{"id":107,"date":"2016-06-10T13:00:21","date_gmt":"2016-06-10T11:00:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/?p=107"},"modified":"2017-05-09T13:00:59","modified_gmt":"2017-05-09T11:00:59","slug":"una-storia-a-fumetti-non-deve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/una-storia-a-fumetti-non-deve\/","title":{"rendered":"Una storia a fumetti NON DEVE&#8230;"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>La questione \u00e8 la storia in s\u00e9: che abbia significato o meno, non spetta alla storia spiegarlo.<\/p><\/blockquote>\n<p>Poco tempo fa mi trovavo a leggere la <em>Trilogia di New York<\/em> di <strong>Paul Auster<\/strong>, una delle massime vette della letteratura postmoderna dal cui primo racconto <strong>David Mazzucchelli<\/strong> ha tratto un adattamento a fumetti (ma chiamarlo adattamento \u00e8 riduttivo): <em>Citt\u00e0 di vetro<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019opera \u00e8 una delle riflessioni pi\u00f9 lucide e interessanti che abbia mai letto sul linguaggio e sul suo significato remoto, oltre che sulla vita moderna e sul perdersi nei dedali della propria mente.<\/p>\n<p>Colpito in particolare da questa semplice frase, ho iniziato a riflettere su <strong>ci\u00f2 che da lettori chiediamo ad una storia a fumetti<\/strong>, ci\u00f2 che arrogantemente pretendiamo: una sorta di elenco tassativo di elementi essenziali <em>ad substantiam<\/em>, quasi i fumetti fossero atti giuridici.<\/p>\n<p>Molti autori si sono prodigati per combattere questo pregiudizio (penso in particolare a <strong>Moebius<\/strong>) e per farci capire quanto fosse stupida e innaturale questa richiesta individuale all\u2019autore di<strong> fornirci un senso<\/strong>, una linea completa e intelligibile, di raccontarci una storia<strong> \u201cinteressante\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Questa fame licantropesca di storie ed elementi \u201cinteressanti\u201d ci fa dimenticare che narrare non \u00e8 davvero tutto in un\u2019opera, e soprattutto che <strong>anche raccontare la vita di una roccia pu\u00f2 essere interessante.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Abbiamo bisogno di sovrastrutture, impalcature di senso, masturbazioni mentali ipertrofiche<\/strong> che concretizzino quell\u2019istinto totalitario che \u00e8 la richiesta di \u201cavere senso\u201d, una richiesta che serve solo a nascondere la nostra incapacit\u00e0 di gestire senza panico ci\u00f2 che non ha confini delimitati.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 cos\u00ec che si incatena un autore, ed \u00e8 cos\u00ec che si incatenano anche un lettore e un\u2019opera<\/strong>: produrre in questa direzione unidimensionale e fruire dal \u201cristorante di fiducia\u201d ordinando sempre \u201cil solito\u201d.<\/p>\n<p>Ottenere una \u201cbella storia\u201d, un racconto avventuroso, d\u2019intrattenimento, \u00e8 ci\u00f2 che ognuno di noi necessita fra i suoi bisogni d\u2019evasione, ma non \u00e8 l\u2019unico. La lettura \u00e8 una democrazia, e non tollera oligarchie di generi.<br \/>\nCos\u00ec ho deciso di formulare io una lista di regole.<\/p>\n<p>Un prontuario di elementi che una storia a fumetti <strong>NON DEVE<\/strong> possedere e che grandissimi autori ci hanno dimostrato funzionare attraverso la pratica dei loro capolavori.<\/p>\n<p>Iniziamo:<\/p>\n<p>1) Moebius ci ha dimostrato che<\/p>\n<blockquote><p>\u201cNon c\u2019\u00e8 nessuna ragione perch\u00e9 una storia sia come una casa con una porta per entrare, finestre per guardare gli alberi e un caminetto per il fumo. Si pu\u00f2 immaginare una storia a forma di elefante, o di campo di grano o di fiammella di un fiammifero\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Jean Giraud<\/strong> ci ha fatto capire con il suo <em>Garage ermetico<\/em> che <strong>una storia a fumetti NON DEVE<\/strong>\u00a0<strong>avere n\u00e9 un inizio n\u00e9 una fine<\/strong>, ma pu\u00f2 \u201ciniziare\u201d e \u201cfinire\u201d a mezzo.<br \/>\nPossiamo essere catapultati in una realt\u00e0 sconosciuta, senza alcun tipo di coordinate o studio. Per godere di una storia basta della semplice <strong>coerenza interna<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-108 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1.jpg\" alt=\"Senza titolo-1\" width=\"620\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1.jpg 620w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1-300x155.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>2) Sempre Moebius con <em>Arzach<\/em>, e pi\u00f9 di recente <strong>Matt Fraction<\/strong> e <strong>David Aja<\/strong> con il loro <em>Occhio di falco<\/em>, ci hanno dimostrato che <strong>una storia a fumetti NON DEVE<\/strong>\u00a0<strong>avere parole<\/strong>.<\/p>\n<p>Il fumetto differisce in maniera abissale dalla letteratura proprio perch\u00e9 la sua narrazione <strong>PU\u00d2<\/strong> essere solo eventualmente scritta.<br \/>\nQuel che basta \u00e8 quel senso di storytelling, di sequenzialit\u00e0 e legame d\u2019immagini di cui parlava anche <strong>Will Eisner<\/strong>. Una continuit\u00e0 che pu\u00f2 essere ottenuta efficacemente anche solo attraverso i disegni, senza mai ridursi a una sfilza di \u201cquadri\u201d indipendenti fra loro come monadi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-109\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-2.jpg\" alt=\"Senza titolo-2\" width=\"620\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-2.jpg 620w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-2-300x155.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/>3) <strong>Sergio Toppi<\/strong> con la sua intera produzione ci ha dimostrato che <strong>una storia a fumetti NON DEVE avere vignette.<\/strong><\/p>\n<p>Toppi distrusse le gabbie e rivoluzion\u00f2 per sempre il modo di fare fumetto. Ci\u00f2 che interessava l\u2019autore era farsi seguire dal lettore, e Toppi lo faceva sfruttando le linee convenzionali di lettura a cui ci siamo abituati con l\u2019esperienza. Le sue tavole si leggono con ordine: sopra-sotto, sinistra-destra, centro-periferia, grande-piccolo ecc\u2026<br \/>\nIl senso di lettura dato dalla cadenza delle vignette \u00e8 rimpiazzato da aree invisibili di pertinenza (ma mentalmente visibili) delineate dai disegni. \u00c8 come camminare in una strada a vicolo cieco dritta e senza vie laterali contrapposta ad un sentiero solo leggermente battuto all\u2019interno di un bosco.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-111\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1-1.jpg\" alt=\"Senza titolo-1\" width=\"620\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1-1.jpg 620w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1-1-300x155.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/>4) <strong>Shane Simmons<\/strong> con il suo <em>Longshot comics<\/em> ci ha dimostrato che<strong> una storia a fumetti NON DEVE avere dei disegni.<\/strong><\/p>\n<p>La sua opera riesce a mantenere quell\u2019idea di ritmo e sequenzialit\u00e0 pur senza mostrare al lettore cosa stia accadendo di preciso, lasciandolo per\u00f2 intendere con grande vividezza. Il tutto ricrea un\u2019atmosfera grottesca e ridicola che non potrebbe essere ottenuta diversamente, provocando risate smodate nel lettore, causate dal contrasto fra contenuti drammatici e rappresentazione grafica di piccoli puntini che si tormentano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-112\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1-2.jpg\" alt=\"Senza titolo-1\" width=\"620\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1-2.jpg 620w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1-2-300x155.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/>5) <strong>Stefano Tamburini<\/strong> con <em>Snake Agent<\/em> ci ha dimostrato che <strong>una storia a fumetti NON DEVE avere un autore.<\/strong><\/p>\n<p>Tamburini plagi\u00f2 malamente delle vecchie strisce dell\u2019<em>Agente X-9<\/em> di <strong>Mel Graff<\/strong> fotocopiandole e aggiungendo un senso di accelerazione, conferendo allo stesso tempo a queste una nuova dignit\u00e0 e realizzando una fotografia sociale contemporanea che investe come una scarica di pugni in faccia. <strong>L\u2019autrice di queste storie era ormai una stampante laser.<\/strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-113\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1-3.jpg\" alt=\"Senza titolo-1\" width=\"620\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1-3.jpg 620w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1-3-300x150.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/>6) <strong>Richard McGuire<\/strong> con <em>Qui<\/em> ci ha dimostrato che <strong>una storia a fumetti NON DEVE avere una linea temporale vettoriale unidirezionale.<\/strong><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 un prima o un dopo, uno svolgimento lineare, ma c\u2019\u00e8 solo un qui, un istante che allo stesso tempo contiene in s\u00e9 tutte le manifestazioni temporali dello spazio rappresentato. La lettura non va seguita su una linea, ma \u00e8 un\u2019esperienza globale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-114\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1-4.jpg\" alt=\"Senza titolo-1\" width=\"620\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1-4.jpg 620w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1-4-300x155.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/>7)<strong> Jason Shiga<\/strong> con il suo <em>Meanwhile<\/em> e <strong>Chris Ware<\/strong> con il suo <em>Building stories<\/em> ci hanno dimostrato che <strong>una storia a fumetti NON DEVE essere UNA SOLA<\/strong>, ma pu\u00f2 essere letta in mille modi, innumerevoli combinazioni di percorsi che portano sempre a risultati differenti: un contenuto mutevole costantemente in divenire.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-115\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1-5.jpg\" alt=\"Senza titolo-1\" width=\"620\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1-5.jpg 620w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2016\/06\/Senza-titolo-1-5-300x155.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/>Insomma, <strong>una storia a fumetti NON DEVE avere proprio nulla<\/strong> <strong>per funzionare<\/strong>, nessun genere specifico, nessun elemento caratteristico la rende preferibile alle altre.<\/p>\n<p>Forse il vero punto \u00e8 che <strong>una storia a fumetti non ha proprio bisogno di voi.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quali sono gli elementi che una storia a fumetti NON DEVE possedere per essere tale?<\/p>\n","protected":false},"author":561,"featured_media":109,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Una storia a fumetti NON DEVE... - Fumetti Corsari","description":"Quali sono gli elementi che una storia a fumetti NON DEVE possedere per essere tale?"},"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[39,33,30,40,32,31,34,17,36,37,38,35],"class_list":["post-107","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-post-it","tag-chris-ware","tag-david-aja","tag-david-mazzucchelli","tag-jason-shiga","tag-matt-fraction","tag-moebius","tag-paul-auster","tag-richard-mcguire","tag-sergio-toppi","tag-shane-simmons","tag-stefano-tamburini","tag-will-eisner"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/users\/561"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=107"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/media\/109"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=107"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=107"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/fumetticorsari\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=107"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}