{"id":68,"date":"2016-05-04T18:28:57","date_gmt":"2016-05-04T16:28:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/?p=68"},"modified":"2017-05-09T13:04:15","modified_gmt":"2017-05-09T11:04:15","slug":"suo-nome-simona-cronache-disavventure-napoli-comicon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/suo-nome-simona-cronache-disavventure-napoli-comicon\/","title":{"rendered":"Il suo nome era Simona: cronache e disavventure da Napoli Comicon"},"content":{"rendered":"

Si \u00e8 conclusa ormai da un po\u2019 la kermesse di Napoli Comicon, e arrivo a scriverne in un momento in cui le sensazioni si son gi\u00e0 mutate in ricordi.
\nAndando per ordine, prover\u00f2 a fare un resoconto di questo viaggio tragicomico nel mondo del fumetto.
\nNon sar\u00e0 il solito reportage sulla fiera: ormai sappiamo bene che Napoli Comicon ha assunto grande rilievo nel panorama nostrano, diventando un appuntamento fisso che offre molto, al di l\u00e0 dei problemi di congestione per l\u2019affluenza, e che presenta ogni anno un parco ospiti di tutto rilievo.
\nProver\u00f2 invece a raccontare una lunga (perdonatemi) ma ironica dis-avventura personale per mostrare come ho vissuto la fiera prima di tutto da lettore. Sicuramente \u00e8 stato un viaggio costruttivo che ha significato molto per me, ma gi\u00e0 so che questo resoconto personalissimo (che non interesser\u00e0 ai pi\u00f9), si ridurr\u00e0 a una sorta di calderone di emozioni sotto la forma infantile del compitino che la maestra ha assegnato a tutti noi, almeno una volta, chiedendoci di raccontare le vacanze estive. Insomma, un qualcosa di atipico rispetto a quanto avevo pensato per questo blog, ma mi permetterete uno strappo.<\/p>\n

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Me che rifletto prima del viaggio.<\/figcaption><\/figure>\n

Il viaggio \u00e8 iniziato gioved\u00ec 21 aprile, con partenza da Siena alla volta di Roma, da cui la mattina seguente mi sarei spostato in auto con alcuni facinorosi sino a Napoli.
\nNon ci sono donzelle o draghi da inventare, perch\u00e9 l\u2019inizio della storia \u00e8 gi\u00e0 drammatico di per s\u00e9; ch\u00e8 potrei scriverci un libro solo su questo\u2026Giunto a Roma Tiburtina, avrei avuto dieci minuti di tempo per acquistare biglietti di treno e metropolitana, prendere la metro e far 4 (o non ricordo pi\u00f9 quante) fermate fino a Roma Termini e prendere un treno assieme ad un amico che per privacy chiameremo Batteo. Inutile dire che la fretta ci ha fritto le sinapsi: ho dimenticato la valigia nel pullman (\u2026) e me ne sono accorto solo a Termini, dove ho perso treno, speranza e affetti.
\nScesi nella metro per tornare indietro abbiamo anche sbagliato direzione (noi tapini), e questo comportava uscire di nuovo dalla metro e riacquistare il biglietto. Itaca era ancora lontana.
\nIn tutto ci\u00f2 abbiamo sperato nell\u2019improvviso deus ex machina di una guardia giurata piena di senso dell\u2019umorismo (vedrete poi perch\u00e9), a cui abbiamo chiesto il favore di farci usare il suo passaggio spiegandogli l\u2019inconveniente. La pronta risposta non si \u00e8 fatta attendere: \u201cA rig\u00e0 dovete fa er giro!\u201d. Una lama in metrica che nemmeno il meglio Ipponatte.
\nPersi nei cunicoli di questo mondo sotterraneo, incontriamo di nuovo la nostra guardia che si sta recando dall\u2019altro lato della stazione con dei colleghi e che, fulminata sulla via di Damasco, esclama: \u201cDaje che ve apro\u201d.
\nDurante il breve tragitto il nostro simpatico e nerboruto amico non ha potuto far a meno di chiederci cosa stessimo facendo, notando il panico sul mio volto – me che nel frattempo provavo a contattare (inutilmente) il melodioso call center della compagnia viaggi. Dopo avergli narrato l\u2019accaduto, la guardia, per rassicurarmi, ha sentenziato sghignazzando: \u201cde sti tempi ce sta da ride, se so come va te la stanno a fa brill\u00e0\u201d.
\nIn realt\u00e0, l\u2019idea che la mia valigia potesse esplodere non mi aggradava particolarmente. Non per nulla ma c\u2019erano circa dieci kg in fumetti da far dedicare (ero partito gi\u00e0 carico). Quel bagaglio andava portato in salvo.<\/p>\n

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La famigerata dedica, come vedete c’\u00e8 solo la firma.<\/figcaption><\/figure>\n

Saltando il resto della storia, altrimenti diventerei volgare (ma la valigia l\u2019ho ripresa), il giorno dopo abbiamo raggiunto Napoli fra vari errori ai caselli e rischi di sinistri causati dalla totale anarchia stradale vigente nel capoluogo partenopeo.
\nGiunti in fiera, inforco con fierezza il mio badge de Lo Spazio Bianco e mi reco nel punto accrediti per il famigerato pass stampa. Inutile dire che chi aveva il biglietto \u00e8 entrato prima di me (ma mi sono rifatto nei giorni successivi in cui le file per gli ingressi erano apocalittiche e pandemoniche).
\nLa giornata si apre subito con un evento molto positivo: varie ore di fila per avere una dedica dal Don Rosa.
\nCi siamo cresciuti tutti con Don Rosa, come fai a non andarci (mi dicevo). Sopportate varie ore di urla, spintoni e \u201candate avanti senza di me\u201d per chi aveva ormai esaurito le scorte idriche, fra le lacrime agli occhi e le nostre sonore risa di scherno (questa \u00e8 la dura legge della fiera), finalmente arrivo dal Don. Con sei ore di fila alle spalle accumulate, il nostro incontro \u00e8 stato piuttosto breve e formativo. Mentre firmava la mia copia della Saga \u00e8 andata pi\u00f9 o meno cos\u00ec, in perfetto e signorile inglese: \u201cPu\u00f2 scrivere Per Simone per favore?\u201d \u201cNo.\u201d. Ed \u00e8 finito il nostro incontro.
\nRipresomi un attimo dall\u2019estro umano sfoggiato dal nostro amato Keno, mi reco nel cortile della fiera per realizzare una trappola premeditata da un po\u2019.
\nA pochi metri vi era infatti il povero e ignaro Ratigher, in cima a una specie di elevatore a millemila metri di altezza intento a realizzare un murale dedicato ad Outcast. Con una improvvisazione degna della miglior messa in scena del Romeo e Giulietta di Shakespeare urlo: \u201cRATIGHEEER!\u201d, il povero si affaccia dall\u2019alto del suo balcone e mi vede\"13051673_10208084673227055_9103500880250247721_n\" sventolare la mia copia di Trama. Il suo destino \u00e8 scritto, Montecchi e Capuleti devono ricongiungersi, e con la tristezza in volto abbandona il suo lavoro e fa manovrare l\u2019elevatore per scendere (son stato molto molesto). Non aveva nulla con s\u00e9 il povero Ratigher, a parte la tristezza, e mi ha firmato il fumetto con un matitone da cantiere, di quelli che non li appunti, ma li INTAGLI col taglierino. Ci siamo lasciati dopo una decina di minuti di chiacchiere appassionate e un \u201cViva l\u2019Abruzzo\u201d da parte sua.
\nIl resto della giornata \u00e8 passata in relativa tranquillit\u00e0, godendomi gli stand e spulciando nell\u2019usato. Brevi soste per salutare i ragazzi di Eris Edizioni (che ammiro moltissimo per il coraggio delle pubblicazioni) e poi ho costruito il campo base presso lo stand Coconino, fra un Igort che urlava in faccia ad alcuni avventori che gli mostravano i loro fumetti, e i complimenti e l\u2019affetto verso altri della stessa categoria dei summentovati. Segue una lunga e stimolante chiacchierata con uno degli autori di cui in assoluto ho pi\u00f9 stima: Marino Neri.<\/p>\n

\u00c8 nella serata che per\u00f2 \u00e8 avvenuto l\u2019incontro in cui mi sono mostrato pi\u00f9 canaglia.
\nDopo un po\u2019 di attesa allo stand Rizzoli\/Lizard, sono arrivati di buona lena Florent Ruppert e Jerome Mulot, che presentavano il loro La tecnica del perineo<\/em>, fumetto di cui sto scrivendo proprio in questi giorni.
\nErano annoiati gli autori, per le firme non c\u2019era molto lavoro da svolgere, e giunto il mio turno uno dei due inizia distrattamente a ritrarmi sull\u2019albo, mentre l\u2019altro si mordicchia le unghie guardando altrove. Non chiedetemi chi dei due fosse a fare cosa, me ne vergogno ma non ho idea di quale fosse Florent e quale Jerome. Il tipo che disegnava era un simpatico Signore Calvo, uno dei due.
\nVista l\u2019atmosfera provo a rompere il ghiaccio, a spiegare ai due che il fumetto mi \u00e8 piaciuto davvero tanto, e che con i disegni han fatto un lavoro grandioso.<\/p>\n

Nota bene: per tutto il resto della conversazione loro avrebbero parlato in francese e io risposto in inglese. Il loro inglese era pessimo.<\/p>\n

\"Il
Il mio “ritratto” di Ruppert e Mulot<\/figcaption><\/figure>\n

Nel mentre l\u2019altro restava a mordersi le sue unghie con fare di sufficienza, mentre il Signore Calvo sembrava molto gentile e ben disposto.
\nA un certo punto per\u00f2 il prode snob, che poi non si sarebbe rivelato tale, accenna una frase, pi\u00f9 per provocazione e sfott\u00f2, che credendoci davvero.
\nIn francese mi chiede: \u201cCos\u00ec tu leggi BD?\u201d, con tono beffardo. Evidentemente i due non riponevano grandi aspettative nel loro pubblico italiano, ma quella domanda divenne una sorta di sfida personale, nonch\u00e9 la sua condanna.
\nPer mettere subito le cose in chiaro rimango muto e tiro fuori il mio nuovo e fiammante volume integrale di Lone Sloane di Druillet. I due sussultano.
\nSimulando disinteresse il nostro soverchiatore inizia a sfogliare distrattamente il volume, ma pagina dopo pagina vedo i suoi occhi brillare.
\nCominciata questa sfida non potevo per\u00f2 tirarmi indietro. Gli ho detto le solite cose, che sono cresciuto con Moebius, che adoro Bastien Viv\u00e8s (il Signore Calvo mentre disegna mi risponde felice che ci hanno lavorato loro con Bastien Viv\u00e8s. Sapevo anche quello), Herg\u00e8, Uderzo, Goscinny, Van Hamme e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta.<\/p>\n

Ma a quel punto volevo sapere invece se LORO conoscessero il nostro fumetto, e non solo quello.
\nGli ho spiattellato in faccia Trama di Ratigher, era l\u2019unico modo.
\nIl nostro snob ora era interessato ma ancora con distacco. Gli ho mostrato Remi Tot di Martoz. Ha annuito con la testa, era curioso, ma non faceva per lui. Ho deciso quindi di fargli vedere un po\u2019 di spese dagli amici di Eris: l\u2019anteprima di Ittero Perpetuo di Adam Tempesta e Safari Honeymoon di Jesse Jacobs. Il nostro amico non ha retto il colpo. Ha iniziato a divorare il volume di Jacobs, ha tirato fuori una Moleskine e si \u00e8 segnato titolo, autore ed editore.
\nHo buttato il carico da undici dicendogli che a breve l\u2019editore avrebbe pubblicato il canadese Michael DeForge. Il Signore Calvo, mentre disegnava e sempre sorridendo, mi ha detto di conoscerlo bene DeForge. A quel punto ho fatto una inutile e fuori luogo operazione mentale interiore consistente in \u201cCanada ex colonia francese spiegato perch\u00e9 lo conosci\u201d.
\nGli ho mostrato poi anche La coda del lupo di Neri e abbiamo parlato un po\u2019 di Manuele Fior e Lorenzo Mattotti, autori che loro conoscevano bene, visto che ormai hanno un forte legame con la Francia. Lui biascica qualcosa su una mostra che sembra essere stata organizzata dalla moglie di Mattotti (?), ma la mia scarsa conoscenza del francese non mi \u00e8 stata d\u2019aiuto.<\/p>\n

\"Una
Una tavola menzionata dall’autore<\/figcaption><\/figure>\n

Allora, sempre lo snob, ora molto ben disposto, rinizia a sfogliare Lone Sloane e mi dice con tono serio: \u201cVuoi vedere dov\u2019\u00e8 nata la BD?\u201d. Mi mostra allora alcune tavole di Druillet e le analizza per singole parti, le scompone. Poi sembra assorto nel cercarne alcune in particolare. Sembra conoscere l\u2019opera in maniera enciclopedica. Le trova. Me le mostra.
\nOra a restare incredulo ero io. Avevo di fronte a me due tavole di Enki Bilal – no che dico, era sicuramente Druillet! – ma in quel momento ho immaginato quanti artisti prima di me avessero sfogliato e divorato quel fumetto e ne avessero tratto ispirazione. In quell\u2019istante e per poco mi sentivo parte di qualcosa e le barriere linguistiche erano scomparse.
\nProsegue la nostra conversazione su Druillet alla ricerca di rimandi, ne troviamo molti. Nel frattempo il mio ritratto \u00e8 concluso. Fine del sogno. A quel punto ci salutiamo con grande stima e affetto. Uno di loro nota il mio badge e mi chiede al volo qualche informazione sul mio lavoro per Lo Spazio Bianco.<\/p>\n

\"L'altra
L’altra tavola scelta dall’autore circa Bilal.<\/figcaption><\/figure>\n

La giornata di sabato si apre invece con un simpaticissimo sketch: Paco Roca che dedica i suoi fumetti e che riceve (con occhi lucidi e sognanti) una birra ghiacciata in bottiglia di vetro (dall\u2019ignota provenienza e marca) da parte di un membro dello staff editoriale Tunu\u00e8. Il problema per\u00f2 fu proprio dovuto alla teoria del caos: una farfalla che batte le ali distrugge il mondo dall\u2019altro lato. Dopo pochi secondi infatti il trecciatissimo Tony Sandoval si reca alle spalle di Paco con una birra in mano. Era calda. Era in lattina. Era Tuborg. Gliel\u2019aveva data poc\u2019anzi la stessa persona.
\nIl resto del racconto, cari lettori, verr\u00e0 omesso per continenza. Sta alla vostra fertile e vivida immaginazione capire come fin\u00ec quella storia.<\/p>\n

Il pomeriggio \u00e8 passato in relativa calma, con un\u2019intervista di una mezz\u2019oretta in sala stampa con la gentilissima Yoko (la traduttrice) e il Maestro Atsushi Kaneko, che indossava una stilosissima maglietta col Batman di Adam West coordinata da una stringata Dottor Martens e degli anelloni spiritici. L\u2019intervista si \u00e8 svolta fra uno scherzo e l\u2019altro, e durante questa ho potuto \u201cconoscere\u201d la famiglia del Maestro che con religioso silenzio assisteva alla nostra chiacchierata a qualche metro di distanza. Non voglio cadere nei luoghi comuni, ma \u00e8 sempre particolare avere a che fare coi modi di una cultura ancora cos\u00ec distante dalla nostra; \u00e8 una scoperta continua, ed ero emozionato. Seguono sorridenti ringraziamenti, grandi apprezzamenti da parte dell\u2019autore, ricambiati dal sottoscritto, e un cordiale scambio di biglietti da visita (no, in realt\u00e0 io non ne ho, ma Kaneko s\u00ec).\"13076974_10208084680187229_3491618165312481994_n\"<\/p>\n

Domenica \u00e8 stata invece giorno di riposo. Non avrei retto quattro giorni di fila in quel caos. Per fortuna Napoli offre molte opportunit\u00e0, e gi\u00e0 da tempo mi ero prefissato di recarmi ad una piccola mostra dedicata principalmente a Mir\u00f2, ma anche Dal\u00ec e De Chirico, a Cava de\u2019 Tirreni (di cui vi lascio qui <\/a>il link). Ho colto l\u2019occasione al volo e l\u2019ho visitata con la mia ragazza.<\/p>\n

\"Due
Due litografie di Dal\u00ec in mostra.<\/figcaption><\/figure>\n
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La Venere di Milo col ventre squarciato dallo xenomorfo.<\/figcaption><\/figure>\n

Non sazi, nel pomeriggio abbiamo deciso di visitare anche il Museo Archeologico Nazionale. Ci\u00f2 che pi\u00f9 ci ha sorpresi l\u00ec (per un lettore di fumetti \u00e8 una strana esaltazione) \u00e8 stato vedere accanto al Doriforo, all\u2019Ercole Farnese e alle mille meravigliose sculture del museo alcuni supereroi, Batman e Superman in primis. Indagando meglio ho scoperto che si trattava della mostra di Adrian Tranquilli, \u201cGiorni di un futuro passato\u201d, che accostava ai grandi capolavori questi eroi moderni. E allora Batman diventava una sorta di martire crocefisso, la Venere di Milo, di un abbagliante blu elettrico, aveva il ventre squarciato da uno xenomorfo, il maestro Yoda era\"13096100_863348367126427_4503242059233736348_n\" riposto in una teca con tanto di corredo papale, il colonnato di San Pietro del Bernini era riprodotto con migliaia di carte, ovviamente dei Joker. \u00c8 stato bizzarro, ma allo stesso tempo divertente, \u00e8 un modo molto particolare per arricchire e rendere pi\u00f9 godibile un percorso cos\u00ec importante. Persino il Maestro Kaneko (che ho scoperto aver visitato il museo), ha sfrenatamente fotografato queste opere cos\u00ec atipiche e ne \u00e8 rimasto sorpreso!<\/p>\n

Luned\u00ec, l\u2019ultimo giorno, \u00e8 trascorso molto velocemente. Per me \u00e8 stato per\u00f2 sin dal mattino un giorno molto importante: dovevo moderare un incontro con l\u2019autore dell\u2019opera che per sempre ha cambiato il mio modo di vedere i fumetti, e non solo il mio: Richard McGuire.
\nAll\u2019incontro con McGuire dedicher\u00f2 un breve ma specifico articolo. \u00c8 stato un evento troppo denso di emozioni ma anche di spunti di riflessione.
\nPrima dell\u2019incontro ho per\u00f2 avuto modo di chiacchierare con Richard che fra l\u2019altro ha dedicato il volume alla mia ragazza ed anche a me. Con lei \u00e8 stato un momento da non poche risate: Richard ha questa balzana idea di guardarti fisso negli occhi coi suoi occhioni azzurri e ritrarti senza mai osservare il foglio. Dopo istanti di imbarazzo, lui stesso le dice \u201cS\u00ec, lo so, \u00e8 molto strano\u2026\u201d.
\nAlla fine lo ha concluso il \u201critratto\/dedica\u201d per la mia ragazza, e le ha detto che quando escono brutti \u00e8 perch\u00e9 si emoziona molto. Un complimento o forse una giustificazione?
\nUna volpe insomma, \u00e8 stato molto simpatico, e le sue doti al disegno non sono di certo in discussione. Ma eccovi il risultato\u2026\"13149983_10208130087722389_404362503_n\"<\/p>\n

La giornata si \u00e8 conclusa in tardo pomeriggio con un salto nel padiglione dedicato ai giochi da tavola. Per ingannare l\u2019attesa ci siamo seduti con amici nello stand Hasbro, dove erano predisposte delle posizioni per provare alcuni dei loro evergreen. Noi eravamo al Tab\u00f9.
\nDopo varie e rocambolesche parole smozzicate fra napoletano e lingue arcaiche, si sono unite a noi due ragazze dello staff della fiera, con tanto di felpa recante \u201cComicon Crew\u201d. Volevano provare il gioco anche loro ma avevano poco tempo.
\nIl culmine poetico della partita \u00e8 stato raggiunto quando la parola da azzeccare era \u201cmalinconia\u201d. Riferendosi a me ed indicandomi chi mi era vicino, una delle ragazze dice: \u201cVoi siete una coppia. Cosa si prova con la distanza?\u201d. Dopo estenuanti tentativi fra \u201ctristezza\u201d, \u201cnostalgia\u201d, \u201cdispiacere\u201d e \u201cmancanza\u201d, una delle due decide di urlare \u201cSESSO\u201d.
\nSo solo questo: il suo nome era Simona.
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Un vero e proprio racconto. Mettetevi comodi.<\/p>\n","protected":false},"author":561,"featured_media":69,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Il suo nome era Simona: cronache e disavventure da Napoli Comicon - Fumetti Corsari","description":"Un vero e proprio racconto. Mettetevi comodi."},"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[49,43,47,46,48,45,50,44,17],"class_list":["post-68","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-fumetti-corsari","tag-atsushi-kaneko","tag-don-rosa","tag-florent-ruppert","tag-igort","tag-jerome-mulot","tag-marino-neri","tag-philippe-druillet","tag-ratigher","tag-richard-mcguire"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/users\/561"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=68"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/media\/69"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=68"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=68"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=68"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}