H. G. Oesterheld e Arturo Del Castillo – La ballata di Joe Barrow

H. G. Oesterheld e Arturo Del Castillo – La ballata di Joe Barrow
Il mito della frontiera americana, demolito da uno dei più grandi sceneggiatori di comics della storia, che nei disegni del grande Arturo Del Castillo trova un perfetto complice per raccontare la maligna spregiudicatezza di un'antieroe del west.
H. G. Oesterheld e Arturo Del Castillo – La ballata di Joe Barrow_Essential 300 comics
, 1982 (Argentina, Loco sexton, 1976)

Tres Craneos, una stazione, poche case… cespugli che rotolano spinti dal vento del deserto, e il fischio del treno che si allontana
(Herbert Sexton)

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Arturo del Castillo

Arturo del Castillo sembra nato per disegnare le storie della frontiera americana. Il suo disegno ha un tratto che ben si sposa al west sporco e selvaggio, per via del suo meticoloso tratteggio che fa sembrare i disegni dell’artista cileno quasi delle incisioni ottocentesche.

Il problema per un artista come Del Castillo non è di certo trovare chi possa scrivergli delle buone storie con protagonisti cowboy e fuorilegge; in questo ha il miglior sceneggiatore del sud America (per non dire del mondo), il grandissimo Hector G. Oesterheld con cui creerà un bel personaggio come Randall e che gli scriverà questa serie di bellissimi racconti brevi raccolti in un volume dall’Eura Editoriale.

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Lo splendido segno di Arturo del Castillo: purtroppo la qualità di stampa a colori realizzata dall’edizione italiana non ha reso grande giustizia ai suoi disegni.

Ed eccoci arrivati al problema: la pessima qualità di stampa del volume che proprio non rende giustizia al disegno di Del Castillo proprio perché con dei colori invadenti e scuri, tutto il tratto dell’artista va a farsi benedire. Ma sapete com’è, erano anni in cui il fumetto era ancora un mezzo di consumo, per così dire, usa e getta e il colore era un motivo in più per facilitare e rendere più gradevole la lettura a chi si recava in edicola e comprava LancioStory, il periodico più noto della casa editrice romana e su cui vennero pubblicati per la prima volta questi racconti nella serie “Laggiù nell’ovest”.

E naturalmente la qualità di stampa lasciava parecchio a desiderare. Ma, insieme a un volume di Euracomix e alla ristampa delle storie di Ralph Kendall a opera delle Edizioni If e, recentemente, delle Edizioni Allagalla, credo che La ballata di Joe Barrow sia l’unico volume di Del Castillo pubblicato in Italia e nell’attesa che qualche editore volenteroso voglia rendere giustizia alle sue splendide tavole, dobbiamo accontentarci.

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Arturo Del Castillo: nato per il western.

Al di la di tutto, La ballata di Joe Barrow è una grande lettura. Quattro storie che vedono protagonisti il fuorilegge Joe Barrow, una canaglia senza scrupoli per nessuno, sia esso un ragazzino quindicenne esaltato dalle sue prodezze, o una donna un tempo amata e ora solo desiderata.
A fare da tramite a queste storie vi è lo scrittore Herbert Sexton, che rifugiatosi nell’ovest nel piccolo paesino di Tres Craneos, vive sentendo e raccontando storie legate alla frontiera e soffermandosi sulle malefatte di Joe Barrow che narra come con sentita amarezza quasi rappresentassero il canto del cigno della frontiera americana.

Anche qui siamo in presenza di un west lontano anni luce dagli eroi leggendari a cui Hollywood ci ha abituato e Oesterheld ci fa respirare il sudiciume e la legge fai da te presente negli uomini della frontiera che non hanno nessun tipo di scrupolo a condannare a morte un ragazzino colpevole di aver scambiato un balordo come Joe Barrow in un eroe. Una simile canaglia non può essere capace di nessun eroismo ma solo di avidità verso il denaro, quello stesso denaro che sarà causa della sua orrenda morte.

Un piccolo capolavoro, quindi, che vale come lettura di riscaldamento a quello che di Oesterheld, spero, leggerete in futuro (parleremo parecchio di questo scrittore geniale in questa rubrica) ma soprattutto per conoscere e apprezzare (nei limiti della pessima stampa) un artista la cui fama e abilità è profondamente legata alla frontiera. Una frontiera piena di polvere da sparo, violenza e odio.

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Una drammatica sequenza con protagonista Joe Barrow.

Curiosità

I racconti racchiusi nel volume consigliato appartengono alla serie Loco Sexton , che è il nome del giornalista che è la voce narrante delle avventure. Oltre quelle presentate in questa raccolta, ve ne sono delle altre pubblicate nei vari settimanali a fumetti dell’Eura.
Per conoscere ancora meglio questo artista meraviglioso, procuratevi gli albi della collezione Ralph Kendall pubblicati dall’Editore Allagalla, specializzato proprio in fumetti a tematica western.

Edizione Consigliata

Non c’e bisogno di ribadire la non eccelsa qualità di stampa. Al di là di questo il volume è abbastanza insolito per l’Eura Editoriale: brossurato, copertina con le alette che contengono un’introduzione dedicata ad Arturo del Castillo scritta da non si sa chi. Il volume è il numero 1 della collana Laggiù nell’ovest. Quando acquistai il volume a Lucca nel 1990, all’interno di esso vi era una riproduzione in bianco e nero della prima tavola dell’ultima storia (pagina 47 dell’albo). Se riuscite a trovarlo con la riproduzione, godrete appieno del talento grafico di Del Castillo.

Altre edizioni

Nessuna in volume oltre quella dell’Eura naturalmente. Per i collezionisti di Lancio Story, le storie contenute in questo volume furono pubblicate dal famoso periodico nei numeri 14, 17 e 21 dell’anno 1976.
Tuttavia esiste un volume cartonato (in vendita online ad un prezzo alto) abbastanza insolito: negli anni ’80 il settimanale Lanciostory pubblicava al suo interno degli “inserti” e cioè un fumetto suddiviso in episodi da staccare, raccogliere e rilegare con una cover cartonata che si comprava a parte. Nel caso di Del Castillo, il volume è un cartonato di oltre 500 pagine in bianco e nero intitolato Laggiù nell’Ovest e raccogli le storie della serie Loco Sexton.

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