{"id":129,"date":"2016-08-04T11:54:15","date_gmt":"2016-08-04T09:54:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/?p=129"},"modified":"2017-05-09T13:06:38","modified_gmt":"2017-05-09T11:06:38","slug":"il-genere-narrativo-puo-influenzare-una-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/il-genere-narrativo-puo-influenzare-una-storia\/","title":{"rendered":"Il genere narrativo pu\u00f2 influenzare una storia e il suo autore?"},"content":{"rendered":"<h2>Un&#8217;analisi tra western e fantascienza<\/h2>\n<p>La libert\u00e0 narrativa (che qui siamo interessati a trattare negli stretti termini di pura scrittura) \u00e8 un tema che sta molto a cuore a chi scrive fumetti e a chi ama leggerli e interrogarsi sulle storie.<br \/>\nAl di l\u00e0 dei limiti dovuti alle necessit\u00e0 editoriali o di contesto (che per semplificazione non tratteremo), ci occuperemo di quelli riguardanti la narrazione in quanto tale, e pi\u00f9 nello specifico delle restrizioni derivanti dalla scelta del genere narrativo di una storia.<\/p>\n<p>Il discorso necessita di una semplificazione ulteriore: i clich\u00e9 di genere infatti non costituiscono dei muri insormontabili e necessari, ma tuttavia, focalizzandoci sulle storie d\u2019intrattenimento pi\u00f9 basilari, \u00e8 cosa nota che esista una sorta di formulario a cui attingere per far s\u00ec che queste storie funzionino.<br \/>\n\u00c8 certamente pensabile una commistione di generi narrativi per rendere pi\u00f9 accattivante il risultato, ma in questa sede ci concentreremo sull\u2019attitudine basilare dei singoli generi narrativi nella loro essenza.<br \/>\nUn discorso cos\u00ec ampio, per quanto non privo di inesattezze fisiologiche dovute alla sua generalit\u00e0, costituisce una base di riflessione per mettere in risalto le caratteristiche di una storia.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-136\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/snoopy7.jpg\" alt=\"snoopy7\" width=\"400\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/snoopy7.jpg 400w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/snoopy7-300x197.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/p>\n<p>Un genere narrativo \u00e8, in quanto tale, un solco. Una traccia gi\u00e0 scavata da altri, di cui un autore pu\u00f2 servirsi per portare avanti la sua storia. Il fatto che esista questo linguaggio comune, questa pletora di caratteristiche tipiche che il lettore gi\u00e0 conosce quando si approccia ad un giallo, ad un\u2019opera avventurosa o romantica, permette a chi scrive di sviluppare la storia con un piglio alternativamente classico o innovativo.<br \/>\nLa principale componente dell\u2019intrattenimento (scopo primario a cui queste storie sono finalizzate) \u00e8 infatti l\u2019immediatezza. L\u2019intrattenimento non ha bisogno di fronzoli o ricami, ma deve centrare il punto in maniera diretta per proiettare il lettore esclusivamente sull\u2019intreccio.<br \/>\nQuale metodo migliore, per raggiungere quest\u2019obiettivo, rispetto all\u2019utilizzare un contesto gi\u00e0 noto, un universo di segni e convenzione che il lettore conosce alla perfezione? Questo \u00e8 uno dei vantaggi dello sfruttare un genere narrativo.<br \/>\nAl contrario di questo approccio classico si potrebbe invece sfruttare (sempre muovendosi all&#8217;interno genere senza creare nulla di totalmente nuovo) una sorta di intrattenimento <em>\u00e0 rebours<\/em>: l\u2019autore si serve dei clich\u00e9 di genere, gi\u00e0 noti al lettore, e li sconvolge, li utilizza in maniera nuova e differente, e pu\u00f2 farlo proprio in quanto questi clich\u00e9 esistono. Si otterrebbe in questo modo un senso di sorpresa e meraviglia attraverso un uso inedito del genere, raggiungendo l\u2019intento d\u2019intrattenimento in maniera per cos\u00ec dire \u201cindiretta\u201d. Ma tutto questo non sarebbe possibile senza quella stratificazione precedente di stilemi che \u00e8 appunto il genere narrativo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_138\" aria-describedby=\"caption-attachment-138\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-138\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/Batman-Dark-Knight-Returns-01-034-e1470300436142.jpg\" alt=\"The Dark Knight Returns di Frank Miller: un approccio sconvolgente nel suo genere.\" width=\"300\" height=\"471\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/Batman-Dark-Knight-Returns-01-034-e1470300436142.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/Batman-Dark-Knight-Returns-01-034-e1470300436142-191x300.jpg 191w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-138\" class=\"wp-caption-text\">The Dark Knight Returns di Frank Miller: un approccio sconvolgente nel suo genere.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Un simile approccio non \u00e8 per\u00f2 privo di inconvenienti: novit\u00e0 sconvolgenti<br \/>\n(una creazione e non uno mero sfruttamento sapiente e inedito, appunto) potrebbero risultare esiziali: il pubblico pi\u00f9 generalista sarebbe spaesato dall\u2019eccesso di licenza dell\u2019autore e dall\u2019uscita da quel patrimonio comune e confortante che molti lettori cercano per una distratta (e non disprezzabile) voglia di puro intrattenimento: il passaggio dal noto all&#8217;ignoto.<\/p>\n<p>Giunti a questo punto un autore si trova a dover scegliere il contesto in cui ambientare la sua storia, e inevitabilmente anche il genere narrativo in cui quella storia verr\u00e0 ascritta; questa scelta sar\u00e0 inevitabilmente condizionata dal genere stesso e delle formule comuni che questo reca con s\u00e9.<\/p>\n<p>Sorge dunque spontaneo domandarsi se la scelta del genere narrativo risulta totalmente indifferente per la storia narrata o se al contrario implica delle costrizioni per la storia stessa che variano sensibilmente di genere in genere.<\/p>\n<p>Spesso si \u00e8 sentito dire che i generi narrativi costituiscono dei meri contenitori, e che in quanto tali non possono influenzare il giudizio di valore sulla storia in s\u00e9.<br \/>\nQuante volte abbiamo provato a far capire all\u2019amico che \u201codia la fantascienza\u201d (o qualsiasi altro genere) che potrebbero esistere opere fantascientifiche di suo gradimento?<br \/>\nInsomma non \u00e8 il genere a fare i contenuti, per cui siamo portati a supporre una sostanziale indifferenza rispetto alla storia nella scelta fra l\u2019uno o l\u2019altro genere narrativo.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-137\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/bone-one-volume-cover-e1470299770126.jpg\" alt=\"bone-one-volume-cover\" width=\"300\" height=\"424\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/bone-one-volume-cover-e1470299770126.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/bone-one-volume-cover-e1470299770126-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>In questo senso non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 vero: chi ama le belle storie le amer\u00e0 sia che esse siano dei fantasy puri e romantici come <em>Bone<\/em> di <strong>Jeff Smith<\/strong>, sia che esse si sviluppino nei viaggi ultradimensionali di <strong>Grant Morrison<\/strong>, legati pur sempre al mondo supereroistico, sia che siano le avventure dei paperi di <strong>Carl Barks<\/strong> e via dicendo.<br \/>\nQuesti esempi hanno alla loro base una buona storia e una grande capacit\u00e0 e versatilit\u00e0 degli autori, che saprebbero barcamenarsi all\u2019interno di ogni genere con proficuit\u00e0.<br \/>\nMa forse questa visione indifferenziata e d\u2019appiattimento dei generi narrativi risulta troppo semplicistica.<br \/>\nSe da un lato \u00e8 vero che non dobbiamo precluderci alcun genere, \u00e8 d\u2019altro canto vero che ogni genere ha delle origini peculiari, degli elementi tipici.<\/p>\n<p>Non potendo qui trattare ogni singolo genere narrativo, prenderemo ad esempio due generi specifici, uno pi\u00f9 statico (il western) e uno pi\u00f9 dinamico (la fantascienza), come paradigmi per un discorso pi\u00f9 ampio.<br \/>\nVedremo come un genere ad oggi in parte sottovalutato come il western nasconda grandi potenzialit\u00e0 al suo interno, e proveremo anche a capire perch\u00e9 a questo genere ne vengano preferiti altri (come ad esempio la fantascienza), sia fra chi scrive che fra chi legge. Mettendo in luce i limiti e le costrizioni derivanti dall&#8217;analisi del singolo genere narrativo si potr\u00e0 poi affrontare meglio il problema delle sue limitazioni ed aggirarlo, per migliorare il contenuto delle storie.<\/p>\n<h2>Il genere western: breve difesa di una grande responsabilit\u00e0<\/h2>\n<p>Come dicevamo, non tutti i generi sono uguali, e non tutti lasciano uguale libert\u00e0 a chi li approccia. Non stiamo parlando di limiti irrilevanti, ma di veri e propri fattori che incatenano chi scrive.<br \/>\nDuole rilevare che il genere western si costituisce di molte di queste limitazioni, e tale restrittivit\u00e0 non si deve a una sua fantomatica origine remota o ad una popolarit\u00e0 ormai in discesa, ma alle sue carrateristiche strutturali.<br \/>\nSappiamo infatti che il mito del Vecchio e Selvaggio West inizi\u00f2 a diffondersi dal 1883 assieme a <em>Wild West and Congress of Rough Riders of the World<\/em>, lo spettacolo che <strong>Buffalo Bill<\/strong> port\u00f2 in giro per il mondo, per poi approdare ed espandersi su libri, fumetti e grandi schermi. Allo stesso modo (ne parleremo in seguito pi\u00f9 diffusamente) sappiamo che la fantascienza nacque attorno alla prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento. Non \u00e8 dunque l\u2019anzianit\u00e0 del genere western a far storcere il naso ai pi\u00f9 pigri fra le nuove generazioni e a giustificare il fatto che le nostre sale cinematografiche sono affollate da film fantascientifici e non da western.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-139\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/13514r-e1470301170326.jpg\" alt=\"13514r\" width=\"410\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/13514r-e1470301170326.jpg 410w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/13514r-e1470301170326-300x209.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 410px) 100vw, 410px\" \/><\/p>\n<p>Quali sono dunque gli elementi che rendono dura la vita di chi scrive western?<br \/>\nInnanzitutto il genere \u00e8 caratterizzato da una precisa collocazione <strong>geografica e storica<\/strong>, elementi fissi che un genere narrativo come la fantascienza non possiede.<\/p>\n<p>Questa collocazione obbligata \u00e8 appunto il Selvaggio West, ovvero <strong>la zona occidentale del Nord America<\/strong>. L\u2019elemento geografico<strong> (spaziale)<\/strong> potr\u00e0 variare di poco, ma il paesaggio resta pur sempre quello: sfondo di deserti rossi fra cactus e canyon su cui si incastonano aride citt\u00e0 di legno coi loro saloon, banche e bordelli. Le variazioni pi\u00f9 o meno lievi possono al pi\u00f9 raggiungere ambienti montani nordamericani.<\/p>\n<p>Per quanto concerne la componente <strong>storica (temporale)<\/strong>, il western si colloca in un preciso punto della storia moderna: <strong>la Guerra di Secessione<\/strong> e in generale la fine dell\u2019800.<br \/>\nCaratteristiche di questo periodo sono dunque le armi, dai revolver ai Winchester, i carri e i cavalli, gli sceriffi e le lobby delle strade ferrate, i banditi, i pellerossa e le giacche blu.<br \/>\nVediamo dunque come vi sia un terzo vincolo di genere: al tempo e allo spazio, si aggiunge un vincolo di <strong>personaggi<\/strong>.<br \/>\nChe western sarebbe senza i pellerossa o i banditi coi loro fucili?<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-140 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/efb4776c7319eb409744249eafe8277d.jpg\" alt=\"efb4776c7319eb409744249eafe8277d\" width=\"236\" height=\"232\" \/><br \/>\nIn questo senso dunque la storia narrata si \u201cspecializza\u201d: pi\u00f9 sono gli elementi fissi, pi\u00f9 si chiede al lettore di apprezzare e dare per scontato e noto un maggior numero di componenti. Pi\u00f9 \u00e8 ricca la quantit\u00e0 fissa di informazioni, pi\u00f9 si restringe il range degli interessati al genere \u201ca prescindere\u201d, per pura passione. Lo <strong>zoccolo duro<\/strong> degli appassionati del western insomma, a cui va aggiunto il lettore curioso o quello attento alle buone produzioni.<\/p>\n<p>Possiamo dire insomma che il genere western genera una sorta di paradosso \u00e0 la Schroedinger: \u00e8 allo stesso tempo il genere pi\u00f9 facile e pi\u00f9 difficile da scrivere.<br \/>\n\u00c8 pi\u00f9 facile poich\u00e9 difficilmente si potr\u00e0 deludere totalmente un vero appassionato fornendogli una storia che si limita ad attenersi in toto alle convenzioni. La storia potr\u00e0 risultare insipida ma fondamentalmente solida e inattaccabile.<br \/>\nAl contrario \u00e8 anche uno dei generi pi\u00f9 ostici da scrivere, perch\u00e9 con tutte le forzature evidenziate risulta difficile imbastire una storia davvero originale.<br \/>\nAllo stesso tempo per\u00f2, visti i numerosi elementi fissi, risulter\u00e0 pi\u00f9 stimolante capovolgere il genere e rinnovarlo, con tutti i rischi annessi a un eventuale eccesso di licenza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-141\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/snoopy-scrittore-e1470301372910.png\" alt=\"snoopy-scrittore\" width=\"300\" height=\"257\" \/>Approcciarsi al genere western da scrittori costituisce insomma prima di tutto una sfida, visti i limiti intrinseci al genere; ma nonostante le difficolt\u00e0, creare qualcosa di originale in questo genere vorrebbe dire di certo non passare inosservati (non sarebbe una cosa di tutti i giorni), ottenendo grandi soddisfazioni.<\/p>\n<h2>La fantascienza: le origini insolite teorizzate da Alan Moore<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-142\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/Frankenstein_1818_edition_title_page-e1470301546424.jpg\" alt=\"Frankenstein_1818_edition_title_page\" width=\"300\" height=\"516\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/Frankenstein_1818_edition_title_page-e1470301546424.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/Frankenstein_1818_edition_title_page-e1470301546424-174x300.jpg 174w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Riprendendo il discorso incominciato sopra, partiremo dalle origini: tralasciati i precursori, si ritiene per convenzione che la fantascienza sia nata con il <em>Frankenstein<\/em> di <strong>Mary Shelley<\/strong> nel 1818. Notiamo dunque come la fantascienza abbia avuto un momento assai florido verso la met\u00e0 del secolo scorso, ma la sua longevit\u00e0 \u00e8 ben paragonabile a quella del western.<\/p>\n<p>A proposito \u00e8 interessantissimo citare una analisi storica del genere fantascientifico, assai stimolante e al tempo stesso criticabile, operata da <strong>Alan Moore<\/strong>. Questa interpretazione, frutto della grande passione ed esperienza in materia da parte dell\u2019autore, viene in parte chiarita in alcuni passaggi di questa intervista: <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RpajFQECzAk\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RpajFQECzAk<\/a><\/p>\n<p>In sintesi Moore vede incarnata una forza dirompente nella prima fantascienza che potremo identificare in Shelley e <strong>Wells<\/strong>, autori che riflettevano sui loro tempi rispettivamente mediante la critica all\u2019avvento della rivoluzione industriale e la lucida messa in risalto del classismo esasperato della societ\u00e0 dell\u2019epoca. Moore vede in questi autori una sorta di <strong>profeti<\/strong>\u00a0<strong>visionari<\/strong>: i loro scritti sono degli <strong>allarmi<\/strong>, degli avvertimenti puntuali sull\u2019evoluzione sociale.<\/p>\n<p>A questo punto Moore si avventura in un intreccio fra evoluzione sociale da un lato e sviluppo del genere fantascientifico dall&#8217;altro.<br \/>\nRiferendosi alla fantascienza americana dei primi anni del \u2018900, Moore individua nei romanzi di <em><strong>Tom Swift<\/strong><\/em> una sorta di nemesi e degenerazione della fantascienza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-143\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/swift2-e1470301693768.jpg\" alt=\"swift2\" width=\"300\" height=\"460\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/swift2-e1470301693768.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/swift2-e1470301693768-196x300.jpg 196w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Per spiegare il suo punto di vista il Bardo di Northampton si serve di un esempio: quando uno Stato \u00e8 in declino, sia socialmente che politicamente, l\u2019immaginario del suo popolo tende a guardare alle sue origini, al suo sfarzo, per rintracciare un messaggio di speranza e incoraggiamento. Un esempio potrebbe essere, per la cultura italiana, il rifarsi a canoni rinascimentali oppure guardare all\u2019egemonia politica dell\u2019Impero Romano.<br \/>\nAllo stesso modo Moore, autore fieramente britannico e strenuo oppositore delle politiche statunitensi, vede negli USA di primo Novecento una nazione che, seppur nella sua grandezza economica, si sta avviando a un lento declino.<br \/>\nIn questo senso la spinta nevrotica e quasi fantasmagorica di alcuni scrittori dell\u2019epoca nel guardare alla grandezza della loro nazione si rivolse al passato, trovando tuttavia povert\u00e0 di ispirazione.<br \/>\nEssendo infatti gli USA una nazione ben giovane, questi scrittori non rinvennero epiche cavallaresche o fatti storici notevoli da raccontare.<br \/>\nInsomma, a questi scrittori era preclusa la strada del <strong>\u201cguardate cos\u2019eravamo\u201d<\/strong>, perch\u00e9 fino a qualche secolo prima le terre del Nuovo Mondo erano abitate da indigeni o coloni che nella maggior parte dei casi erano reietti europei.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti stavano per\u00f2 vivendo una fiera espansione economica, e la volont\u00e0 di alcuni scrittori di mostrare la potenza del proprio popolo non pot\u00e8 che rivolgersi, in mancanza di un passato a cui rifarsi, a un futuro ottimistico (<strong>\u201cguardate cosa saremo\u201d<\/strong>).<\/p>\n<p>Proprio da queste spinte nacquero longeve serializzazioni come Tom Swift, permeate da <strong>cieca fiducia<\/strong> nel progresso tecnologico e finalizzate a mostrare la grandezza tecnica di alcune invenzioni. Sulla stregua di tale sentimento fiorirono le fascinazioni su una sorta di imperialismo cosmico, in cui gli astronauti erano dei moderni cavalieri alla conquista dello spazio: un\u2019epica immaginaria proiettata nel futuro e non pi\u00f9 nel passato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-144\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/star-wars-a-new-hope-1977-style-c-by-tom-chantrell-e1470301870176.jpg\" alt=\"star-wars-a-new-hope-1977-style-c-by-tom-chantrell\" width=\"300\" height=\"462\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/star-wars-a-new-hope-1977-style-c-by-tom-chantrell-e1470301870176.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/star-wars-a-new-hope-1977-style-c-by-tom-chantrell-e1470301870176-195x300.jpg 195w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La fantascienza non costituiva pi\u00f9 quel profetico allarme sociale che aveva ricoperto sin dalla sua nascita, ma era divenuta pretesto per uno sguardo ottimistico ed autoreferenziale nel mostrare la grandezza di una nazione. Una bella perdita di potenziale insomma (almeno secondo Moore).<\/p>\n<p>Solo a seguito dello scoppio della bomba atomica, vero e proprio Big Bang per la letteratura fantascientifica a detta dell&#8217;autore, la fantascienza sub\u00ec un\u2019inversione e torn\u00f2 sui binari tracciati nel suo primo e florido periodo. Questo climax culmin\u00f2 tuttavia nei tardi anni \u201970 con <em>Star Wars<\/em>, l\u2019epopea di <strong>George Lucas<\/strong>, in cui Moore vede un passo indietro di circa un cinquantennio per il genere fantascientifico: dalla freschezza e utilit\u00e0 dello sci-fi come opera sociale\u00a0(l\u2019allarme di Shelley e le riflessioni di Wells come archetipo, poi declinate ed ampliate nel dopoguerra), si era tornati all\u2019ottimismo acritico dei primi anni \u201910 e alle grandi guerre \u201ccavalleresche\u201d di cui era stato precursore Tom Swift, con la conquista dell\u2019universo e i \u201ccowboy\u201d spaziali.<\/p>\n<h2>La fantascienza: immaginari moderni e opportunit\u00e0 sconfinate<\/h2>\n<p>Iniziando la nostra analisi del genere fantascientifico possiamo innanzitutto rilevare che quelle fondamenta temporali e spaziali cos\u00ec radicate nel western sono qui praticamente inesistenti, e che anche il gioco dei personaggi \u00e8 ben diverso, sia per la variet\u00e0 dei caratteri, che per la loro personalit\u00e0.<br \/>\nAccade infatti molto spesso che i protagonisti western siano (e per credibilit\u00e0 debbano essere) pi\u00f9 o meno stereotipati, e trasmettano nella maggior parte dei casi una morale ferrea e prettamente <strong>manichea<\/strong>: ci sono banditi e giustizieri, oppressori e oppressi, crimine e legge.<br \/>\nLa fantascienza al contrario permette una libert\u00e0 praticamente illimitata nella creazione di interi universi, personaggi e persino leggi fisiche. Ci\u00f2 che basta alla fantascienza per essere fantascienza \u00e8 un\u2019invenzione tecnologica, una scienza avanzata, senza vincoli temporali e spaziali.<br \/>\nLa fantascienza permette ad esempio una riflessione sociale lucida e non piatta, e un esempio lampante \u00e8 proprio quella fantascienza \u201cd\u2019allarme\u201d che Moore vede in Shelley o Wells.<\/p>\n<figure id=\"attachment_145\" aria-describedby=\"caption-attachment-145\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/Al-Williamson-Flash-Gordon-Panorama-e1470302014386.jpg\" alt=\"Al Williamson Flash Gordon Panorama\" width=\"600\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/Al-Williamson-Flash-Gordon-Panorama-e1470302014386.jpg 600w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/Al-Williamson-Flash-Gordon-Panorama-e1470302014386-300x173.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-145\" class=\"wp-caption-text\">Il maestoso Flash Gordon di Alex Raymond<\/figcaption><\/figure>\n<p>Un altro elemento a favore della fantascienza \u00e8 costituito da quella sua declinazione popolare d&#8217;intrattenimento &#8220;privo di spessore&#8221;\u00a0\u00e0 la Lucas che Moore odia tanto.<br \/>\nIn questo senso la fantascienza costituisce una sorta di <strong>evoluzione del romanzo d\u2019avventura dell\u2019800<\/strong> (come non pensare al <em>Flash Gordon<\/em> di <strong>Alex Raymond<\/strong> ad esempio?).<br \/>\nGli esploratori della giungla e dei mari di <strong>Salgari<\/strong> e <strong>Stevenson<\/strong> si sono trasferiti nello spazio, col medesimo intento d\u2019evasione che la letteratura ottocentesca si prefiggeva.<\/p>\n<p>In questo tipo di \u201cnuova\u201d letteratura (l\u2019avventura spaziale) \u00e8 per\u00f2 insita una maggiore possibilit\u00e0 di empatia col lettore, sicuramente legata alla capacit\u00e0 della fantascienza di stare al passo coi tempi.<br \/>\nVi \u00e8 innanzitutto da rilevare che un simile immaginario, lungi dalle pessimistiche (e seppur interessanti e non del tutto infondate) teorie di Moore, pu\u00f2 ben costituire oggetto di approfondimento e riflessione sulla psiche umana: un felice esempio di questo tipo di letteratura d\u2019intrattenimento <strong>\u201cimpegnata\u201d<\/strong>, a met\u00e0 fra la scoperta dell\u2019ignoto e la riflessione su s\u00e9, la vedo in <strong>Joseph Conrad<\/strong>, con i suoi <em>Cuore di tenebra<\/em> e <em>La linea d\u2019ombra<\/em>, in <strong>Moby Dick <\/strong>di <strong>Herman Melville<\/strong>\u00a0e ovviamente nel <em>Corto Maltese<\/em> di <strong>Hugo Pratt<\/strong>. A questi autori d&#8217;avventura classica potremmo ad esempio idealmente affiancare, con le dovute e profonde differenze, la produzione di <strong>Isaac<\/strong>\u00a0<strong>Asimov<\/strong> o <strong>Philip K.\u00a0Dick<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-146\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/Moby_Dick_p510_illustration-e1470302268367.jpg\" alt=\"Moby_Dick_p510_illustration\" width=\"300\" height=\"470\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/Moby_Dick_p510_illustration-e1470302268367.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/Moby_Dick_p510_illustration-e1470302268367-191x300.jpg 191w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Ad ogni modo possiamo rilevare una maggior compartecipazione emotiva con questo tipo di avventura nello spazio rispetto ad un tipo di avventura pi\u00f9 classica.<br \/>\nL\u2019intento di evasione della letteratura d\u2019avventura ottocentesca era infatti raggiunto tramite la descrizione e creazione di luoghi esotici, distanti da quelli noti al lettore. Un espediente che permetteva di viaggiare con la fantasia e raggiungere luoghi inesplorati e ancora pressoch\u00e9 sconosciuti a una larghissima fetta di lettori.<br \/>\nAd oggi, lungi dal ritenere che simili scenari non raggiungerebbero un buon livello d\u2019evasione e fantasia, c\u2019\u00e8 tuttavia da rilevare che con i mezzi moderni l\u2019accessibilit\u00e0 e conoscenza di quei luoghi esotici \u00e8 divenuta cosa nota all\u2019individuo medio, perdendo inevitabilmente parte di mordente e di fascino.<br \/>\nPossiamo dunque vedere nella fantascienza una naturale evoluzione di queste ambientazioni avventurose, una sorta di <em>escamotage<\/em> per recuperare quella presa sul lettore che l\u2019avanzare dei tempi aveva attenuato.<\/p>\n<p>L\u2019universo sterminato permette di creare luoghi davvero inesplorati e sconosciuti, realistici e non, che suscitano uno straniamento totale del lettore, almeno rispetto all\u2019ambiente in cui si svolgono le vicende.<br \/>\nIn questo modo l\u2019uomo si trova a vivere in una nuova giungla e in un nuovo mare totalmente ignoti.<br \/>\nProiettando i protagonisti in questi mondi inesplorati si riottiene quel senso ormai in parte perduto di contatto diretto con una natura sconosciuta e ingestibile, sovrastante, e si ricrea quello stato di natura che tanto rendeva e rende apprezzabile la letteratura d\u2019avventura.<br \/>\nUno stato di natura che implica spesso solitudine e incapacit\u00e0 di imporsi sull\u2019ambiente, alimentando quelle vene di riflessione intimista \u00e0 la Pratt, Conrad, Melville ecc&#8230;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-147\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/UbikDaw1983.jpg\" alt=\"UbikDaw1983\" width=\"259\" height=\"425\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/UbikDaw1983.jpg 259w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/08\/UbikDaw1983-183x300.jpg 183w\" sizes=\"auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/>Eliminare la tecnologia e ambientare le storie in una giungla o nei mari, oppure creare ambientazioni preistoriche, appare paradossalmente ben noto o addirittura irrealistico; e\u00a0si giunge all\u2019assurdo di un mondo immaginario e sintetico che riesce a suscitare maggiore empatia nel lettore rispetto alle ambientazioni realistiche dell&#8217;avventura classica: si aggiunge tecnologia per riavvicinarsi alle sensazioni dello stato di natura.<\/p>\n<p>In conclusione: ci\u00f2 che ci premeva dimostrare era che la scelta di un genere narrativo (sebbene le etichette siano ben vaghe) non \u00e8 priva di influenze rispetto ai contenuti di una storia e della sua riuscita, e soprattutto ha un rilevantissimo peso sulla libert\u00e0 di scrittura dell\u2019autore stesso.<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.75;\">Il genere western risulta dunque pi\u00f9 duro da approcciare nel creare storie originali, a causa dei suoi forti vincoli.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.75;\">Il genere fantascientifico al contrario offre molte pi\u00f9 variabili, stimolando l\u2019immaginario oltre limiti ben pi\u00f9 ampi.<\/span><\/p>\n<p>Il nostro discorso, ovviamente ancorato a manifestazioni molto elementari e standardizzate di \u201carchetipi\u201d narrativi quali i generi, ha preso ad esempio due soli generi narrativi ma \u00e8 valso per una ricognizione generica (salva analisi dei singoli generi omessi). Abbiamo dunque dimostrato che non esiste parit\u00e0 nella scelta fra generi narrativi e che questi non hanno la funzione di semplici contenitori dotati di caratteristiche innocue per il contenuto di una storia; al contrario abbiamo visto la profonda influenza che la scelta del genere narrativo ha sull\u2019immaginario dell\u2019autore e di conseguenza delle sue storie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scelta di un genere narrativo \u00e8 indifferente o pu\u00f2 influenzare il contenuto di una storia? Per trarre una risposta analizzeremo alcune caratteristiche dei generi western e fantascientifico.<\/p>\n","protected":false},"author":561,"featured_media":154,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Il genere narrativo pu\u00f2 influenzare una storia e il suo autore? - Fumetti Corsari","description":"La scelta di un genere narrativo \u00e8 indifferente o pu\u00f2 influenzare il contenuto di una storia? 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