{"id":279,"date":"2017-01-05T17:05:22","date_gmt":"2017-01-05T16:05:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/?p=279"},"modified":"2017-01-05T18:35:53","modified_gmt":"2017-01-05T17:35:53","slug":"i-10-migliori-fumetti-del-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/i-10-migliori-fumetti-del-2016\/","title":{"rendered":"I 10 migliori fumetti del 2016"},"content":{"rendered":"
Non ho mai amato le classifiche e i voti in relazione al fumetto e all’arte in generale, e alcuni ritengono persino dannose le liste di questo tipo.
\nDal mio canto per\u00f2, se prese e redatte col giusto spirito, ho sempre apprezzato questo tipo di “classifiche” e le ho sempre consultate con divertimento: \u00e8 un modo come un altro, pratico e immediato, di confrontarsi con altri lettori, di scoprire o riscoprire qualcosa che si \u00e8 perso strada facendo, ma soprattutto \u00e8 un’istantanea, certamente non esaustiva, ma nemmeno inutile, sull’andamento delle pubblicazioni durante l’intero arco dell’anno; perch\u00e9 alla fine dei conti ci\u00f2 che ci interessa di pi\u00f9 sono i fumetti, ci\u00f2 che ci viene proposto e in un certo senso “permesso” di leggere, a causa delle barriere linguistiche non sempre sormontabili.
\nIn ordine casuale:<\/p>\n
Per arrivare a stilare questa classifica personale mi sono riferito alle mie letture, senza alcuna pretesa di completismo, dato che ormai \u00e8 divenuto pressoch\u00e9 impossibile seguire tutto ci\u00f2 che il nostro panorama editoriale propone. Ho inserito nella lista esclusivamente opere pubblicate in Italia per la prima volta<\/strong>, anche se datate nel tempo, evitando per\u00f2 eventuali ristampe.<\/p>\n Ho scelto poi di riportare anche i titoli che avevo selezionato e ponderato per stilare questa classifica, precisando che la lista di seguito non esaurisce tutte le mie letture delle nuove pubblicazioni del 2016 (che sono molto pi\u00f9 ampie), ma costituisce una selezione fra quelle che pi\u00f9 ho apprezzato. Anche stavolta in ordine sparso:<\/p>\n Conclusa la classifica propongo ora un confronto con i miei migliori 10 titoli pubblicati nell’anno precedente (2015), una sorta di “cosa stavamo facendo” in questo stesso periodo nell’anno passato:<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" I migliori fumetti pubblicati in Italia nel 2016<\/p>\n","protected":false},"author":561,"featured_media":284,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"I 10 migliori fumetti del 2016 - Fumetti Corsari","description":"I migliori fumetti pubblicati in Italia nel 2016"},"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[12],"class_list":["post-279","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-fumetti-corsari","tag-top-ten-2016"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/279","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/users\/561"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=279"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/279\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/media\/284"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=279"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=279"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=279"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}
Patience<\/strong><\/em> di Daniel Clowes (Bao Publishing)<\/strong>:
\nun grande ritorno che attendevamo da un po’, osservare Dan Clowes cimentarsi con un’opera di fantascienza, dal carattere assai moderno e ironico, con viaggi nel tempo e piglio \u00e0 la\u00a0Vonnegut<\/strong>, \u00e8 certamente un bel vedere.
\nI disegni sono meravigliosi, lo stile dell’autore \u00e8 ormai sempre pi\u00f9 certo, perfezionato e riconoscibile, e i colori psichedelici rendono il tutto ancora pi\u00f9 efficace.
\nCome al solito l’interesse di Clowes \u00e8 totalmente proiettato sui personaggi, la storia \u00e8 un mero pretesto e il loro approfondimento \u00e8 il vero fulcro narrativo. L’autore riesce a intessere una riflessione peculiare sulla memoria e sul rapporto col passato, oltre che a delineare dei caratteri attualissimi, dei personaggi che possiamo incontrare tutti i giorni, con problemi e atteggiamenti che ci riguardano in prima persona.
\nUn titolo che ha diviso molto, ma che ho amato senza riserve e goduto a pieno, anche grazie alla meravigliosa veste editoriale, che riproduce in sostanza l’edizione originale.<\/p>\n
La mia vita in barca<\/strong> <\/em>di Tsuge Tadao (Coconino Press)<\/strong>:
\nprimo titolo della collana Gekiga\u00a0<\/em>proposta da Coconino Press\u00a0<\/strong>e curata da Vincenzo Filosa<\/strong>. Il progetto editoriale \u00e8 certamente una ventata d’aria fresca nel panorama editoriale italiano, permettendoci di leggere alcune delle tappe fondamentali della storia del manga, a lungo tempo ignorate dai nostri editori.
\nLa mia vita in barca<\/em> \u00e8 una meravigliosa storia tranquilla e inquieta, una sorta di autobiografia che racconta il percorso interiore di un uomo di mezza et\u00e0 che gestisce un negozio di jeans assieme alla sua famiglia e vive nel rimorso di non essersi mai impegnato abbastanza nella scrittura, non solo a causa del lavoro.
\nUn uomo dunque solo con se stesso e il suo dramma interiore, che avverte una distanza ormai incolmabile non solo dalla societ\u00e0 in cui vive, e dalle persone che ogni giorno incontra nel suo negozio, ma anche forse dalla sua famiglia.
\nL’opera racconta allora la sua scelta di acquistare una modesta barchetta, che viene tramutata in una piccola casa con vari interventi dozzinali.
\nIl rapporto con la natura, la pesca tranquilla sul fiume restando soli con se stessi, incontri tanto veloci quanto significativi con uno strano spirito, un monaco un po’ pervertito, la tenacia e la sicurezza nel realizzare il proprio progetto contro lo spaesamento di fronte al bivio di un’esistenza che in nulla somiglia a quanto il protagonista si era prospettato da giovane: La mia vita in barca<\/em> racconta la Vita nella maniera pi\u00f9 pura e diretta, una narrazione semplice che non potrebbe mai stancare.<\/p>\n
La tecnica del perineo<\/strong> <\/em>di Florent Ruppert<\/strong> e Jerome Mulot (Rizzoli Lizard):
\n<\/strong>la premiata ditta che ha ideato il seminale\u00a0Irene e i clochard<\/em> colpisce ancora. Sperimentalismo grafico estremo in un’opera che descrive una relazione amorosa nata con mezzi moderni, per caso e in maniera un po’ “squallida” con delle videochat, ma non per questo meno pura e sentita.
\nIn bilico fra il segno pi\u00f9 giovane della bande dessin\u00e9e di Bastien Viv\u00e9s<\/strong> e quello pi\u00f9 monumentale di Moebius<\/strong>, gli autori raccontano una storia romantica in bilico fra onirico e reale, un’allegoria raffinata e imprevedibile.
\nQui ne ho parlato pi\u00f9 a lungo: La tecnica del perineo e l’amore al tempo del web<\/a>\u00a0<\/em><\/p>\n
Itero perpetuo<\/strong><\/em> di Adam Tempesta (Eris Edizioni)<\/strong>:
\nun eccezionale viaggio psichedelico e comico, un’odissea che narra per il mero piacere dell’intrattenimento e dell’avventura. Con un segno a mezza via fra influenze dal fumetto underground americano (Jesse Jacobs<\/strong>, Michael DeForge<\/strong>), della street art e dell’animazione, Itero perpetuo<\/em> segna un grande esordio per Adam Tempesta, con un’opera divertente che miscela sapientemente il nonsense e grottesco con l’attenzione per la storia, senza mai perderla di vista.
\nNe parlo pi\u00f9 diffusamente qui: Itero Perpetuo: l\u2019esordio contundente di Adam Tempesta<\/a>,\u00a0<\/em>qui invece c’\u00e8 la mia lunga chiacchierata<\/a> con l’autore, svolta a Lucca Comics 2016.<\/p>\n
La Repubblica del Catch<\/strong><\/em> di Nicholas de Cr\u00e9cy (Eris Edizioni)<\/strong>:
\nseconda opera tradotta in Italia dell’autore, dopo Il celestiale Bibendum<\/em>, per Eris Edizioni<\/strong>. La Repubblica del Catch<\/em> \u00e8 prima facie<\/em> un racconto leggero e coinvolgente, nato nel contesto editoriale giapponese, che fortemente ha influenzato la sua realizzazione. Innanzitutto i tempi ristretti delle consegne , oltre che il tradizionale bianco e nero nipponico, hanno portato l’autore ad abbandonare il colore, e prediligere una narrazione spedita ed essenziale, meno enigmatica rispetto a Il celestiale Bibendum.\u00a0<\/em>A dispetto del fatto che il colore sia davvero un valore aggiunto per de Cr\u00e9cy, e che il racconto sia molto semplice, l’autore \u00e8 riuscito a nascondere nella sua opera una forte satira politica dal carattere fiabesco, con contaminazioni del folklore giapponese attingendo all’immaginario degli yokai<\/em>. Un’opera brillante e sfaccettata, passaggio fondamentale per rileggere con maggiore consapevolezza anche Il celestiale Bibendum<\/em>, portando sostanzialmente avanti le idee poetiche e politiche l\u00ec delineate.
\nQui ho scritto un’analisi approfondita del tessuto politico sotteso all’opera: La Repubblica del catch: la fiaba politica di Nicolas de Cr\u00e9cy<\/em><\/a><\/p>\n
Visione<\/strong><\/em> di Tom King<\/strong> e Gabriel Hernandez Walta (Panini Comics):
\n<\/strong>dopo aver letto quest’opera avevo la mente in subbuglio, un miliardo di idee, collegamenti, riflessioni sull’importanza di questa storia nel suo contesto. Mi sono ripromesso quindi di scriverne a lungo, prendendomi una dose abbondante di tempo.
\nVisione\u00a0<\/em>prosegue un filone supereroistico che potremmo dire “iniziato” con l’Occhio di falco<\/em> di Matt Fraction<\/strong> e David Aja,<\/strong>\u00a0\u00e8 un’opera attualissima che riflette sulla societ\u00e0 americana, su temi caldi come l’accettazione dello “straniero”, e soprattutto un grande passo per il revisionismo supereroistico, a volte troppo sfruttato, ma qui operato in maniera rivoluzionaria e sorprendente.<\/p>\n
Tetris<\/strong><\/em> di Box Brown (Panini 9L)<\/strong>:
\ndopo il suo grande biofumetto dedicato alla figura del wrestler Andre the Giant<\/strong>, Box Brown realizza un documentario sulla nascita del videogioco Tetris<\/em>\u00a0e sul significato e ruolo sociale del gioco e del suo sviluppo, partendo sin dalla preistoria. Un segno minimale ed essenziale, funzionale anche nel suo utilizzo occasionale di diagrammi per realizzare una riflessione matura sul videogioco. L’autore contestualizza inoltre il mondo dei videogiochi nel mercato economico, in un’operazione che mancava davvero al fumetto, portata avanti con una narrazione leggera e coinvolgentissima.
\nNe parlo meglio qui: Tetris di Box Brown: l\u2019et\u00e0 adulta dei videogiochi<\/a>\u00a0<\/em><\/p>\n
La terra dei figli<\/strong><\/em> di Gipi (Coconino Press)<\/strong>:
\nGipi \u00e8 un autore con cui non vado molto d’accordo, non sul personale ovviamente, ma per le sue opere, con cui ho sempre avuto un rapporto ambiguo.
\nAd esempio non ho sopportato il suo unastoria<\/em>, per motivazioni articolate che non potrei qui riassumere in poche parole, ma ho invece amato il suo La mia vita disegnata male<\/em>.
\nQuesta \u00e8 stata forse l’opera con cui il mio giudizio si \u00e8 maggiormente perso: non mi ha razionalmente davvero convinto, perch\u00e9 ci ho visto tante cose sbagliate (che di nuovo non posso riassumere e rimando a una futura riflessione), ma non mi ha di certo nemmeno deluso.
\nHo trovato in parte fastidiose le atmosfere e il contesto, soprattutto per la maldestra ironia nel delineare cos\u00ec semplicemente e banalmente un fenomeno sociale attualissimo e frutto di variabili molto disparate, che sono qui state ridotte a mio giudizio ad una canzonatura eccessivamente stereotipata.
\nDall’altro lato ho per\u00f2 amato visceralmente quest’opera, che mi ha colpito molto per la sua sapiente costruzione formale, per il serratissimo ritmo narrativo, senza vuoti, cali o imperfezioni, in cui tutto era necessario. Gipi ha raggiunto una notevole padronanza del mezzo, che \u00e8 propria dei grandi maestri. Ci\u00f2 che \u00e8 riuscito inoltre a colpirmi al cuore sono le vicende dei protagonisti, il loro rapporto con la figura genitoriale, delineato in maniera vivida, seppur con qualche riserva.
\nLa terra dei figli<\/em> \u00e8 dunque una grande opera, riuscita, ma non totalmente, perch\u00e9 ai miei occhi Gipi \u00e8 stato finora capace di liberarsi di questo alone fastidiosamente cervellotico e semplificante solo ne La mia vita disegnata male<\/em>.
\nNonostante le mie perplessit\u00e0 e critiche, quest’opera \u00e8 riuscita ad entrarmi dentro e a segnare in me un ricordo di sensazioni che difficilmente potr\u00f2 mai scrollarmi di dosso; e questo dovr\u00e0 pur significare qualcosa.<\/p>\n
Escapo<\/strong><\/em> di Paul Pope (Bao Publishing)<\/strong>:
\nBao Publishing, di nuovo in una meravigliosa veste editoriale che riproduce l’originale, porta in Italia un’opera “perduta” dell’avvio di carriera di Paul Pole. Il tratto di Pope \u00e8 sublime, e rielabora nella sua sapienza la lezione di Alex Toth<\/strong> e di molti altri maestri, miscelandola con l’ipercinetismo tipico del manga.
\nLa storia \u00e8 una velocissima corsa al cardiopalma, semplice e immediata, intrattenimento puro che lascia alle sue spalle ogni velleit\u00e0 di riflessione superflua, condita qua e l\u00e0 da stimolanti rimandi esoterici. Un piccolo gioiello della prima carriera autoprodotta di Pope, ma forse la tappa pi\u00f9 fondamentale della sua produzione.
\nAnalizzo a lungo l’opera in questo articolo: Escapo: la formula esoterica della semplicit\u00e0<\/a><\/p>\n
Una gru infreddolita – storia di una geisha<\/strong><\/em> di Kamimura Kazuo (J-Pop)<\/strong>:
\nJ-Pop ci presenta, grazie al grande impegno di Paolo La Marca<\/strong>\u00a0nella ricerca e riproposizione delle opere di Kamimura, autore a cui \u00e8 molto legato, una delle produzioni pi\u00f9 peculiari del grande maestro.
\nL’opera \u00e8 formata da dodici racconti, che seguono il percorso artistico di una geisha, dalla sua infanzia (shikomikko<\/em>) a cui \u00e8 dedicata la prima parte in sei storie, fino all’et\u00e0 adulta, dei successivi sei episodi.
\nSono storie di vita quotidiana, spaccati della societ\u00e0 giapponese intrecciata alle grandi guerre, che ci permettono di avere una visuale su un mondo, quello dei “fiori e dei salici” che ci \u00e8 poco noto.
\nNonostante la narrazione di crudeli drammi di vita a cui la protagonista assiste impotente, Kamimura non trascura mai la vena comica, tipica della commedia classica, con rotture della quarta parete, personaggi-maschere e toni farseschi.
\nUn’opera profonda e intimista di rara bellezza.<\/p>\nLa selezione<\/h2>\n
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