
All’interno della raccolta l’autore, attraverso un genere consolidato come quello dello slice of life, riesce a presentare e approfondire una miriade di temi, che si ripetono in diverse declinazioni, grazie a una sensibilità unica e a uno stile elegante e riconoscibile, che lo confermano come uno dei più interessanti mangaka degli ultimi anni, grazie anche ad opere come Tokyo Alien Bros.
Le prime due storie, Holiday e Fratello e sorella, raccontano con leggerezza e divertimento l’amicizia tra due vecchi compagni e un certo tipo di rapporto familiare, entrambi basati sulla complicità ma soprattutto sulla grande comprensione che fa regnare l’armonia in ogni attività condivisa.
È interessante notare come, sia nella primo racconto che nel secondo, uno dei due protagonisti, rispettivamente il mangaka squattrinato e il fratello sportivo, sia quasi immerso in un mondo tutto suo, legato a certe avventure o progetti senza scopo preciso (il raggiungimento del mare da una parte e la cura di alcune bambole dall’altra), un atteggiamento che li connota come outsider rispetto a una società pressante e tesa verso il prossimo obbiettivo.

Godzilla couple, dal tono più divertente, parla di come la passione ardente e l’intesa sul piano sessuale siano quasi la chiave per la sopravvivenza del mondo, quando Godzilla invade Tōkyō e una coppia passa la giornata a fare l’amore mentre la loro casa viene in parte distrutta dal mostro.
La penultima storia, Forza, Yōichi!, narra di un bambino che vorrebbe vincere una gara di triathlon e, prendendo questo come base, esplora le sue debolezze, la paura di non farcela, il desiderio di soddisfare la madre, le pressioni a cui è sottoposto dal padre e il confronto con l’altro sesso: tutto viene viene messo in circolo da quel costante movimento causato da speranze riposte e aspettative deluse dal quale, alla fine, non si può venire fuori se non con le ossa rotta e il cuore a pezzi.
Un anno del gatto Bun-chan esamina la morte e l’abbandono, ma anche la rinascita e l’affetto, mostrando la vita di un gatto lungo l’arco di un anno, toccando corde emotive che possono colpire tutti, senza banalizzarne gli intenti.

L’influenza di autori come Taiyō Matsumoto e Inio Asano è evidente, in particolar modo nei volti e nelle movenze dei corpi, ma tre caratteristiche in particolare creano lo stile peculiare di Shinzō: l’uso misurato dei retini, il riempimento quasi abnorme delle vignette e delle pagine, nelle quali si affastellano numerosi balloon, onomatopee e didascalie, che generano un mondo sonoro complesso e stratificato, e la volontà di creare un contrasto tra vuoto e pieno alla maniera del regista Yasujirō Ozu, disegnando prima spazi affollati di persone, oggetti e ambienti e dopo ridisegnando gli stessi spazi liberati da tutto, arrivando a comporre vignette completamente bianche o nere.
Holiday Junction è quindi una raccolta che propone storie di alto livello, piene di contenuti pregevoli e realizzate con una grande padronanza tecnica che confermano il talento di Keigo Shinzō.
Abbiamo parlato di:
Holiday Junction
Keigo Shinzō
Traduzione di Asuka Ozumi
Dynit Manga, febbraio 2019
192 pagine, bianco e nero, brossurato – 16,90 €
ISBN: 9788833550510








