I Cavalieri dello Zodiaco parlano francese

I Cavalieri dello Zodiaco parlano francese
"Saint Seya Time Odissey": gli autori Jérôme Alquié e Arnaud Dollen omaggiano l’opera di Masami Kurumada.

saintseiya-timeodyssey-1-1200pxNegli ultimi anni la produzione fumettistica francese ha iniziato a realizzare storie-omaggio di alcuni dei personaggi dei cartoni animati nipponici da loro più amati, come abbiamo recentemente visto con la miniserie Memorie dell’Arcadia di Jérôme Alquié pubblicato da o l’inedito in Italia Goldorak di Xavier Dorison, Denis Bajram, Brice Cossu e Alexis Sentenac.

Ad arrivare in Italia grazie a questa volta è la miniserie Saint Seya Time Odyssey, una piccola saga composta da 5 volumi a colori. I Saint Seiya sono personaggi molto amati dal pubblico d’oltralpe – ricordiamo che alcuni cartoni animati giapponesi sono arrivati nel nostro Paese solo dopo aver avuto successo proprio in Francia, come il caso del Grendizer di che infatti, nella nostra versione ha reinterpretato il nome scelto dai nostri cugini francesi: il già citato Goldorak, diventato da noi Goldrake. È successo anche con i Saint Seiya: sono stati infatti i francesi a trasformare i “Santi” in “cavalieri” con Les Chevaliers du Zodiaque.

La complessa cosmologia creata da nel corso degli anni ha dato vita a un numero incredibile di sequel, spin off e versioni alternative curate, sempre sotto l’egida del creatore originale, da diversi autori: il lavoro di Jérôme Alquié e Arnaud Dollen questa volta però fa qualcosa di leggermente differente. Invece di reinventare e aggiornare la storia degli eroi di Athena, decide di creare una storia che si colloca nel mezzo della storia ufficiale, aggiungendo qualche elemento di retcon.

Il racconto di Time Odissey si colloca infatti in un momento specifico della storia classica di Kurumada: Ikki, il cavaliere della Fenice, è misteriosamente tornato in vita e rinsavito dopo aver attaccato i vecchi amici per il possesso dell’armatura d’oro del sagittario, unendosi a loro per sconfiggere i Cavalieri d’Argento. A questo punto la storia originale viaggia a vele spiegate verso la del Santuario, in cui gli eroi dovranno combattere i Cavalieri d’Oro (che sarebbero, a dirla tutta, i veri “Cavalieri dello zodiaco”). Una serie di retroscena conducono invece i nostri a combattere con Cronos, dio del tempo, e i suoi Aura, cavalieri delle Ore.

Alquié e Dollen compiono una scelta ibrida nel decidere di raccontare la loro storia, mescolando tra loro caratteristiche del manga originale e della serie animata televisiva, alla quale lo stile grafico del fumetto si ispira palesemente. I tratti e le figure esili dei personaggi infatti cercano soprattutto il solco di Shingo Araki, il character design del cartone, piuttosto che quello dell’autore originale. Allo stesso modo i colori digitali, brillanti e carichi di effetti di luce che esplodono soprattutto negli scontri, richiamano quel caleidoscopio che era l’anime, in grado di decretare il successo internazionale del futuro franchise. Le armature dei protagonisti e dei personaggi ricapitolati nel veloce flashback che riempie le prime tavole – come gli altri Santi di Bronzo o quelli d’Acciaio – seguono invece il design creato da Kurumada nel manga originale. Tutti i nomi, di personaggi, armature e colpi, riprendono in questa versione quelli dell’edizione nipponica (il “fulmine” di Pegasus torna a essere “pugni meteora” di Pegasus e così via).

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L’omaggio dei due autori è tremendamente rispettoso dell’originale, forse persino troppo: alcune sequenze e alcune dinamiche mettono in scena meccanismi di ripetitività visti fin troppo spesso nelle varie derivazioni animate – come ad esempio accadeva negli O.A.V. dedicati ai cinque Santi di bronzo, dove si ripetevano quasi pedissequamente situazioni e scontri, con una storia sempre uguale che vedeva cambiare solo l’aspetto e, nemmeno troppo, i colpi degli avversari.

Molto più interessante il lavoro di vera e propria retcon: senza svelare dettagli specifici per evitare spoiler, presto il protagonista di questo primo volume diventa Ikki, il cavaliere della Fenice, il quale dovrà affrontare le tre Aura che rappresentano le tre Moire, Chloto, Lachesis e Atropos, impegnate a svolgere e tagliare il filo del destino degli uomini. Lo scontro farà emergere nuovi dettagli del passato del personaggio, con alcune sorprese e un intelligente intervento sulla storia originale, in quello che appare come il tentativo di aggiustare alcuni elementi che nel racconto di Kurumada lasciavano qualche dubbio.
La storia, che ovviamente prelude a uno sviluppo sui prossimi volumi, è inoltre costruita anche per avere una sua compiutezza e lettura autonoma.

Time Odissey insomma si presenta come un omaggio rispettoso e una lettura immancabile per i fan, mentre risulta probabilmente meno comprensibile e appassionante per un lettore casuale.
propone il primo volume in due edizioni cartonate,: una normale, che prevede le schede con le armature di tutti i cavalieri che compaiono negli episodi; l’altra in edizione Collection con 20 pagine di extra (a oltre il doppio del prezzo di copertina).

Abbiamo parlato di:
Saint Seiya Time Odyssey volume 1
Jérôme Alquié, Arnaud Dollen
Traduzione di Davide G.G. Caci
2022
88 pagine, cartonato, colore – 14,90 €
ISBN: 9788822636683

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