Hollywoodland: un noir all’ombra della fabbrica dei sogni

Hollywoodland: un noir all’ombra della fabbrica dei sogni
Ambientata nella sfavillante e contraddittoria Hollywood degli anni Venti, la nuova graphic novel di Sergio Bonelli Editore utilizza le vicende di due fratelli, diversi per indole ma accumunati dal medesimo tragico destino, per raccontare luci e ombre dello Star System al suo massimo splendore.

Hollywoodland-copertina-1_Recensioni Monty Winter è un eroe dalla faccia pulita, un poliziotto ammirato dalla gente e un padre di famiglia all’apparenza irreprensibile. Danny, suo fratello, è un tipo solitario, un uomo dai modi bruschi e di poche parole, che rifugge qualsiasi legame affettivo per dedicarsi anima e corpo al suo lavoro come tuttofare al servizio di un importante produttore cinematografico, un compito ai limiti della legalità. Nonostante la distanza incolmabile che li separa, i due si ritrovano invischiati in una serie di omicidi che hanno insanguinato l’ambiente del cinema e che potrebbero portare alla luce una più ampia rete di corruzione e di violenza.

Per quanto vincolata al tipico impianto stilistico bonelliano, nel quale il disegno e la disposizione delle tavole sono sempre funzionali alla chiarezza del racconto, Hollywoodland di (ai testi) e (alle matite) è un’opera fortemente cinematografica, non solo per l’ambientazione che fa da sfondo alle vicende – la Hollywood nei primi anni del suo massimo fulgore, a cavallo tra il tramonto del cinema muto e l’ascesa del sonoro – ma anche e soprattutto per l’atmosfera generale che si respira sin dalle prime pagine, che riecheggia i capolavori del cinema noir (di un paio di decenni successivi), qui omaggiato tanto nello stile quanto negli snodi della narrazione. Così, pur nella linearità di una trama che conduce a un prevedibile finale dalle tinte cupe, la storia dei due fratelli, agli antipodi per indole e vita vissuta, diventa un espediente narrativo per raccontare speranze e miserie di quella inesauribile fabbrica di stelle che sull’ambiguità e sugli eccessi ha costruito il proprio mito.

HWL_tavola_Recensioni Giocando con il tema del contrasto sia nella caratterizzazione dei personaggi sia a livello puramente stilistico, i due autori mettono così in evidenza le contraddizioni di un’epoca sicuramente d’oro per il cinema americano, ma che sull’altare del successo ha sacrificato una parte di sé, alimentando quell’ambivalenza che confonde i confini tra desideri e realtà, tra verità e finzione. L’epoca in cui Hollywood era ancora “land”, la terra dei sogni per antonomasia, e le luci della ribalta più fulgide nutrivano le più profonde ombre della solitudine e della disperazione.

In questo contesto di ambiguità morale ed esistenziale trova la sua naturale espressione il bianco e nero di Baldazzini che, come in un negativo fotografico, contrappone alle sequenze più ariose e luminose, caratterizzate da una geometrica chiarezza del tratto, inquadrature più opprimenti, in cui inquietanti ombre espressionistiche caricano volti e ambienti di una tensione quasi palpabile.

In conclusione, pur soffrendo di un’eccessiva semplificazione nella definizione dei personaggi e della mancanza di un’adeguata dose di suspense, Hollywoodland riesce nell’obiettivo di intrattenere senza mai annoiare, conducendo il lettore nel dietro le quinte di una società credibile e ben tratteggiata che, evitata una rassicurante ricostruzione nostalgica, ci ricorda come ogni passato, anche il più luminoso, si porta dietro il suo carico di ombre e di illusioni.

Abbiamo parlato di:
Hollywoodland
Michele Masiero, Roberto Baldazzini
, maggio 2019
288 pagine, brossurato, bianco e nero – 22,00 €
ISBN: 978-88-6961-389-0

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su