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Carlos Gardel: il grande cantor di Tango secondo José Muñoz e Carlos Sampayo

Tango, Argentina, fumo di sigarette, rumore di suole che strusciano il pavimento. Carlos Sampayo e José Muñoz e la loro impareggiabile arte di rendere la musicalità di un mito, Carlos...
Articolo aggiornato il 11/10/2017

Carlos Gardel: il grande cantor di Tango secondo José Muñoz e Carlos SampayoLa copertina del volume dice già tutto. Al sole di Buenos Aires, dietro l’ombra delle foglie degli alberi che ingentiliscono i marciapiedi, il cappello di Carlos Gardel, elegante nel completo scuro e camicia bianca, spunta dalla porta d’ingresso di un palazzo della metropoli argentina. Quasi nascosto del tutto, ma capace di attirare l’attenzione e focalizzare lo sguardo, così come la sua voce ha ipnotizzato e ammaliato milioni di persone.
Non esiste argentino e uruguagio che non conosca il nome di Gardel; non è un’esagerazione, ma la pura verità. Oggi, a centoventi e passa anni dalla sua nascita, è considerato il simbolo e orgoglio della nazione argentina, indipendentemente da dove – resta infatti avvolto nel mistero – sia realmente nato.
Un mito, in estrema sintesi, se non fosse che questo termine viene fin troppo frequentemente utilizzato a sproposito. Chi non ne ha mai sentito parlare è vivamente sollecitato a raccogliere informazioni per capire di chi si stia parlando (1) ma soprattutto a farsi cullare dalla sua potente voce in una delle molte riproduzioni audio d’epoca gracchianti che si trovano facilmente on line e che potete ascoltare cliccando play nell’apposito riproduttore in questo stesso articolo.

Accennavamo che si tratta del cantor per eccellenza di Tango, insuperabile in termini di qualità e successo e amore di pubblico. Fu il primo a sdoganare il tango cantandolo in un teatro importante e a versificarlo in Lunfardo (un misto tra spagnolo, napoletano, genovese…); trasvolatore e colonizzatore, porta in giro nel mondo, anche fisicamente, la nuova melodia struggente basata su ritmi e cadenze antiche e una mezcla di Milonga criolla, Havanera, Tango spagnolo… Il Tango, come oggi lo conosciamo, o la filosofia del sentimento che taluni definiscono genere musicale e danza diventa fenomeno extra sudamericano con, e soprattutto grazie a, Gardel solo a cavallo degli anni fra il 1920 e il 1930.

Carlos Gardel: il grande cantor di Tango secondo José Muñoz e Carlos Sampayo

E per i profani che pensano al Tango solo come “danza” è il caso di ricordare che, in Argentina, come se fosse un segno di devozione, la musica di Gardel, le canzoni cantate da Gardel, abitualmente non si ballano. Si ascoltano e basta, magari a occhi chiusi.

Carlos Gardel: il grande cantor di Tango secondo José Muñoz e Carlos Sampayo

Nonostante queste premesse i polsi dello sceneggiatore e del disegnatore José Muñoz non hanno tremato di fronte a un personaggio di tale importanza e hanno portato a termine un grande volume (per dimensioni e qualità) dal titolo semplice semplice: Gardel. L’edizione è in formato 29 x 21,5 e le pagine lisce non fanno altro che far risplendere le chine del disegnatore; la parte redazionale dettagliata e interessante, va letta prima del fumetto per assaporare l’aria fumosa e viziosa dei circoli in cui si ballava il Tango all’inizio del secolo scorso a Buenos Aires.

Carlos Gardel: il grande cantor di Tango secondo José Muñoz e Carlos Sampayo

La biografia, anche quella realizzata a fumetti, è sempre un genere di difficile approccio: in bilico fra gli eccessi dell’agiografia acritica e della rancorosa stroncatura. Nel nostro caso gli autori si trovano a dover raccontare la breve vita di un uomo la cui qualità principale è realmente intraducibile nel medium fumetto. L’impossibilità di rendere in immagini e parole la magia del tango e l’arte musicale del Nostro spostano l’obiettivo del libro che si preoccupa quindi, incapace di tradurre la musica in fumetto, di raccontare la storia di un uomo, delle sue passioni e del momento storico in cui le vive.

La scelta narrativa dei coetanei autori s’indirizza verso alcuni episodi di vita di Gardel e cerca di dipingere ai nostri occhi l’affetto del suo mito sui contemporanei così come percepito oggi. Viene utilizzato l’espediente narrativo di sottoporre il cantante a una specie di processo mediatico, sulla scia degli innumerevoli talk show televisivi che si lanciano sempre più di frequente alla scoperta di misteri più o meno tali. Il tutto condito dalle vicende dell’ancora vivente Romualdo Merval, cantante coetaneo di Gardel e suo pseudo rivale (che ricorda la figura di Salieri descritta nel film Amadeus di Milos Forman).

Carlos Gardel: il grande cantor di Tango secondo José Muñoz e Carlos Sampayo

Carlos Gardel: il grande cantor di Tango secondo José Muñoz e Carlos Sampayo
foto (c) Davide Occhicone

La morbosità di questi inutili programmi viene messa alla berlina laddove ci si avvita in inutili discussioni sulla presunta o vera omosessualità del cantante (la qual cosa davvero interessa a nessuno), coperta da una “compagna” ufficiale (ma anche Rock Hudson era sposato per motivi di immagine…), o sull’attendibilità dell’incidente in cui trovò la morte o sull’accidentalità dello stesso. Il dibattito per il gusto del dibattito.
Muñoz e Sampayo ci fanno salire e scendere dalla giostra del tempo in continui sbalzi temporali fra flashback nella Buenos Aires degli inizi del secolo scorso e quella di oggi, allo stesso tempo assurdamente uguali e lontane fra loro.

Oltre le cialtronerie sopra accennate, per fortuna, il libro descrive anche la vita di Gardel; cosa non facile, come detto, visto che si tratta di mettere le mani su un personaggio che nei ricordi e nel cuore di una nazione è solo positività, musica, canto e poesia.

Dello stratagemma narrativo sul quale regge il volume abbiamo già parlato: di contorno lo sceneggiatore si sofferma su piccole vicende di vita vissuta, piccoli episodi che illuminano il lettore su come fosse Gardel ma anche e soprattutto su come venisse percepito dalla gente.

La conosciuta passione di Sampayo per la musica (è anche critico musicale) lo porta ancora una volta a narrare le vicende di un personaggio che ha fatto la storia della musica; in precedenza si era dedicato a Fats Waller, con disegni di Igort (2) e a Billie Holiday, sempre con disegni di Muñoz. La musica è anche chiave di lettura della sceneggiatura di questo volume, visto che una visione dall’alto delle cento e passa pagine ci permette di vedere il volume come una sapiente orchestrazione su più piani temporali scanditi spesso dai versi delle più celebri canzoni di Tango interpretate e sovente scritte da Carlito Gardel (e spesso con testi di autori di origine italiana). Carlos Gardel: il grande cantor di Tango secondo José Muñoz e Carlos SampayoIl tutto reso attraverso la perfetta arte imperfetta di Muñoz, in un connubio conosciuto e apprezzato per una lunga serie di storie del loro personaggio noir Alex Sinner. Si staglia dalle pagine un bianco che acceca e che sa di calce e un nero che sporca e che sa di catrame. Grazie a questi due opposti strumenti vengono tirati fuori dal nulla le immagini e le profondità. Non servono linee, non serve contorno, il tratteggio è abolito del tutto; è l’alternanza di figure nere e bianche a dare la profondità di campo. L’impressione creata da una macchia nera tira fuori dal foglio persone, sfondi, oggetti. Talvolta un minimo di scenografia è data da texture di foglie e decorazioni, ma niente di più.

Carlos Gardel: il grande cantor di Tango secondo José Muñoz e Carlos Sampayo

Le linee non sono mai nette e precise, sono ripassate e interrotte, riprese e lasciate perdere. L’imperfezione è cifra stilistica; la mancanza di perfezione rende la tavola perfetta, la violenza del nero opposto al bianco attira l’occhio, lo scuote e gli sbatte in faccia il messaggio che lo sceneggiatore ha chiesto al disegnatore di comunicare; con linee non disegnate, con curiosi personaggi cartooneschi apparentemente fuori luogo nella storia. È questa la grammatica di Muñoz: tratti scarni, imprecisi, assenti, ricalcati, spunti grotteschi, masse opposte con forza le une alle altre: un impressionismo argentino senza toni di grigio o quasi che acceca con il bianco come il sole di Buenos Aires.
Una grande statua, sempre omaggiata da fiori freschi, guarda Buenos Aires nel Cemeterio Monumetal; ha quasi sempre una sigaretta accesa fra le dita. Il popolo di Carlito Gardel “cada dia canta mejor” non dimentica di accendergliene una.

Carlos Gardel: il grande cantor di Tango secondo José Muñoz e Carlos SampayoAbbiamo parlato di:
Carlos Gardel
José Muñoz e Carlos Sampayo
Traduzione di Fiorella Di Carlantonio, Cristiana Tullio Altan
Nuages, 2010
128 pagine, brossurato, bianco e nero – 24,00€
ISBN 9788886178631

Riferimenti:
Wikipedia, pagina in Spagnolo di José Muñoz
Wikipedia, pagina in Spagnolo di Carlos Sampayo
Editore Nuages
Pagina del libro sul sito dell’editore


Note:
  1. it.wikipedia.org/wiki/Carlos_Gardel 

  2. http://www.coconinopress.com/autori/igort/fats.htm 

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