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Un solo fumetto contro quattro miliardi di stronzi: The Death-Ray di Daniel Clowes

"Da grandi poteri” non deriva assolutamente nulla: Clowes spiazza ancora i lettori con un singolare racconto che va ben oltre la parodia del fumetto supereroistico, ennesima riprova della capacità di...
Articolo aggiornato il 22/09/2017

Un solo fumetto contro quattro miliardi di stronzi: The Death-Ray di Daniel Clowes

Cerchi di rendere il mondo un posto migliore e cosa ci guadagni?
… Come diavolo può farcela un solo uomo contro quattro miliardi di stronzi?

Se vi imbatteste in una frase del genere in un albo di Superman o Batman, potreste pensare che state leggendo l’ennesima riscrittura del mito americano del supereroe, aggiornata al ventunesimo secolo da qualche autore revisionista Un solo fumetto contro quattro miliardi di stronzi: The Death-Ray di Daniel Clowes(tre volte su quattro, un inglese).

Se la frase, invece, la trovate in bocca a un disadattato in maglione e pantaloni, che, grazie al fumo delle sigarette (eh?), riesce ad attivare uno strano Raggio della Morte contro il suo prossimo, sappiate che state leggendo l’ultimo, singolare, racconto a fumetti di pubblicato in Italia da , The Death-ray.

 

Il raggio della morte è un’opera emblematica dell’approccio particolare al medium di Clowes, capace in ogni sua opera di spiazzare il lettore. Per certi versi, questa strategia straniante rappresenta l’unico tratto di stile ricorrente di uno Zelig della matita, che per il resto, ogni volta, mette le sue enormi capacità espressive al servizio delle storie che sceglie di raccontare.

Prendete Ghost world, David Boring, o Wilson – tanto per citare tre sue opere celebri – e vi troverete di fronte ad autori, Un solo fumetto contro quattro miliardi di stronzi: The Death-Ray di Daniel Clowesall’apparenza, diversi. O meglio, l’autore è sempre lo stesso, con le sue figure e il suo mondo poetico, ma ogni volta la forma narrativa cambia per stilemi, respiro, ritmi, ribaltando tutte le convenzioni di genere.

Anche in The Death-Ray il genere rappresenta lo spunto e il pretesto. Clowes parte dai superhero comic book, prendendone in prestito i momenti topici (origini, coming of age, doppia identità, etc.) ma solo per rovesciarne i significati.
Di base, potremmo considerarla quasi una parodia. Così, non c’è da stupirsi che l’arma che permette al protagonista Andy di esercitare il suo superpotere sia una banale pistola giocattolo. Lo stesso superpotere, il famigerato “raggio della morte” del titolo assume l’aspetto fintacchione – anche nella rappresentazione grafica ingenua – dei b-movies anni ’50 e delle vecchie illustrazioni pulp di fantascienza.

Un solo fumetto contro quattro miliardi di stronzi: The Death-Ray di Daniel Clowes

Che l’obiettivo di Clowes sia però qualcosa di più che fare il verso a Stan Lee e Steve Ditko, diventa palese via via che ci caliamo nella vicenda di questo adolescente disadattato, incapace di relazionarsi con gli altri. Vignetta dopo vignetta, Un solo fumetto contro quattro miliardi di stronzi: The Death-Ray di Daniel Clowesil rovesciamento narrativo operato dall’autore scivola dall’ironico nel grottesco, fino a sconfinare nel tragico. Ad esempio, le sigarette da cui il protagonista sembra ricavare l’energia, sono la versione cancerogena degli spinaci di Popeye o delle noccioline di SuperPippo. La nicotina che dà il superpotere ad Andy è la stessa sostanza che ha condannato suo padre a morte: l’archetipo eroico dell’oggetto magico nella realtà raccontata da Clowes diventa un oggettosquallido”, niente più che il vizio di un sopravvivente.

Oltre che sul piano figurativo, la strategia spiazzante, e per certi versi volutamente disturbante, di Clowes permea con efficacia il piano dell’espressione. Ecco quindi che a introdurre le pagine, semplici didascalie vengono agghindate, dal punto di vista del lettering, come roboanti titoloni di storie.
Le stesse tavole esibiscono l’architettura indipendente l’una dall’altra delle classiche Sunday pages a fumetti, pubblicate in passato sui quotidiani. L’effetto visivo è quello di imporre all’occhio del lettore pause sincopate e accelerazioni improvvide.
Immaginate di leggere una pagina di prosa, in cui la punteggiatura fosse stata messa in disordine invertendo i “punti” con le “virgole” e vi troverete nella stessa situazione del lettore di fumetti di fronte a The Death-Ray.

Un solo fumetto contro quattro miliardi di stronzi: The Death-Ray di Daniel Clowes

Anche la regia della scena segue una logica spiazzante. Nei momenti topici in cui Andy sta per adoperare il raggio della morte, l’azione per paradosso non viene mai mostrata. Un solo fumetto contro quattro miliardi di stronzi: The Death-Ray di Daniel ClowesIl tradimento del modello narrativo originario del superhero comic book diventa qui palese e stridente. Laddove nel fumetto popolare l’azione rappresenta il fulcro della messa in scena, al contrario Clowes la confina fuoricampo. Per di più queste scene “negate” rispecchiano la negatività del racconto: l’esercizio invisibile del superpotere da parte di Andy costituisce un abuso egoistico, lontano da qualsiasi nobiltà ideale degli Spiderman e dei Captain America

Tutti i dispositivi sinora descritti, va sottolineato, costituiscono elementi ritmici di un discorso organizzato. In altre parole, quando ti aspetteresti che, dal punto di vista grafico, narrativo, espressivo, il racconto tocchi un picco, Clowes al contrario raffredda la macchina emozionale della storia. La spezzetta, la frantuma, la dissolve in una battuta annichilente.

“Da grandi poteri” non deriva assolutamente nulla, sembra dirci l’autore. C’è un’amarezza di fondo nella rappresentazione arida del mondo, depauperata di ogni ghirigoro espressivo, in cui Clowes ci proietta.

Per dirla con Matteo Stefanelli, Clowes mette in scena una “estetica della frustrazione” che, al fondo, è anche una implicita poetica dell’impotenza narrativa. Il raggio della morte è dentro ognuno di noi: cosa pensate che possa fare un singolo autore di fumetti contro quattro miliardi di stronzi?

Un solo fumetto contro quattro miliardi di stronzi: The Death-Ray di Daniel Clowes

Bibliografia minima (online)
Daniele Barbieri, Il senso frantumato di David Boring
Daniele Barbieri, Di Daniel Clowes e del ridicolo 
Matteo Stefanelli, Estetica della frustazione: il gioco di Daniel Clowes 
Ken Parille, The Death-Ray Discussion Forum
Michele R. Serra, L’importanza di essere sfigato

Abbiamo parlato di:
The Death-Ray
Daniel Clowes
Coconino Press – Fandango, 2012
56 pagine, cartonato, colori – 22,00€
ISBN 9788876182013

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