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Gourmet: il cibo come ritorno all’essenza dell’uomo

Un uomo solitario che attraverso il cibo cerca di riappropriarsi di ritmi e tempi più propri dell'individuo, di uno stile di vita più naturale.
Articolo aggiornato il 22/09/2017

Gourmet: il cibo come ritorno all'essenza dell'uomoIncredibile come un fumetto il cui nucleo narrativo è costituito dai pasti del protagonista riesca a catturare in maniera totalizzante la nostra attenzione, ad affascinarci e coinvolgerci più della storia noir più intrigante o del comic d’azione più movimentato.

In Gourmet si racconta (apparentemente) il nulla, i dettagli poco significanti della vita di un personaggio dei fumetti, quegli attimi che quasi nessun autore ci dà la possibilità di leggere. L’attenzione è tutta rivolta alle quotidiane pause pranzo di Goro Inogashira, uomo d’affari in perenne pellegrinaggio per Tokyo e dintorni, alla sua certosina selezione del locale in cui fermarsi e all’ancor più accurata scelta delle pietanze dai menù, alla ricerca del giusto accostamento tra i piatti.

Goro pare essere un tipo piuttosto solitario che, in virtù della sacralità del momento del pasto, predilige i locali tranquilli manifestando un certo disagio nei confronti della folla e della confusione. Basti vedere il suo imbarazzo nel secondo episodio “Il sushi bar” dove si ritrova in un locale frequentato solo da vocianti signore di mezz’età, o nel sesto “Ravioli cinesi” in cui è costretto a consumare il suo pasto precotto a bordo d’un aereo, e ancor più nel settimo “Frittelle di polpo” quando lo vediamo sopraffatto da un gruppo di abituali clienti di un chiosco ambulante.

Gourmet: il cibo come ritorno all'essenza dell'uomoGourmet è anche un illuminate viaggio culinario tra i più esotici (per noi occidentali) piatti giapponesi, dei quali ci sembra di sentire profumi e sapori, complice anche la quasi fotografica rappresentazione che ne dà Jiro Taniguchi, presente qui soltanto in veste di disegnatore per i testi di Masayuki Qusumi.

Eppure Gourmet sembra essere un manga totalmente coerente anche nella poetica autoriale di Taniguchi, laddove la scrupolosa degustazione delle pietanze da parte di Goro rimanda al lento e contemplativo incedere de L’uomo che cammina ed alla sua osservazione del reale. C’è anche qui quel cosciente tentativo di recupero di ritmi e tempi più propri dell’individuo, di uno stile di vita più naturale, di un ritorno all’essenza dell’uomo che, in altre opere, era di volta in volta rappresentato dal rapporto con l’ambiente o con gli animali, mentre in questa in quello con il cibo.

Così Goro Inogashira, nel diciassettesimo capitolo “Sandwich ad Akihabara, Tokyio”, osservando con stupito distacco la folla accalcarsi per fare acquisti in un delirante quartiere commerciale esclama:

“Questo mondo non fa per me. Non c’é niente da fare”.

Abbiamo parlato di:
Gourmet
Masayuki Qusumi,
– Planet Manga, 2003
192 pagine, brossurato, bianco e nero – 13,90
ISBN: 8891262064

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