{"id":358,"date":"2017-03-04T16:00:15","date_gmt":"2017-03-04T15:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/?p=358"},"modified":"2017-05-09T13:12:00","modified_gmt":"2017-05-09T11:12:00","slug":"diario-bordo-1-le-letture-febbraio-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/diario-bordo-1-le-letture-febbraio-2017\/","title":{"rendered":"Diario di bordo #1: le letture di febbraio 2017"},"content":{"rendered":"
Inauguro la nuova rubrica, un vlog su “carta” virtuale, in cui parlo brevemente delle letture e riletture che effettuo ogni giorno, raggruppate per mese, per destare la curiosit\u00e0 di quegli inguaribili lettori che amano ficcanasare fra le letture altrui.<\/p>\n
Febbraio \u00e8 mese di magra per gli universitari, perch\u00e9 significa sessione invernale, e dunque, inevitabilmente, poco tempo a disposizione per tutto il resto. Il mese di marzo sar\u00e0 certamente pi\u00f9 ricco. Ma incominciamo pure:<\/p>\n
<\/p>\n <\/p>\n Nei prossimi episodi prover\u00f2 ad essere pi\u00f9 sintetico. Intanto vi d\u00f2 appuntamento al prossimo mese con le nuove letture e vi saluto con questo meravigliosissimo bambino appena arrivato. \u00c8 bellissimo.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Primo episodio dell’appuntamento mensile dedicato alle letture di febbraio 2017.<\/p>\n","protected":false},"author":561,"featured_media":384,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Diario di bordo #1: le letture di febbraio 2017 - Fumetti Corsari","description":"Primo episodio dell'appuntamento mensile dedicato alle letture di febbraio 2017."},"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[68,66,63,57,25,62,64,69,65,67],"class_list":["post-358","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario-di-bordo","tag-barry-windsor-smith","tag-carlo-ambrosini","tag-christophe-blain","tag-gianni-de-luca","tag-grant-morrison","tag-herge","tag-inio-asano","tag-michael-deforge","tag-tuono-pettinato","tag-werther-delledera"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/358","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/users\/561"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=358"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/358\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/media\/384"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=358"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=358"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=358"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}
Tintin nel paese dei Soviet di Herg\u00e9<\/strong>
\nHo potuto finalmente iniziare la lettura di Tintin in occasione dell’ottima ristampa da edicola, ricchissima di redazionali ed approfondimenti. Avevo gi\u00e0 “all’attivo” alcune storie, ma questa \u00e8 un’occasione ghiotta di recupero sistematico.
\nIn questa prima avventura \u00e8 evidente l’ingenuit\u00e0 iniziale con cui Herg\u00e9 si approccia al suo personaggio, in una prima apparizione che risale al 1930. I personaggi sono ancora poco definiti e rudi nella loro caratterizzazione grafica, la narrazione \u00e8 spezzettata in una costellazione di gag e peripezie che catapultano Tintin e Milou da un incidente all’altro, e viene messa in scena una rappresentazione molto superficiale dell’allora Unione Sovietica.
\nTuttavia, ho davvero amato alla follia la lettura di questo volume, ho goduto nell’ammirare il tratto ancora acerbo eppure cos\u00ec sicuro e fermo di Herg\u00e9, il suo uso piatto del bianco e nero (unicum nelle storie di Tintin), e la sua narrazione comica che ha il sapore dei vecchi cortometraggi muti. La bed\u00e9 come oggi la conosciamo ha inizio da qui.<\/p>\n
Gus voll. 1-4 di Christophe Blain<\/strong>
\nNon \u00e8 facile definire le molteplici sensazioni provate in questa lunga cavalcata in cui mi sono letteralmente sparato tutti e 4 i volumi di Gus in unica soluzione.
\nBlain \u00e8 certamente uno dei pi\u00f9 grandi autori europei contemporanei, le sue storie non hanno alcuna pretesa se non l’essere genuine e intrattenere il lettore con una narrazione solidissima, a tratti comica e a tratti dolorosa, in una reinterpretazione magistrale e inedita del genere western, fra cowboy canterini, innamorati e appassionati lettori, e assalti a banche e diligenze. Un classico moderno che mi ha regalato un piacere nella lettura che solo raramente riesco a sperimentare, e che fa scuola anche per la sbalorditiva padronanza dell’autore ai disegni.<\/p>\n
Dead Dead Demon’s Dededededestruction #1 di Inio Asano
\n<\/strong>Con Asano non ci piacciamo molto. Ho apprezzato alcune sue opere (in particolare Il campo
dell’arcobaleno<\/em> e Buonanotte, Punpun<\/em>), e profondamente odiato altre (su tutte l’osannatissima Solanin<\/em>).
\nCon questo primo numero ho invece avuto una positivissima impressione, addirittura pi\u00f9 entusiastica di quella che provai all’epoca della lettura iniziale di Buonanotte, Punpun<\/em>.
\nAsano segue le vicende quotidiane di due ragazze liceali e del loro gruppo di amiche, fra problemi familiari d’incomunicabilit\u00e0 ed egoismo (ormai tema ricorrente nelle sue opere), e sferzanti giochi di riflessioni sull’alienante e distratta routine che attanaglia la vita di ogni giapponese, e non solo, sullo sfondo di una gigantesca e immobile navicella aliena che ricopre il cielo di Tokyo. Un inizio sorprendente, con una narrazione raffinata e che stuzzica per la presenza di componenti fantascientifiche che lasciano presagire un approfondimento doloroso dell’animo umano, unita a una sfiziosa metanarrazione a colori di un manga per bambini che evidentemente omaggia Doraemon<\/em>.
\nPer puro feticismo: all’acquisto (credo solo per le prime copie) viene regalata anche una meravigliosa stampa in carta porosa che ammicca alle locandine di film sci-fi in vecchio stile.<\/p>\n
<\/strong>Animal Man vol. 1 di Grant Morrison e AA.VV.<\/strong>
\n
Finalmente dopo pi\u00f9 di 10 anni d’assenza editoriale in Italia colgo l’occasione per colmare questa lacuna, non con poche remore sulla scelta di RW Lion di distribuire la serie in quattro volumi anzich\u00e9 i tre preannunciati (e auspicabili).
\nAnimal Man<\/em> \u00e8 un tassello fondamentale per la comprensione dell’intera produzione di Morrison, e si inserisce in quel periodo di revisionismo supereroistico che caratterizz\u00f2 la fine degli anni ’80.
\nTematiche ambientaliste, narrazione fresca e modernissima, struttura episodica che sfocia in tutta la sua potenza nel devastante #5, Il Vangelo del Coyote<\/em>.
\nUn supereroismo maturo che mette a nudo le ambiguit\u00e0 del nostro rapporto con gli altri esseri viventi e il relativismo di vedute in una catena in cui tutto \u00e8 vittima e carnefice. Un Morrison meno criptico che regala una scrittura brillante e sempre su livelli altissimi, fra citazionismo e perfetta unione di tempi narrativi, grafici e di scrittura. Un matrimonio felice che all’epoca riusc\u00ec solo a Watchmen<\/em> e poche altre opere.<\/p>\n
Dylan Dog #365 \u2013 Cronodramma di Carlo Ambrosini e Werther Dell’Edera
\n<\/strong>Carlo Ambrosini confeziona uno degli albi pi\u00f9 godibili degli ultimi tempi sulla testata mensile di Dylan
Dog, con una narrazione densa e ricca di riflessioni filosofiche sul concetto di tempo, e uno sviluppo della vicenda su varie linee temporali oltre a mefistofeliche presenze, ormai elementi ricorrenti nei suoi soggetti, a cui ci ha da tempo abituati. Sullo sfondo una classica storia incentrata sull’apparizione del fantasma di una bambina che d\u00e0 spunto ad un’introspezione psicologica della protagonista-cliente dell’Indagatore dell’Incubo. Se da un lato Dell’Edera fornisce un’interpretazione grafica pi\u00f9 che soddisfacente nello stile di resa di una delle linee temporali alternative della storia, nello svolgimento “canonico” della vicenda Ambrosini commette non pochi errori, con grossolane imperfezioni nei volti e negli sfondi. Nel complesso una prova di buon livello.<\/p>\n
Corpicino di Tuono Pettinato
\n<\/strong>Un Tuono Pettinato in veste inedita e “da brividi” presenta una lucida analisi sul fenomeno mediatico che gira attorno alla cronaca nera, con tutta la macchina del giornalismo che vi ruota attorno e dell’inutile protagonismo per i famosi quindici minuti di celebrit\u00e0. Sebbene Tuono affronti la sua analisi in vari punti col solito piglio epidittico e schematico, la sua non \u00e8 solo una brillante ricostruzione del fenomeno socio-psicologico che sta alla base dell’ancestrale fascino che suscita l’omicidio e dell’importanza che questo evento ricopre per la comunit\u00e0, ma anche una storia ben congegnata dai risvolti disturbanti che colpisce in pieno il lettore. Lo stile grafico \u00e8 quello classico e cartoonesco dell’autore, che esplode per particolare efficacia nelle sequenze mute, oscure e fiabesche.
\nRecupero dovuto dell’opera che ha consacrato Tuono mostrando a pieno la sua vera forza narrativa.<\/p>\n
Arma X di Barry Windsor Smith<\/strong>
\nUno dei capisaldi della Marvel Comics dei primi anni ’90, il grande Windsor Smith interpreta le origini di Wolverine in maniera epica e struggente.
\nTutto \u00e8 esperimento in quest’opera: dalla scelta narrativa di portare avanti il racconto attraverso varie didascalie e dialoghi che non riguardano praticamente mai in prima persona Logan, protagonista assolutamente passivo, sino all’approfondimento psicologico meticoloso, quasi psicanalitico, del personaggio, e ai vari cliffhanger temporali che non permettono al lettore di avere certezza sulla ricostruzione della storia e lo lasciano straniato esattamente come il protagonista.
\nIl tutto arricchito dal maestoso tratto dell’autore, ruvido e monumentale, fonte di ispirazione inesauribile e ancora attuale.<\/p>\n
Romeo e Giulietta di Gianni De Luca<\/strong>
\nEnnesimo grande classico che mancava nei miei scaffali, punto fondamentale della cosiddetta trilogia shakespeariana dell’autore.
\nCi\u00f2 che colpisce \u00e8 ovviamente la prorompenza dell’innovazione grafica, con un progetto avviato da De Luca sulle pagine in costante evoluzione del Commissario Spada<\/strong>, e qui giunto a completamento in una perfetta contaminazione fra teatro e fumetto.
\nAnche la resa narrativa non \u00e8 da sottovalutare, in un’opera che meraviglia sotto ogni punto di vista: nonostante la conoscessi alla perfezione e avessi letto e assistito ad interpretazioni dell’opera shakespeariana in tutte le salse, questo prezioso adattamento \u00e8 riuscito a commuovermi sinceramente (s\u00ec, ho pianto come una femminuccia) e segnarmi nel profondo, amplificando a dismisura la forza iconica della vicenda di Romeo e Giulietta. Sono diventato legatissimo a questo titolo.<\/p>\n
Dressing di Michael DeForge<\/strong>
\nConcludiamo con una rilettura. Ho riletto l’opera di esordio in Italia dell’autore canadese per scriverne una recensione, per cui non mi dilungher\u00f2.
\nDeForge \u00e8 uno degli autori underground del momento, che ha plasmato un preciso immaginario e cambiato per sempre il panorama underground contemporaneo.
\nQuesta raccolta di storie brevi e in continua mutazione si focalizza sui drammi dell’uomo moderno, sull’alienazione, l’incomprensibilit\u00e0 e la totale mancanza di punti fissi nella nostra percezione del reale. Un ottimo punto d’inizio per avvicinarsi per la prima volta all’autore.<\/p>\n
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