I Flintstones: riflettere sull’essere umano

I Flintstones: riflettere sull’essere umano
Dopo un primo volume valido ma discontinuo, Mark Russell porta a compimento in maniera sensata la miniserie che la DC Comics ha dedicatato ai Flintstones, continuando attraverso questi personaggi a riflettere su importanti temi sociali.

Flintstones_2_cover_Recensioni Il primo volume della versione moderna a fumetti dei Flintstones aveva chiarito quale fosse l’approccio con cui Mark Russell si era avvicinato a un reboot così inusuale: sfruttare la sottile vena satirica già presente nel cartoon anni Sessanta mettendola al centro della sceneggiatura per riflettere ironicamente sui diversi aspetti sociali e politici della nostra cultura attuale, sotto la luce parodistica di un gruppo di cavernicoli pseudo-civilizzati.

Un filo rosso non sempre valorizzato in quel primo gruppo di storie per via di una costruzione discontinua della trama generale, con episodi perlopiù autoconclusivi, ma che trova però pieno compimento nel secondo volume, che conclude la serie nominata per due Eisner Awards, Best Limited Series e Best Humor Publication.

In realtà le trame verticali non mancano nemmeno in queste nuove storie, ma i comprimari introdotti e le conseguenze delle loro azioni vengono riprese negli episodi successivi, creando un affresco più coeso.
In particolare, l’unica apparente nota stonata del primo volume – l’introduzione di alcune realtà extraterrestri – trova qui giustificazione narrativa risultando assai meno fuori posto di quanto sembrava precedentemente. La presenza di Gazoo, un osservatore alieno che deve “quotare” la Terra nelle scommesse sul suo sviluppo, permette a Russell di esplicitare le sue riflessioni sull’essere umano, usando un occhio esterno che lo avvicina a quello del lettore.

Flintstones_2_E_Recensioni Le tematiche affrontate sono un proseguimento di quelle trattate nei primi sei albi racchiusi: essenzialmente politica, religione e convivenza civile tra le persone.
L’autore usa la società primitiva dei Flintstones come maschera parodistica per parlare del presente, creando quella “distanza poetica” che permette di riflettere meglio su alcune situazioni in cui incappiamo nella nostra quotidianità, come l’etica contro il profitto, la religione come pretesto per comportarsi male sapendo di potersi emendare facilmente, la differenza di trattamento tra uomo e donna nella società, il razzismo e l’investimento delle risorse comuni in guerre contro presunte minacce esterne, sottraendole a necessità e servizi a favore della comunità sociale.

Mark Russell racconta per esempio di un sindaco che vuole a tutti i costi sterminare il popolo degli uomini-lucertola e per farlo ha bisogno di soldi che preleva dai fondi per un ospedale pediatrico: toccando quindi argomenti più attuali e scottanti in un contesto quasi favolistico, l’autore si permette alcune stoccate a certe scelte politiche, rendendone chiara la follia e l’aberrazione grazie al meccanismo della parodia.

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I personaggi che compaiono in The Flintstones, siano essi i protagonisti Fred, Barney, Wilma e Betty o siano comprimari come il signor Slade, il sacerdote, il professore di economia e lo scienziato sono tutti individui alla ricerca di un senso, alla loro vita e all’esistenza in generale. Si interrogano su loro stessi e su quello che dovrebbero fare, ma il più delle volte si fanno comandare dai loro istinti primordiali e dall’egoismo, in una fase di crescita che l’osservatore alieno imputa alla giovinezza del loro cammino evolutivo ma che, drammaticamente, resta una costante nella storia del genere umano.

Flintstones_2_C_Recensioni Questo secondo volume contiene concetti, temi di etica morale e considerazioni che non ci si aspetterebbe di trovare in un fumetto degli Antenati che, nella loro esistenza originaria di cartone animato, non si sono mai spinti a trattazioni così caustiche, limitando la propria satira a elementi del vivere quotidiano, come il matrimonio e il lavoro.

È per questo che stona la parentesi con l’avventura degli animali-elettrodomestici: nell’universo narrativo dei Flintstones oggetti come l’aspirapolvere, la palla da bowling, il tritarifiuti ecc sono in realtà animali adibiti alle mansioni più vicine alla loro fisiologia. Mentre nei cartoon questa idea veniva ovviamente connotata come buffa gag ricorrente e nulla più, nel fumetto gli animali assumono una sorta di “coscienza di classe”, che trova in questi ultimi episodi il loro apice, addirittura con un risvolto drammatico.
Per quanto questo approccio sia consono alla connotazione “impegnata” che permea tutta la serie, vederla applicata a buffi animaletti che fanno da sfondo alle vicende stona nel contesto in cui sono presentati, non riuscendo in questo modo a trasmettere in modo efficace il messaggio sotteso alle rivendicazioni di questi utensili animali.

Per i disegni di Steve Pugh valgono le considerazioni espresse per il primo volume, e così per Rick Leonardi e Scott Hanna che lo affiancano mantenendosi comunque sul suo stile: i personaggi continuano ad avere le loro fisicità realistiche, rispetto all’estrema caricaturalità dei corrispettivi degli anni Sessanta, mentre lo stile cede più al comico per quanto riguarda funny animals, sfondi e ambienti. Il character design dei vari extraterrestri appare invece più semplice e meno brillante, a causa di una fisiologia piuttosto convenzionale nei corpi e nei volti.

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La costruzione delle tavole appare piuttosto dinamica e movimentata, accompagnando bene il ritmo narrativo delle sceneggiature di Russell. Diverse doppie e quadruple si avvicendano nell’alternanza tra le vignette, che spesso assumono anche una maggior verticalità in scene che presentano, per esempio, alti dinosauri o sbarchi alieni. La gabbia in questo modo si adatta al racconto e permette freschezza nella narrazione.

Il finale dolceamaro, con la partenza di Gazoo che “regala” alla Terra qualche migliaio d’anni prima di sbilanciarsi sul giudizio da dare ai suoi abitanti, offrendole un campo di protezione da eventuali invasori alieni, si pone perfettamente in linea con i toni della serie, che effettivamente di comicità pura ha poco e niente. Semmai permette qualche risata amara e qualche elemento di ironia paradossale dovuto al contesto, ma il tutto presentato sempre in modo da stimolare determinate riflessioni su noi stessi, con un acume spesso lodevole.

Abbiamo parlato di:
The Flintstones (Gli Antenati) #2 – Bagarre a Bedrock
Mark Russell, Steve Pugh, Rick Leonardi, Scott Hanna, Chris Chuckry
Traduzione di Elena Cecchini
144 pagine, brossurato, colori – 14,95 €
ISBN: 9788833047911

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