I misteri di Captain Marvel, la Rai e l’animazione

I misteri di Captain Marvel, la Rai e l’animazione
In questa puntata nei nostri dietro le quinte dai progetti di cinecomics: riflettori sul trailer di Captain Marvel, la Rai e i prossimi progetti di animazione, la Marvel tra streaming e televisione.

Con la diffusione, nei giorni scorsi, del primo trailer ufficiale di Captain Marvel, il pubblico e gli addetti ai lavori hanno potuto, dopo tanta attesa, dare un primo sguardo alla pellicola sull’eroina della Casa delle Idee interpretata da .

Il trailer ha da subito generato molte discussioni, e soprattutto interrogativi, che riflettono comunque le atmosfere del filmato, il quale si è subito fatto distinguere come qualcosa di differente rispetto al passato, rimanendo però nella tradizione delle campagne promozionali targate su un elemento fondamentale: colpire l’immaginario collettivo.

La particolarità di questo teaser è stata non solo quella di presentare il personaggio al grande pubblico, ma al tempo stesso di ammantarlo di un fascino e di un mistero inediti se rapportati ad altri eroi Marvel visti sul grande schermo, soprattutto nel corso delle rispettive campagne promozionali.
Il trailer sovverte ogni regola sui film di supereroi, tralasciando qualsiasi spiegazione sulle origini, e puntando principalmente sulla costruzione di un character sfiorato da flashback inerenti il suo passato, lasciando però molte domande su Captain Marvel e Carol Danvers, elementi questi sottolineati anche da The Hollywood Reporter in un articolo a firma Richard Newby:

C’è un senso di mistero che circonda Captain Marvel non solo per gli spettatori, ma per Carol Danvers stessa. Le sue origini, i suoi poteri e il suo posto nello schema degli eroi Marvel non sono immediatamente riconoscibili al pubblico generalista nello stesso modo in cui lo sono Capitan America o Hulk. O anche nel caso di Iron Man, il nome di Capitan Marvel non dà molto al pubblico… Sembra che il film stia prendendo un approccio sorprendentemente complesso verso le origini di Carol. Abbiamo ottenuto versioni semplificate dei personaggi Marvel nel corso degli anni (vedi Thor), ma dopo dieci anni nel MCU, il pubblico è pronto per rendere le cose un po’ più complicate. Dal teaser, sembra che Captain Marvel si avventuri in una storia di origine più enigmatica di quelle che abbiamo visto prima, se non altro per una struttura che sembra essere basata su flashback inaffidabili.

Proprio l’accento messo alla fine del trailer sui flashback che mostrano Carol Danvers in varie fasi della sua vita dona al trailer una complessità ancora più forte per quanto riguarda la crescita emotiva che porterà il personaggio a diventare molto probabilmente uno degli eroi principali del MCU. Carol Danvers appare fin da subito come una eroina del tutto differente da ogni cosa che abbiamo visto prima, in quanto sembra al tempo stesso sicura di sé ma alla ricerca di una qualche certezza su chi è e dove vuole andare. Altro elemento da analizzare profondamente è il setting temporale in cui è ambientata la pellicola, che travolge ogni teoria fatta sul personaggio nelle scorse settimane.

Il trailer, fin da subito, mette in chiaro una cosa: Carol Danvers era già nello spazio e torna sulla Terra negli anni ’90. Questo fattore esclude qualsiasi ipotesi che lasciasse trasparire una struttura narrativa del film divisa in due parti, ovvero una ambientata nel passato e un finale più lungo nel presente. Questo lascia comunque degli interrogativi su come il personaggio si ritroverà coinvolto in avvenimenti (Avengers: Infintity War ndr) che avverranno molti anni dopo il suo ritorno, e cosa più importante, sul perché Captain Marvel è rimasta in silenzio per tanti anni e su come sia rimasta relativamente giovane.

Da questo punto di vista è facile capire che il trailer, e la campagna promozionale organizzata dai Marvel Studios, hanno già segnato un punto a loro favore. Non resta che vedere come questa impostazione sarà utilizzata nei prossimi mesi.

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Brie Larson nel ruolo di Captain Marvel. Il trailer diffuso pochi giorni fa ha aumentato i misteri sulla supereroina Marvel Studios.

La Rai e l’animazione

Rai Com, il ramo commerciale di RAI – Radio Televisione Italiana, ha annunciato, nei giorni scorsi, una nuova serie di show animati per i bambini e le famiglia che saranno presentati nel corso di MIPCOM e MIP Junior, note fiere annuali dedicate all’industria della televisione. Insieme alle loro ultime acquisizioni internazionali, Rai Com evidenzierà questi nuovi programmi insieme al vasto catalogo del proprio partner della divisione per ragazzi, Rai Ragazzi.

I progetti sono Dixiland, una serie prescolare realizzata in 2D che  è la rappresentazione poetica e sognante di un mondo infantile in cui vivono delle dolci creature colorate. Il simpatico e candido Dixi, il piccolo elefante alato che è il protagonista della storia, si unisce ad altre creature mentre sperimentano gioia, divertimento e problemi. Lo show è prodotto dallo studio di animazione italiano T-Reg Digimation e RAI RAGAZZI.
Altro progetto è Dixi’s Simple Songs, show concepito come come spin-off della serie prescolare Dixiland, nel quale viene esplorata la storia delle canzoni per bambini con lo scopo di creare una nuovissima serie di brani animati per l’intrattenimento o l’istruzione prescolare.

Woof-Meow è invece una serie che presenta le divertenti avventure di due gattini, Binx e Lulu, e dei loro amici cuccioli di cane Oscar, Snickers, Sparky e Hopper the Inventor. Insieme, giocano, inventano e intraprendono viaggi avventurosi, reali o immaginari, per esplorare il mondo che li circonda. In ogni episodio, qualcuno si mette nei guai e ha bisogno del supporto del gruppo di amici per risolvere la situazione.  Questa serie animata è diretta da Alexey Kotenochkin e prodotto dalla russa AA Studio.

A chiudere vi è La stella di Andra e Tati, che racconta la vera storia delle sorelle Bucci, Andra e Tatiana, che furono deportate ad Auschwitz-Birkenau con la loro famiglia all’età di 4 e 6 anni durante la seconda guerra mondiale. Separate dalla madre, dalla nonna e dalla zia, vengono inviati a un “Kinderblok” con il loro giovane cugino, Sergio. Sebbene i preziosi membri della famiglia si siano persi lungo la strada, a causa della loro stessa vigilanza e della cura di un altro prigioniero  incaricato di sorvegliare i compagni, le sorelle riescono a sopravvivere fino alla liberazione del campo. Dopo il trasferimento a Praga, e poi in Inghilterra, le due sorelle sono finalmente riunite con i loro genitori in Italia. La storia di Andra e Tati è intrecciata con l’esperienza di una moderna gita scolastica in quello stesso campo di concentramento. Lo speciale è prodotto da RAI RAGAZZI, Larcadarte e MIUR.

Marvel tra streaming e televisione

L’annuncio, nei giorni scorsi, della lavorazione di miniserie per il settore streaming basate su personaggi Marvel quali Loki e Scarlet, che saranno interpretati dalle loro controparti sul grande schermo, ovvero ed , va a inquadrarsi in una strategia di Disney e Marvel Studios tesa più a sfidare la concorrenza che a presentare un progetto veramente elaborato.

In questi anni, la gestione dell’universo cinematografico Marvel è stata (quasi) impeccabile sotto ogni punto di vista, mentre lo stesso non si può dire del comparto televisivo, dove molte idee non hanno mai trovato una chiara collocazione, anche per  una supervisione esistente sulla lettera, ma poco visibile nei fatti. Questo è, comunque, un discorso che abbiamo affrontato molte volte in questa rubrica in passato, sottolineando come tra i progetti targati ABC e quelli Netflix ci fosse un abisso qualitativo (Marvel’s Inhumans ne è stato la conferma), oltre a una inspiegabile separazione che vedeva lo stesso universo protagonista, ma di fatto limitandone, o impedendone, le interazioni (con l’eccezione di Marvel’s Defenders).

La strategia della Disney, diretta a espandere il proprio servizio streaming, nel caso di queste miniserie Marvel con personaggi presi direttamente dal grande schermo, dimostra che la major di Topolino è pronta a prendersi dei seri rischi pur di vincere la guerra dello streaming contro Netflix, Hulu e Amazon, tanto da mobilitare gli attori principali e confermare che queste produzioni avranno un budget paragonabile a quelle cinematografiche. Una battaglia che va a infilarsi in un momento in cui è la Warner a essere protagonista, avendo in pochi mesi messo in cantiere numerose serie per il suo nuovo servizio denominato DC Universe.

La scelta di fare interpretare questi personaggi dalle loro controparti sul grande schermo, è inoltre una idea che è tesa a richiamare fin da subito l’interesse degli spettatori, i quali non potrebbero che nutrire interesse in una miniserie interpretata da Hiddleston e dalla Olsen. E’ comunque ovvio che un progetto del genere possa comunque avere all’interno dei rischi. Bisognerà vedere infatti il tipo di serie che Disney e Marvel hanno in mente, cosa al momento ancora segreta, così come la durata di ogni episodio, cosa che sottolineerebbe ovviamente la validità di un progetto del genere. E infine, elemento non da poco, la collocazione di questi progetti nella continuity del Marvel Cinematic Universe, fattore essenziale per fornire materiale interessante al pubblico.

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