{"id":458,"date":"2017-05-19T17:28:22","date_gmt":"2017-05-19T15:28:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/?p=458"},"modified":"2017-05-19T17:30:47","modified_gmt":"2017-05-19T15:30:47","slug":"letture-condivise-richard-mcguire-tralfamadoriani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/letture-condivise-richard-mcguire-tralfamadoriani\/","title":{"rendered":"Letture con\/divise: Richard McGuire e i Tralfamadoriani"},"content":{"rendered":"<p><em>Letture con\/divise<\/em> \u00e8 uno spazio in cui, da lettore onnivoro, provo a tracciare nuovi ed inediti percorsi, collegamenti, anche labili, fra un libro e un fumetto, che possano dare spazio ad una riflessione pi\u00f9 ampia sulle opere.<br \/>\nUn tentativo pratico di mostrare come questi due mondi, che coinvolgono fette di pubblico spesso reciprocamente aliene, siano in realt\u00e0 profondamente collegati; ma soprattutto un&#8217;opportunit\u00e0 per esaltare la diversificazione, posto che la confidenza con mezzi comunicativi differenti costituisce sempre una chiave di volta per approcciarsi pi\u00f9 consapevolmente ai pi\u00f9 disparati campi artistici.<\/p>\n<h2>Qui: la struttura dell&#8217;Esserci<\/h2>\n<p>Inauguro la nuova rubrica con un argomento che mi sta molto a cuore, dato che per la seconda volta torno a parlare di <em>Qui<\/em>, la grandissima opera di <strong>Richard McGuire<\/strong> che sul finire degli anni &#8217;80 ha cambiato per sempre il modo di concepire il fumetto ed i suoi presunti limiti strutturali, e che ancora oggi, con un rinverdito e non inutile ritorno, continua ad affascinare autori e lettori, nonch\u00e9 il sottoscritto.<\/p>\n<p>Nella sua opera, di cui potete leggere <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/sintesi-richard-mcguire-swarte-luca\/\">qui<\/a> una mia esaustiva analisi, McGuire compie delle precise scelte per mostrare la sua idea di tempo e imbastire una sorta di <strong>teatro dell&#8217;umanit\u00e0, ma anche dell&#8217;intero universo,<\/strong> visto dalla piccola e atomistica prospettiva dell&#8217;angolo di salotto in cui l&#8217;autore \u00e8 cresciuto con la sua famiglia.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-463\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2017\/05\/9788817081115_4_0_1161_80-e1494625151172.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;intuizione \u00e8 stata quella di organizzare le tavole in doppie splash page con sfondo fisso focalizzato sull&#8217;angolo del soggiorno in cui, dall&#8217;interno di alcuni riquadri, finestre su svariate epoche passate, presenti e future, vediamo svolgersi un continuum temporale che coinvolge dinosauri, pellerossa, uomini di ogni epoca, catastrofi nucleari, alluvioni, incendi, momenti intimi familiari ecc&#8230;<br \/>\nl&#8217;idea \u00e8 fondamentalmente accostabile a due grandi cifre stilistiche del fumetto, che possiamo ricondurre a <strong>Gianni De Luca<\/strong> e alla ligne claire di <strong>Herg\u00e9<\/strong>.<\/p>\n<p>De Luca nella sua trilogia shakespeariana tent\u00f2 una trasposizione a fumetti di opere teatrali che fosse quanto pi\u00f9 fedele possibile: ecco allora che le pagine sono strutturate in doppie splash a fondo fisso, come delle quinte teatrali, in cui i personaggi vengono letteralmente riprodotti &#8220;in serie&#8221; nei vari movimenti e nello svolgimento delle scene, <strong>a sottolineare la staticit\u00e0 e immutabilit\u00e0 del fondale rispetto al movimento degli attori su carta.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_464\" aria-describedby=\"caption-attachment-464\" style=\"width: 400px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-464 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2017\/05\/39718403454646a3ceff39ad429df96a-e1494625181605.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"542\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-464\" class=\"wp-caption-text\">Raw #2 \u2013 1983, cover di Joost Swarte<\/figcaption><\/figure>\n<p>La ligne claire di Herg\u00e9 era invece basata su un disegno pulitissimo, privo di ombre, <strong>e soprattutto sull&#8217;eliminazione del concetto di piani focali:<\/strong> Nelle <em>Avventure di<\/em>\u00a0<em>Tintin<\/em> non esistono primo e secondo piano, ma un&#8217;unica continuit\u00e0 di spazio.<br \/>\nQuesta idea \u00e8 stata ripresa da molti autori, in particolare da <strong>Joost Swarte\u00a0<\/strong>per comunicare un&#8217;idea di azione simultanea e di spazio-ambiente nella vignetta;\u00a0proprio in quegli anni Swarte lavorava su Raw, la stessa rivista su cui fu pubblicato <em>Qui<\/em> per la prima volta.<\/p>\n<p>Dall&#8217;unione di queste due anime, cio\u00e8 un unico spazio-mondo in cui vari attori ed eventi si avvicendano senza soluzione di continuit\u00e0 <strong>in un verso privo di direzione,<\/strong> nasce concettualmente l&#8217;idea di <em>Qui<\/em>.<\/p>\n<h2>Slaughterhouse-Five: uno, nessuno e centomila viaggi<\/h2>\n<p><em>Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini<\/em> viene pubblicato nel 1969, ed \u00e8 il romanzo in cui <strong>Kurt Vonnegut<\/strong> riversa la sua intera esistenza. Dopo esordi nella fantascienza pi\u00f9 pura, Vonnegut si avvicina a quella fantascienza che nasconde critica e allarme sociale che \u00e8 tipica di opere fondamentali di grandi autori come<strong> Shelley<\/strong>, <strong>Wells<\/strong>, <strong>Dick<\/strong>, <strong>Ballard<\/strong> ecc&#8230;<br \/>\nL&#8217;autore fu prigioniero in Germania durante la seconda guerra mondiale, ed assistette in prima persona al bombardamento di Dresda, uno degli eventi pi\u00f9 catastrofici della guerra, in cui morirono pi\u00f9 di 135.000 persone e l&#8217;intera citt\u00e0, una delle pi\u00f9 belle d&#8217;Europa, fu completamente rasa al suolo.<br \/>\n<strong><em>Mattatoio n.5<\/em> \u00e8 un&#8217;opera pacifista,<\/strong> in cui si mette in risalto l&#8217;inconcepibilit\u00e0 di conflitti in cui vecchi stanchi mandano giovani uomini, veri e propri bambini, al macello al loro posto.<br \/>\nVonnegut presenta la sua storia <strong>con un&#8217;ironia accorata e disarmante,<\/strong> proverbiali sono divenuti i suoi &#8220;cos\u00ec va la vita&#8221;, che si susseguono a centinaia fra le pagine del libro, dopo gli accadimenti pi\u00f9 terribili.<br \/>\nEppure, dietro questa amara resa di fronte alla natura effimera dell&#8217;esistenza, Vonnegut sembra aver in mente un responsabile. \u00c8 raro che &#8220;la vita vada cos\u00ec&#8221; per mezzo di vere casualit\u00e0 e non di esseri fatti di carne ed ossa, seppur questi episodi vengano integrati alla perfezione nell&#8217;enorme mosaico di insensatezza in cui in continuazione esseri viventi muoiono per cause naturali.<\/p>\n<figure id=\"attachment_465\" aria-describedby=\"caption-attachment-465\" style=\"width: 450px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-465\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2017\/05\/dresda-1945-c01-e1494625647260.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"450\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-465\" class=\"wp-caption-text\">La foto di Richard Peter divenuta simbolo del bombardamento di Dresda nel &#8217;45. Una veduta dalla torre del municipio<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Ma <em>Mattatoio n. 5<\/em> \u00e8 soprattutto un viaggio, o tanti viaggi,<\/strong> quelli del protagonista, Billy Pilgrim, un pellegrino appunto, che viene sballottato in continuazione fra salti temporali dal passato in Germania, al presente, fino anche ad un mondo lontanissimo: Tralfamadore.<br \/>\n\u00c8 proprio in questi viaggi che Billy incontra i Tralfamadoriani, creature aliene che spiegano al personaggio la loro concezione del tempo: un tempo circolare, in cui tutto, dal passato, al presente, al futuro, esiste contemporaneamente.<br \/>\n<strong>La stessa idea di tempo che Richard McGuire presenta nel suo <em>Qui<\/em>,<\/strong> uno svolgimento che non ha direzione, ma che \u00e8 tutto allo stesso tempo, e sempre sar\u00e0.<\/p>\n<p>Lascio alle parole di Billy, di certo pi\u00f9 preparati di me, la spiegazione della percezione del tempo narrata dai Tralfamadoriani:<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 12\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<blockquote><p>La cosa pi\u00f9 importante che ho imparato a Tralfamadore \u00e8 che quando una persona muore, muore solo in apparenza. Nel passato essa \u00e8 ancora viva, per cui \u00e8 molto sciocco che la gente pianga ai suoi funerali. Passato, presente e futuro sono sempre esistiti e sempre esisteranno. I tralfamadoriani possono guardare ai diversi momenti come noi guardiamo un tratto delle Montagne Rocciose. Possono vedere come siano permanenti i vari momenti, e guardare ogni momento che loro interessi. \u00c8 solo una nostra illusione di terrestri quella di credere che a un momento ne segue un altro, come nodi su una corda, e che una volta che un istante \u00e8 trascorso \u00e8 trascorso per sempre.<br \/>\nQuando un tralfamadoriano vede un cadavere, tutto quel che pensa \u00e8 che il morto \u00e8, in quel particolare momento, in cattive condizioni, ma che la stessa persona sta benissimo in una quantit\u00e0 di altri momenti. Ora, quando io sento che qualcuno \u00e8 morto, alzo le spalle e dico quel che dicono i tralfamadoriani dei morti, e cio\u00e8 &#8220;Cos\u00ec va la vita.&#8221;<br \/>\n[&#8230;] I\u00a0tralfamadoriani non vedono gli esseri umani come creature a due gambe. Li vedono come grandi millepiedi \u2013 &#8220;con delle gambette da bambini a un capo e delle gambe da vecchi all&#8217;altro.&#8221;<\/p><\/blockquote>\n<h2>Un viaggio personale<\/h2>\n<p>Quando lessi <em>Qui<\/em> per la prima volta, per\u00f2, non potei che pensare in particolare al brano che sto per riportarvi, che mi spinse in tutta fretta\u00a0<strong>ad accostare mentalmente i due volumi\u00a0<\/strong>e ricercare febbrilmente quello specifico passaggio dalle pagine di <em>Mattat0io<\/em>:<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 36\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<blockquote><p>Chiese se c&#8217;era altra roba da leggere.<br \/>\n\u00abSolo romanzi tralfamadoriani, e temo che non potrebbe capirli\u00bb disse l&#8217;altoparlante alla parete.<br \/>\n\u00abLasci che ne legga uno, comunque.\u00bb<br \/>\nCos\u00ec gliene misero davanti parecchi.<br \/>\n[&#8230;] Billy non era capace di leggere in tralfamadoriano, naturalmente, ma poteva almeno vedere in che caratteri erano scritti i libri: erano dei blocchetti di simboli separati da stelle. Billy osserv\u00f2 che i blocchetti potevano essere telegrammi.<br \/>\n\u00abEsatto\u00bb disse la voce.<br \/>\n\u00abSono telegrammi?\u00bb<br \/>\n\u00abNon ci sono telegrammi su Tralfamadore. Ma lei ha ragione: ogni blocchetto di simboli \u00e8 un\u00a0breve messaggio urgente, che descrive una situazione, una scena. Noi tralfamadoriani li leggiamo tutti in una volta, non uno dopo l&#8217;altro. Non c&#8217;\u00e8 alcun rapporto particolare tra i messaggi, salvo che l&#8217;autore li ha scelti con cura in modo che, visti tutti insieme, producano un&#8217;immagine di vita bella, sorprendente e profonda. Non c&#8217;\u00e8 principio, mezzo o fine, non c&#8217;\u00e8 suspense, non ci sono morale, cause o effetti. Quel che ci piace nei nostri libri \u00e8 la profondit\u00e0 di molti momenti meravigliosi visti tutti in una volta.<\/p><\/blockquote>\n<figure id=\"attachment_466\" aria-describedby=\"caption-attachment-466\" style=\"width: 400px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-466\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2017\/05\/Herecolor4-e1494625737730.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"557\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-466\" class=\"wp-caption-text\">La versione a colori di Qui apparsa nel 2000 sulla rivista Strapazin<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nessuno avrebbe potuto dirlo meglio. <strong>In quelle poche righe erano spiegate le sensazioni, le fascinazioni e le idee che l&#8217;opera di McGuire mi aveva suscitato alla lettura,<\/strong> spalancandomi un intero mondo, e mostrandomi pragmaticamente ci\u00f2 che fino a quel momento avevo solo saputo immaginare maldestramente, senza mai avere davanti a me un&#8217;immagine chiara. McGuire, con la sua opera, mi aveva fatto vivere il tempo in maniera totalmente nuova e impersonale, in una prospettiva sovraindividuale e universale che mi mostrava finalmente <strong>come doveva apparire lo scorrere, o meglio il restare, del tempo,<\/strong> dal punto di vista dell&#8217;eternit\u00e0, di una sorta di intelligenza panteistica, o del demiurgo platonico.<br \/>\nCon quella lettura ho vissuto un&#8217;esperienza paranormale che va oltre la percezione umana, molto simile a quella che Billy Pilgrim aveva dovuto provare durante i suoi incontri e viaggi nel tempo con i Tralfamadori: <strong>con <em>Qui\u00a0<\/em>avevo letto, insomma, un romanzo del pianeta Tralfamadore.<\/strong><\/p>\n<p>Folgorato da questa intuizione, fui per\u00f2 colto dal disincanto tipico di chi pensa di aver corso troppo, come quando si esagera col credere che alcune opere siano state ispirate da altre, troppo lontane e differenti.<br \/>\nQuando incontrai l&#8217;autore a Napoli Comicon 2016, ed ebbi l&#8217;onore di moderare una sua conferenza, con molta timidezza, e con la consapevolezza di ricevere di contro una sonora risata, dissi a McGuire che la pi\u00f9 bella recensione del suo fumetto la aveva scritta Kurt Vonnegut in <em>Mattatoio n.5<\/em>, e che certamente sarebbe stato molto in accordo con l&#8217;autore, per via delle loro affini concezioni del tempo.<br \/>\nAl posto di una risata, e con mio stupore, McGuire non si scompose, e cap\u00ec al volo cosa intendessi, dicendosi sorpreso che qualcuno gli avesse fatto notare per la prima volta questo rimando.<br \/>\nMi spieg\u00f2 che Vonnegut fu una grande fonte di ispirazione per lui, e non a caso uno dei personaggi della prima versione di <em>Qui<\/em> comparsa su Raw nel 1989 si chiama Billy, come suo fratello, e come anche il protagonista di <em>Mattatoio n.5<\/em>\u00a0(cosa che credo nessuno avesse notato, nemmeno io);<em>\u00a0<\/em>azzardare collegamenti, insomma, non \u00e8 mai un errore, poich\u00e9 spesso ci nutriamo inconsapevolmente da un patrimonio culturale che \u00e8 comune anche a molti autori, e comunque, alla peggio, il rischio \u00e8 solo quello di arricchire l&#8217;opera di nuove vedute.<\/p>\n<figure id=\"attachment_467\" aria-describedby=\"caption-attachment-467\" style=\"width: 750px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-467\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2017\/05\/Schermata-2017-05-12-alle-23.51.41-e1494625976408.png\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"447\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-467\" class=\"wp-caption-text\">Dettaglio di un originale di Qui in cui viene citato il personaggio di nome Billy<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>\u00c8 stato sorprendente quindi vedere come due creazioni cos\u00ec distanti fossero in realt\u00e0 cos\u00ec vicine.<br \/>\nDa un lato\u00a0<em>Qui<\/em>, che \u00e8 riuscita ad innovare totalmente l&#8217;idea di gestione del tempo all&#8217;interno di un fumetto, e ha saputo ribaltarla \u2013 da gabbia in cui si soffre di costrizione <strong>a strumento sovversivo con cui spiegare l&#8217;essenza del tempo \u2013<\/strong>\u00a0in una maniera efficacissima e con una perfezione <strong>che solo ed esclusivamente ad un fumetto sarebbe stata possibile.<\/strong><br \/>\nDall&#8217;altro lato\u00a0<em>Mattatoio n.5<\/em>, con una narrazione anch&#8217;essa priva di direzione, che salta incessamente da un luogo all&#8217;altro dell&#8217;universo e del tempo. Vonnegut architetta una struttura narrativa triturata,<strong> un gorgo in cui il lettore perde totalmente le coordinate delle vicende raccontate<\/strong>\u00a0e non pu\u00f2 far altro che affidarsi all&#8217;autore. Una realt\u00e0 narrativa, insomma, <strong>in cui non esiste pi\u00f9 il &#8220;quando&#8221;, e non resta nient&#8217;altro che il <em>Qui<\/em>.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_468\" aria-describedby=\"caption-attachment-468\" style=\"width: 700px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-468\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2017\/05\/13087667_10208084663186804_1550445412277009495_n-e1494626281605.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"525\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-468\" class=\"wp-caption-text\">Una foto della conferenza che ho moderato a Napoli Comicon 2016. Da destra: Richard McGuire, la sua traduttrice, Francesca Riccioni (autrice) e il sottoscritto<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 36\"><\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 36\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo primo appuntamento della rubrica Letture con\/divise i protagonisti sono Richard McGuire, con il suo Qui, e Kurt Vonnegut, con Mattatoio n.5.<\/p>\n","protected":false},"author":561,"featured_media":459,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Letture con\/divise: Richard McGuire e i Tralfamadoriani - Fumetti Corsari","description":"In questo primo appuntamento della rubrica Letture con\/divise i protagonisti sono Richard McGuire, con il suo Qui, e Kurt Vonnegut, con Mattatoio n.5."},"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[18,17],"class_list":["post-458","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letture-condivise","tag-kurt-vonnegut","tag-richard-mcguire"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/458","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/users\/561"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=458"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/458\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/media\/459"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=458"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=458"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=458"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}