Harold Gray – Little Orphan Annie

Harold Gray – Little Orphan Annie
Uno dei personaggi più famosi e longevi del fumetto americano. Merito dell'astuta arte di Harold Gray che, tramite Annie, seppe infondere quella vena conservatrice e "politically correct" tanto cara ai lettori americani, che ne decretarono l'immediato successo.
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, 1973 (USA, Little Orphan , 1924)

Il pubblico dei fumetti con il tempo si stanca delle battute umoristiche. I lettori vogliono che le strips abbiano suspense e romanticismo e che sappiano entusiasmare. Ed è ciò che io cerco di dare al pubblico con la mia orfanella.
(H. Gray)

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Mi verrebbe da dire che è una strip “on the road”, per il semplice fatto che la sua piccola protagonista girovaga per gli Stati Uniti con il suo inseparabile cane Sandy.

Il fatto è che nel sentir pronunciare la frase “on the road”, vengono subito in mente quelle caratteristiche tipiche della cultura controcorrente: libertà, anticonformismo, opposizione alle regole imposte, rifiuto del materialismo e via dicendo. Ma non è il caso della piccola Annie. Quest’orfanella è in realtà un’alter ego al femminile del suo autore, Harold Gray; uomo riservato, rigido e conservatore, Gray miscela tutti questi risvolti della sua persona nella piccola protagonista che, pur vivendo di stenti, è sempre pronta a dare il buon esempio a chi le sta intorno, con la sua voglia di lavorare e il suo contagioso ottimismo; lei difende l’impresa privata, le banche, la polizia, i professionisti dal soldo facile e critica il sindacato operaio; chi ha voglia di lavorare trova un lavoro e chi non vuole, invece, resta un disoccupato, che vive alle spalle degli altri. Ecco quella che sembra essere la sua teoria, una teoria che la stessa protagonista dimostra mettendosi a vendere giornali agli angoli delle strade, appunto per dare il buon esempio. Tutto questo in un paese che stava per immergersi nella grande depressione.

Quale miglior furbata se non quella di creare un personaggio che rispecchiasse la rigida moralità americana e che allo stesso tempo risollevasse il morale dell’americano medio?

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Little Orphan Annie in viaggio per le strade d’America con un’instancabile voglia d’ottimismo.

E Gray furbo lo fu parecchio e centrò perfettamente il personaggio giusto al momento giusto, grazie anche al Capitano Joseph H. Patterson, fondatore del New Syndacate che lo invitò a studiare una striscia tipicamente “all American” con un personaggio che doveva creare in ogni storia la giusta dose di avventura, mistero e suspense.

Annie si vedrà coinvolta nelle avventure più svariate, arrivando anche a essere una controfigura in un film che le procura un certo successo personale; in ogni situazione o posto in cui si trovi, la piccola eroina dagli occhi privi di pupille (una sorta di vezzo artistico di Gray non poco inquietante) si prende cura di bambini orfani e abbandonati come lei, portando amore e gioia anche a chi, nella vita, non avrebbe potuto permettersela. Lei è sempre lì, accanto a loro; nonostante abbia un padre adottivo ricchissimo, lei rifiuta qualsiasi favoritismo in nome della sua personale battaglia conservatrice: praticamente una sorta di propaganda degli ideali made in USA.

Inutile dire che il successo fu immediato e crescente, tanto che Little Orphane Annie continuò a essere pubblicata per quasi novant’anni, fino al 2010, quando fu presa la decisione di chiudere la strip definitivamente.

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Non solo humor, ma soprattutto mistero e suspense sono gli ingredienti che hanno fatto di Little Orphan Annie una delle strip più famose e durature del fumetto americano.

Viene da chiedersi se tutto questo successo fosse davvero meritato; alla fine Gray fu un artista dalle capacità artistiche non proprio eccelse e la qualità delle storie non ha certo il guizzo creativo che autori come Geo McManus o E. C. Segar riuscivano a imprimere alle loro strip. Ma Little Orphane Annie è uno di quei fumetti il cui standard ripetitivo delle storie è l’ingrediente di un successo così grande; Annie non è mai cresciuta, è sempre rimasta la piccola orfanella che ha accompagnato i suoi piccoli lettori nel corso della loro vita e che da questi è stata ricambiata con un affetto quasi immortale, una sorta di riconoscenza per averli aiutati a crescere, a diventare altruisti come lei.

Ed è tutta qui l’importanza della strip di Harold Gray e scusate se è poco. Perché alla fine Annie è entrata di gran diritto nella storia del fumetto e, al di la di tutte le considerazioni che si possono fare, le sue storie sono molto godibili e scorrevoli; una perfetta testimonianza di quell’America conservatrice che affidava ai suoi eroi di carta e celluloide il compito di risollevare il morale ai suoi concittadini.

E in questo la piccola orfanella Annie forse non ha mai avuto rivali.

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Annie nella versione rimodernata da Leonard Starr

Curiosità

Il 27 ottobre del 1925 il Chicago Tribune (il quotidiano che pubblicava la strip) non pubblicò le avventure di Annie. La redazione fu talmente assediata dalle proteste dei lettori che il giorno successivo il noto quotidiano dovette scusarsi pubblicamente con i lettori pubblicando una doppia dose d’avventure. Alla morte di Gray, avvenuta nel 1968, gli succedettero Elliot Caplin (fratello di Al Capp)e Blaisdell ai disegni fino al 1973 anno in cui subentrarono Joe Orlando, Michael Fleischer, Vic Martin e David Lettickanno.

E arriviamo al 1979 anno in cui subentrò niente meno che Leonard Starr (eh si, proprio il grande autore di On Stage) che la disegnò fino al 2000. Successivamente Jay Maeder, Andrew Pepoy e Ted Slampyak realizzarono la strip fino al maggio del 2010, anno in cui la stessa venne definitivamente chiusa.

Il capitano Joseph H. Patterson fu determinante nel successo di Annie e fu anche l’artefice del successo di personaggi importanti come Terry e i pirati di Milton Caniff e Dick Tracy di .

Il grande regista John Huston diresse un film ispirato alle avventure della piccola orfanella di Gray, Annie del 1982; di questo film, nel 2014 fu realizzato un remake per la regia di con e , in cui il ruolo di Annie è interpretato da Quvenzhané Wallis.

Edizione consigliata

Al momento la migliore presente in Italia è quella realizzata nel 1973 da Editoriale Corno; che vanta una bella introduzione di Luciano “” Secchi e alcune tra le avventure migliori raccolte nelle strip dal 1935 al 1936.

Altre edizioni

Presumibilmente la stessa edizione fu ripoposta l’anno successivo, nella serie Pocket.

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