{"id":171,"date":"2016-09-24T15:51:48","date_gmt":"2016-09-24T13:51:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/?p=171"},"modified":"2017-05-09T13:08:20","modified_gmt":"2017-05-09T11:08:20","slug":"le-influenze-artistiche-frank-miller","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/le-influenze-artistiche-frank-miller\/","title":{"rendered":"Le influenze artistiche di Frank Miller"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_198\" aria-describedby=\"caption-attachment-198\" style=\"width: 518px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-198 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/s5b1q09jrxievleuzgwo.jpg\" alt=\"s5b1q09jrxievleuzgwo\" width=\"518\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/s5b1q09jrxievleuzgwo.jpg 518w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/s5b1q09jrxievleuzgwo-300x203.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-198\" class=\"wp-caption-text\">Chris Claremont e Frank Miller in una foto scattata attorno al 1982<\/figcaption><\/figure>\n<p>Forse \u00e8 vero che il caso non esiste.<br \/>\nEra pi\u00f9 o meno la met\u00e0 degli anni &#8217;70 quando uno spavaldo ragazzo del Vermont, alimentato da un&#8217;irrefrenabile passione per i comics\u00a0e cresciuto assieme a sei fratelli in una famiglia cattolica di origini irlandesi, si rec\u00f2 in quella giostra folle che \u00e8 New York facendo colpo, seppur con non poche divergenze, su un certo <strong>Neal Adams<\/strong>, da cui\u00a0ottenne persino una raccomandazione. Niente male per un novellino.<\/p>\n<p>Forse non fu un caso che un grande conoscitore ed estimatore del mondo dei comics incominciasse a guardarsi attorno in un periodo fecondo e di profondo cambiamento, e forse non fu neppure un caso che proprio in quegli anni dalla sopita Northampton si stesse svegliando un tale <strong>Alan Moore<\/strong> con l&#8217;intenzione di scrivere la Storia.<br \/>\nForse furono solo coincidenze, o forse fu il risultato di una serie di congiunture sociali, ma Frank Miller fu di certo l&#8217;uomo giusto al momento giusto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_199\" aria-describedby=\"caption-attachment-199\" style=\"width: 340px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-199 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/tumblr_mfiosbCIym1qzoglfo1_400-e1474724594393.png\" alt=\"tumblr_mfiosbciym1qzoglfo1_400\" width=\"340\" height=\"433\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/tumblr_mfiosbCIym1qzoglfo1_400-e1474724594393.png 340w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/tumblr_mfiosbCIym1qzoglfo1_400-e1474724594393-236x300.png 236w\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-199\" class=\"wp-caption-text\">Il Re, Jack Kirby e un giovane Miller<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dopo il rilancio dei &#8220;supereroi con superproblemi&#8221; della Silver Age di <strong>Stan Lee<\/strong>, <strong>Jack Kirby<\/strong> e <strong>Steve Ditko<\/strong>, il mondo intero stava vivendo un tempo di forti frizioni sociali e lotte studentesche: nacquero cos\u00ec in America generi di controcultura pi\u00f9 sporchi e maturi che sfociarono nella valvola di sfogo di <strong>Robert Crumb<\/strong> e molti altri: il fumetto underground.<\/p>\n<p>C&#8217;era qualcosa nell&#8217;aria, ed era ovvio che quel qualcosa stesse cambiando. Non poteva non essere cos\u00ec anche per il fumetto, espressione forse pi\u00f9 genuina e diretta della cultura popolare.<br \/>\nMiller iniziava a sentire il peso della zavorra che il fumetto americano della Golden Age portava con s\u00e9, e a percepire cosa dovesse essere da ultimo migliorato, imparando la lezione della Silver Age: Frank non voleva pi\u00f9 mitologie epiche, avventure spaziali e stralunate, supereroi simpaticoni e integerrimi, o i buonismi che il <em>Comics Code Authority<\/em> trascinava dietro di s\u00e9.<\/p>\n<p>Miller guardava al SUO mondo, quello vero; vedeva New York e il Bronx, la criminalit\u00e0 quotidiana, una politica posticcia e la diffidenza verso il prossimo. Era inoltre spettatore partecipe del fiorire di altre forme d&#8217;arte e nuovi generi narrativi.<br \/>\nAi suoi occhi ormai i fumetti supereroistici non rappresentavano pi\u00f9 la realt\u00e0 delle cose ma solo un&#8217;enorme bugia, un palliativo per fuggire e illudersi: una parentesi anacronistica.<br \/>\nMentre altrove, specie nelle sale cinematografiche e sulle pagine dei libri, si viaggiava su ben altre lunghezze d&#8217;onda, fra le vignette dei <em>comic book<\/em> si stentava ad uscire fuori da quelle opprimenti atmosfere fasulle fatte di giustizia fin troppo facile e spicciola e rappresentazioni ideologiche di vita ormai fuori tempo massimo.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che sin dai suoi primi lavori sulla serie regolare di <em>Daredevil<\/em>,\u00a0Miller mise da subito le carte in tavola: una narrazione pi\u00f9 cupa e matura, ispirata ai romanzi <em>hard-<\/em><em>boiled<\/em> di <strong>Dashiell Hammett<\/strong> e <strong>Raymond Chandler<\/strong>, dialoghi e didascalie tagliati con l&#8217;accetta e ridotti all&#8217;osso, una regia e composizione formale della tavola derivate da tecniche cinematografiche moderne, una quotidianit\u00e0 che si sporca nei vicoli appestati delle periferie della sua metropoli, dai toni pi\u00f9 realistici, per presentare i supereroi non pi\u00f9 come immacolati latori di giustizia e bont\u00e0.<br \/>\nIl manicheismo supereroistico era al suo capolinea e fu sostituito da quelle atmosfere <em>grim and gritty<\/em> che ne<em> Il ritorno del Cavaliere Oscuro<\/em> divennero un marchio di fabbrica, segnando indelebilmente tutta la produzione fumettistica a venire, attraverso degli eroi compromessi, ambigui e ai limiti dell&#8217;ossessione.<\/p>\n<p>Frank non rivoluzion\u00f2 per\u00f2 solo il modo di fare fumetti, ma anche quello di produrli.<br \/>\nMentre dall&#8217;Europa arrivavano dalla redazione di <strong><em>Metal Hurlant<\/em><\/strong> (e non solo) fumetti di grande formato, stampati su carta di pregio e con edizioni dignitose, con soggetti e disegni di tutt&#8217;altra pasta, e dal Giappone sorgevano nuove frontiere visive, che sfruttavano idee narrative fresche ed inusuali, in USA gli occhi erano puntati verso questo Vecchio Mondo e le bocche erano spalancate, ma nessuno riusciva a reagire.<\/p>\n<figure id=\"attachment_201\" aria-describedby=\"caption-attachment-201\" style=\"width: 320px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-201 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/920x920-e1474724981179.jpg\" alt=\"920x920\" width=\"320\" height=\"466\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/920x920-e1474724981179.jpg 320w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/920x920-e1474724981179-206x300.jpg 206w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-201\" class=\"wp-caption-text\">Kimberly Cox e Frank Miller<\/figcaption><\/figure>\n<p>Con il suo <em>Ronin<\/em>,\u00a0Miller convogli\u00f2 tutte le tendenze provenienti dall&#8217;estero nella sua opera, e fece vedere ai suoi colleghi cosa si potesse davvero fare con quel mezzo di comunicazione. E non \u00e8 tutto.<br \/>\nLe battaglie di Miller e molti altri per riuscire a far acquistare dignit\u00e0 agli autori di fumetti, prima e vera condizione necessaria per far fiorire questa realt\u00e0 culturale, le lotte legali per i copyright e i diritti sulle proprie opere, che fino a quel momento erano state di uso esclusivo delle case editrici, iniziarono a dare i loro frutti.<br \/>\nMiller fu forse uno dei primi ad avere davvero un ruolo paritetico all&#8217;interno di una redazione: i tipi della <strong>DC Comics<\/strong>, e in particolare <strong>Jenette Kahn<\/strong>, visti i suoi lavori su <em>Daredevil<\/em>, decisero di lasciargli carta bianca.<br \/>\n<em>Ronin<\/em> fu stampato su una carta che esaltasse le qualit\u00e0 dei colori di <strong>Lynn Varley<\/strong>, altra grande protagonista di quest&#8217;opera, e Miller vi infuse dentro tutti i suoi amori: dalle ispirazioni del fumetto europeo fino a quelle proveniente dal Giappone, valorizzando peraltro la figura peculiare di una protagonista femminile, fornendole gran carattere e profondit\u00e0.<br \/>\nInsomma, fu un vero e proprio miracolo editoriale, per contenuti, stampa e manifattura del prodotto, per il ruolo che l&#8217;autore assunse rispetto al suo editore e la sua opera, per la capacit\u00e0 di dare finalmente rilevanza a figure non maschili su un fumetto tutto sommato popolare, oltre ad aver colto le potenzialit\u00e0 della filiera distributiva delle fumetterie, all&#8217;epoca ancora adombrate dalla vendita in edicola.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 per\u00f2 \u00e8 ormai Storia, ma quel che mi premeva mostrare in questo &#8220;speciale&#8221;, non \u00e8 tanto cosa Miller ci abbia lasciato, quanto esaminare ci\u00f2 che pi\u00f9 lo ha ispirato; un approccio che finora \u00e8 stato forse trascurato.<br \/>\nLasciamo allora parlare le immagini:<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-187\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-2.jpg\" alt=\"senza-titolo-2\" width=\"680\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-2.jpg 680w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-2-300x221.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p>Qui sopra ho accostato due tavole, la prima tratta dal ciclo di trasposizioni teatrali di <strong>Gianni De Luca<\/strong>, e la seconda di Miller comparsa su <em>Elektra vive ancora<\/em>.<br \/>\nMi pare sia evidente l&#8217;influenza che l&#8217;autore italiano ha avuto su<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-197\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/13892046_298391700521673_6675953570801466148_n-e1474722850433.jpg\" alt=\"13892046_298391700521673_6675953570801466148_n\" width=\"320\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/13892046_298391700521673_6675953570801466148_n-e1474722850433.jpg 320w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/13892046_298391700521673_6675953570801466148_n-e1474722850433-294x300.jpg 294w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/> quest&#8217;opera, e non solo su questa.<br \/>\nL&#8217;espediente architettato da De Luca fu proprio una sorta di fumetto-teatro, che non solo si adattasse a quanto si andava a raccontare, ma costituisse una nuova via narrativa, del tutto inusuale per un fumetto: il fondale fisso diveniva un vero e proprio palcoscenico e la tavola non era pi\u00f9 partizionata in vignette e aveva un unico sfondo a singola o doppia pagina su cui i personaggi recitavano e si muovevano.<br \/>\nVedere questi meccanismi narrativi proposti sin dal ciclo su <em>Daredevil<\/em>\u00a0applicati su un fumetto popolare americano e presentati ad un pubblico perlopi\u00f9 avulso da questo tipo di letture, fu davvero una piccola rivoluzione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-188\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-4.jpg\" alt=\"senza-titolo-4\" width=\"680\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-4.jpg 680w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-4-300x221.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p>In alto ho invece giustapposto una tavola tratta dal <em>Garage Ermetico<\/em> di <strong>Moebius<\/strong> e una da <em>Sin City<\/em>.<br \/>\nAnche qui pare piuttosto facile ricollegare il gioco: Miller sfrutta uno scenario che \u00e8 allo stesso tempo claustrofobico ma profondissimo ed alimenta la sensazione con i ricami simmetrici dei mattoni sul muro e sul pavimento, ad enfatizzare una scena ricca di pathos in cui il protagonista \u00e8 austeramente presentato di spalle.<br \/>\nCertamente cambia il tipo d&#8217;inquadratura, ma l&#8217;idea globale e la geometria della scena erano ben presenti a Miller, che ha poi aggiunto qualcosa di suo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-190\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-8.jpg\" alt=\"senza-titolo-8\" width=\"680\" height=\"340\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-8.jpg 680w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-8-300x150.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-193\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-9.jpg\" alt=\"senza-titolo-9\" width=\"527\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-9.jpg 527w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-9-264x300.jpg 264w\" sizes=\"auto, (max-width: 527px) 100vw, 527px\" \/><\/p>\n<p>Quass\u00f9 abbiamo altre due tavole tratte rispettivamente da <em>L&#8217;Incal<\/em> di <strong>Moebius e Jodorowsky<\/strong> e da<em> Ronin<\/em> di Frank Miller.<br \/>\nSalta subito all&#8217;occhio la ripresa delle coppie di colori, giallo-verde e grigio-blu, oltre che il vestiario nella prima coppia di tavole e le ambientazioni degradate nella seconda.<br \/>\nQueste due tavole in s\u00e9 rappresentano poco, ma sono una testimonianza di come tutta l&#8217;opera di\u00a0<em>Ronin<\/em> sia intrisa della vena <strong>fantascientifica e postapocalittica<\/strong> e del tratto sinuoso di Moebius, oltre alle sue enormi e dettagliatissime splash pages, di cui Miller fa qui un uso enorme. Non \u00e8 stata solo un&#8217;ispirazione di forma, ma anche di atmosfere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-189\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-1.jpg\" alt=\"senza-titolo-1\" width=\"630\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-1.jpg 630w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-1-300x286.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/p>\n<p>In alto abbiamo invece un accostamento in verticale da <em>Lone Wolf &amp; Cub<\/em> di <strong>Kazuo Koike<\/strong> e <strong>Goseki Kojima<\/strong> e <em>Ronin<\/em> di Miller.<br \/>\nCi\u00f2 che pi\u00f9 adoro in questo strano rapporto di influenze \u00e8 che Miller non pot\u00e9 leggere i testi di\u00a0<em>Lone Wolf &amp; Cub<\/em> perch\u00e9 non ancora tradotti, per cui si limit\u00f2 a divorare le tavole di Kojima saltando i dialoghi e restando letteralmente fulminato.<br \/>\nDa lui riprese l&#8217;<strong>impostazione orizzontale<\/strong> delle scene dinamiche e di battaglia, una scelta che gli permetteva di sviluppare le lotte in serie su un&#8217;unica doppia tavola, creando dei combattimenti spettacolari e cinematografici, che si leggevano con una fluidit\u00e0 bruciante e adrenalinica.<br \/>\nProbabilmente la totale assenza di dialoghi o didascalie in queste scene mute, in cui a parlare erano solo le spade, e la sua capacit\u00e0 sintetica di dosare la scrittura, furono proprio dovute al fatto che Miller riusc\u00ec ad apprezzare la potenza di queste opere per la sola forza delle immagini, che da sole bastavano a tenere il ritmo narrativo, escludendo i testi.<br \/>\nFu proprio questo incrocio eterogeneo di influenze, dalla fantascienza postapocalittica di Moebius al Giappone feudale di Kojima, a creare quello strano mix di generi narrativi che \u00e8 <em>Ronin<\/em>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-191\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-3.jpg\" alt=\"senza-titolo-3\" width=\"680\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-3.jpg 680w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-3-300x221.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p>Qui abbiamo invece un accostamento fra <em>Daredevil<\/em> e un frontespizio tratto da\u00a0<em>The Spirit<\/em> di <strong>Will Eisner<\/strong>.<br \/>\nEisner fu forse la pi\u00f9 grande fonte d&#8217;ispirazione per Miller, proprio per la sua rivoluzionaria capacit\u00e0 di trattare uno pseudo eroe come The Spirit in maniera esplosivamente innovativa e per i toni investigativi della serie, tanto cari a Miller.<br \/>\nEisner fu inoltre molto legato alla rappresentazione diretta e cruda della quotidianit\u00e0 dei quartieri bassi newyorkesi e dei nullatenenti che si avvicendavano nella metropoli, dell&#8217;intreccio di vite, culture, aspirazioni ed enormi fallimenti di intere generazioni.<br \/>\nUn affresco completo e complesso che potremmo avvicinare alla letteratura naturalista o verista, che certamente influ\u00ec molto sul realismo supereroistico milleriano del suo <em>Daredevil<\/em>.<br \/>\nIn questa tavola entrambi gli autori sfruttano alla meglio lo spazio bianco della pagina e la gestione del tempo fra le vignette: a sinistra abbiamo un tragico ed involontario suicidio che si consuma in contemporanea a un impotente Matt Murdock che prova a salvare un ragazzino devastato da una potente droga. Nella tavola a destra vediamo delle finestre-vignette incastonate in uno sfondo vuoto, con un andamento vertiginoso in diagonale della tavola, che si conclude in un salto nel vuoto che non poteva essere rappresentato meglio se non utilizzando proprio la potenza di un foglio in bianco.<br \/>\nLa scena \u00e8 caricata di tensione e sapiente mistura di tempi, riuscendo ad isolare, e dunque valorizzare al meglio, il movimento della caduta: una regia perfetta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-192\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-6.jpg\" alt=\"senza-titolo-6\" width=\"680\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-6.jpg 680w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-6-300x221.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p>Qui abbiamo un accostamento non troppo pertinente, ma iconico (non sono riuscito a reperire tavole pi\u00f9 adatte in rete) delle influenze di <strong>Sergio Toppi<\/strong> sul fumetto di Miller.<br \/>\nIn primis l&#8217;<strong>impostazione verticale<\/strong> e statica di questa tavola che conferisce alla scena un sapore epico e nostalgico.<br \/>\nDa Toppi Miller impar\u00f2 soprattutto la lezione di composizione, di posizionamento e pose dei personaggi, l&#8217;andamento della narrazione per linee guida visive che si slega da una mera logica di vignette susseguenti in griglia classica, oltre ad un tratteggio decorativo ed elegante.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-194\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-7.jpg\" alt=\"senza-titolo-7\" width=\"630\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-7.jpg 630w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/09\/Senza-titolo-7-300x286.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/p>\n<p>Infine, dal nostro <strong>Hugo Pratt,<\/strong> vero e grande amore spudorato di Miller, l&#8217;autore americano deriv\u00f2 la maturit\u00e0 letteraria dei suoi racconti, l&#8217;ambigua forza spirituale ed ermetica di protagonisti come Corto Maltese, e una predilezione per caratteri femminili sensuali e ammalianti.<br \/>\nOltre alla rappresentazione grafica di questi sguardi femminili allo stesso tempo provocanti, mascolini e rozzi, evidenti in entrambe le tavole, Miller prese spunto dalle grandi donne di Pratt per il loro enorme pragmatismo, la loro vena attivista e la loro salda capacit\u00e0 di mantenere posizioni dominanti e mai di sfondo.<br \/>\nLe eroine di Miller hanno una personalit\u00e0 vulcanica, inarrestabile e sfaccettata, mostrando un carattere forte che arriv\u00f2 come una ventata d&#8217;aria fresca su quelle pagine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci sarebbe molto ancora da dire, molto altro da mostrare, ma mi fermo qui. Lascio a voi e a me il piacere della scoperta, la curiosit\u00e0 di ritrovare questi accostamenti nascosti disseminati lungo un&#8217;intera produzione fatta di riprese e rielaborazioni mai sterili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le influenze, i lasciti e le ispirazioni di uno dei pi\u00f9 grandi autori di comics di sempre.<\/p>\n","protected":false},"author":561,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Le influenze artistiche di Frank Miller - Fumetti Corsari","description":"Le influenze, i lasciti e le ispirazioni di uno dei pi\u00f9 grandi autori di comics di sempre."},"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[7,57,59,60,58,56,31,55,36,35],"class_list":["post-171","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-retrospettive","tag-frank-miller","tag-gianni-de-luca","tag-goseki-kojima","tag-hugo-pratt","tag-kazuo-koike","tag-lynn-varley","tag-moebius","tag-neal-adams","tag-sergio-toppi","tag-will-eisner"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/users\/561"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=171"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=171"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=171"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=171"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}