo-copertinaFacciamo un (grosso) passo indietro.

Nel 1968, in una selezione di letture considerate “alte” come la collana antologica di tascabili Oscar della , furono pubblicati per la prima volta anche fumetti e storie illustrate, nobilitando di fatto un mass medium all’epoca sottovalutato quanto bistrattato e iniziando un’opera di riconoscimento del suo valore narrativo ed artistico.
All’interno di un’accurata scelta di titoli (tra , Asterix di Goscinny-Uderzo, di Segar, di Gould e il Dagoberto di Chic Young), grazie al giornalista e fumettista Mario Gentilini (coadiuvato di volta in volta da intellettuali del calibro di Dino Buzzati, e Ranieri Carano), i lettori italiani poterono leggere tre volumi dedicati rispettivamente alle avventure dei Paperi di Carl Barks nonché quelle di Topolino e Pippo di , apparse originariamente in Italia tra il 1947 e il 1964 sul settimanale Topolino e in seguito su Gli Albi D’oro e Albi della Rosa Mondadori.

In occasione del 90esimo anniversario del personaggio, la ci ripropone una pregevole ristampa delle stesse storie, riciclando il titolo I Pensieri di Pippo dell’Oscar Mondadori e presentandole con un grosso formato orizzontale che ne esalta il virtuosismo grafico-narrativo. Le vignette (in origine pubblicate sui quotidiani americani) sono state rimontate su tre strip a colori digitali con una nuova traduzione, moderna quanto fedele ai dialoghi scritti all’epoca. Un volume strenna pensato sicuramente per i lettori storici della Disney e, al tempo stesso, un’occasione per quelli più giovani (figli e nipoti degli acquirenti) di leggere un poker di storie a dir poco fondamentali per comprendere la natura e l’essenza di Pippo, qui figura centrale nonostante l’immancabile presenza di Topolino.

I Pensieri di Pippo-classicPippo e la leonessa buffa, Topolino e Pippo ad Hollywood, Pippo e lo Spettro fallito e Pippo cervello del secolo sono frutto della collaborazione tra Froyd Gottfredson (le cui strisce quotidiane hanno contribuito in misura fondamentale al successo di Topolino) e gli sceneggiatori e Merrill de Maris: un lavoro congiunto, attento e calibrato che ha arricchito la personalità di Pippo, assumendo una definizione più precisa e marcata rispetto a quella iniziale di semplice sciocco.
Come giustamente sottolineato da Gentilini nell’introduzione del classico Oscar Mondadori, le storie in sommario portano a un’importante evoluzione sia del personaggio di Pippo, sia della formula narrativa disneyana. Tra una gag e l’altra, infatti, vengono illustrati i pregi di una mente apparentemente semplice, ingenua e distratta, rivelando invece la natura di romantico sognatore dotato di una svagata saggezza e generosità, disinteressato al denaro o a una pozione sociale, disponibile ma non zelante; nel suo piccolo, Pippo è un ribelle senza essere un facinoroso, anticipando con la sua filosofia di vita (esistenzialismo elementare, non violenza e zero materialismo) concetti sociali di rottura come quelli degli Hippies, ma anche precedendo mode d’abbigliamento – sia negli anni ’70 che in tempi più recenti – con il suo aspetto composto da pantaloni lunghi, maglione dal collo risvoltato e gilet.

Rigorosamente in ordine di presentazione, Pippo e la leonessa buffa (1942) è la prima storia Disney dove Pippo è il protagonista assoluto, alle prese con una leonessa che vive con lui come animale domestico. Una trama basata sull’incipit dell’elemento anomalo che irrompe nella quotidianità, stravolgendone le regole e presentando non solo numerosissimi spunti comici, ma anche riflessioni su aspetti della società moderna come i rapporti tra il vicinato, le autorità e gli esponenti della politica locale, spesso autoreferenziali e non all’altezza del proprio compito.

Topolino e Pippo ad Hollywood (1951) racconta le vicende di Pippo che diventa prima una star della radio e poi del cinema. È sicuramente l’episodio più ricco di elementi satirici, mettendo alla berlina le dinamiche dello star system hollywoodiano (il lusso, il gossip, il lavoro sul set e i capricci dei divi), ma meditando al tempo stesso sui valori umani e la loro corrispondenza alla realtà della società americana, uscita da pochi anni dalla guerra.

Pippo e lo Spettro fallito (1951) presenta invece l’improbabile convivenza di Pippo e Topolino con il brioso spettro di un pirata. Anche qui il leitmotiv è costituito dal personaggio insolito che scardina le regole della realtà quotidiana e dell’etichetta, proponendo una narrazione brillante basata sia sulla contrapposizione del corpo eterico del fantasma con il mondo materiale che lo circonda, sia giocando con grande creatività sul confronto tra un essere proveniente dal passato e la società moderna.

Pippo cervello del secolo (1955) è infine un racconto che funge da manifesto dell’incredibile progresso in campo tecnologico e di conquiste spaziali che caratterizzò in quegli anni l’America come il paese del futuro agli occhi del mondo. Pippo diventa una risorsa nazionale a causa di un fortuito colpo alla testa che lo rende un genio cancellandone però ricordi e personalità, venendo preso in custodia dal governo e dai servizi segreti. Interessante la struttura narrativa della storia, divisa in due parti: nella prima c’è la ricerca da parte di Topolino, preoccupato per la scomparsa dell’amico, che presenta sfumature da spy-story e offre la possibilità di conoscere alcuni, esilaranti, parenti di Pippo. La seconda parte mescola alla struttura di commedia fantascientifica, illustrando tante esilaranti invenzioni del “cervello del secolo” (e alcune sono davvero geniali), il racconto di una “nuova” amicizia fra Pippo e Topolino, basata su una dinamica differente rispetto al rapporto precedente. Un restart temporaneo, visto che poi Pippo recupererà la sua personalità.

I Pensieri di Pippo-pagina

Uno dei maggiori punti di forza di queste storie è il modulare la narrazione intorno alle peculiarità uniche di Pippo, inanellando una serie di situazioni paradossali e dinamiche giocate sui contrasti o sul filo della comicità slapstick. La costruzione narrativa è basata non solo su una serrata alternanza di soluzioni comiche, ma anche sulla precisa tendenza di esplorare tutte le possibilità e le variazioni del fil rouge di ogni singola storia, con equilibrio e senza mai risultare ridondanti.
Un valore aggiunto è che i racconti in questione fungono da specchio di un’epoca non solo dal punto di vista storico-sociale, ma anche di scrittura e sviluppo di personaggi modulati all’interno di una trama coerente, con un’impostazione seminale che ancora oggi è un esempio da seguire.

Anche il lavoro di Floyd Gottfredson costituisce una scuola fondamentale per qualsiasi artista, sia dal punto di vista del disegno che della narrazione. La sua tavola è composta da una gabbia rigida di vignette di uguali dimensioni legate tra loro da uno storytelling fluido e veloce. Ogni sua singola vignetta è un modello di costruzione grafica di elementi in scena, di scelta di inquadrature e prospettive: singoli quadri narrativi – mai uguali l’uno all’altro – con personaggi caratterizzati in modo dinamico e mai statico. Il tratto di Gottfredson è pulito, chiaro, energico, alternando una ricchissima varietà di pose dei characters a un sintetico realismo per quanto riguarda ambienti, scenografie e oggetti di uso comune.

Ad arricchire infine la lettura del volume ci sono diversi articoli di approfondimento sia sul protagonista, sia sulle singole storie, con molte considerazioni e informazioni scritte dai curatori e Alberto Savini.

Abbiamo parlato di:
I Pensieri di Pippo
Merrill De Maris, Bill Walsh, Floyd Gottfredson
Traduzione di , Alberto Becattini, Simona Maionchi, Pier Luigi Gaspa
Panini comics, 2022
160 pagine, cartonato, colori – 29,90 €
ISBN: 9788828708551

 

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