
L’opera di Reiko Shimizu cala il genere poliziesco procedurale in un’ambientazione che potremmo definire di fantascienza soft, sia perché la distanza dal nostro presente è minima come minime sono le differenze, sia per una spiccata attenzione alle implicazioni sociali e filosofiche più che ai risvolti scientifici.
L’idea da cui parte il fumetto è l’invenzione di un’apparecchiatura che renda possibile interfacciarsi con il cervello di un defunto per estrarne tutto quello che ha visto negli ultimi quattro mesi, ripescando dalla memoria visiva ogni singolo momento vissuto dalla sua prospettiva, come in un film muto. Una scoperta che diviente uno strumento per combattere la criminalità.
Questo spunto viene svolto con uno stile che ricorda molto più uno shojo 1 romantico con (non troppo) vaghi accenni yaoi 2 che un poliziesco investigativo, senza per questo rinunciare a tematiche forti e crude e a sviluppi shoccanti. D’altra parte l’autrice ha una formazione legata al fumetto per ragazze, spesso contaminato con la fantascienza, che è evidente soprattutto nei disegni, caratterizzati da linee sottili che quasi a fatica emergono da tavole molto vuote nelle quali risalta il bianco, personaggi efebici in pose e inquadrature che ne evidenziano i tormenti interiori e lo sguardo malinconico.
Su queste basi l’autrice cerca di costruire la tensione attraverso l’uso di retini, vignette di varie forme, pause e silenzi tra le tavole e un disegno più particolareggiato e realistico per le scene dei delitti più efferati.


Non mancano riflessioni decisamente attuali sulla privacy, sui limiti a cui deve sottostare la ricerca della giustizia e della verità, su quanto siamo disposti a sacrificare per sentirci più sicuri e cosa questo possa comportare al lato pratico.

Lo scontro tra ciò che riteniamo moralmente giusto e l’approccio amorale e dispatico dei killer donano un’atmosfera insalubre al fumetto, accentuata dalle riflessioni personali dei protagonisti che toccano punte di lirismo e poesia, sottolineando come l’interesse dell’autrice sia rivolto più verso gli aspetti etici e filosofici che lato procedurale o all’azione.
Un’opera, giunta in Italia al secondo di dodici volumi previsti, che richiama alla base serial televisivi di successo per svilupparli secondo la sensibilità dell’autrice, donando alla storia un velo di malinconia e di poesia.
Abbiamo parlato di:
Himitsu – The top secret #1/2
Reiko Shimizu
Traduzione di Melissa Pennacchiotti
RW Goen, marzo –aprile 2016
220 pagine, brossurato, bianco e nero – 5,95 €
ISBN: 9788867124411 (vol.1) 9788867124428 (vol.2)
